arte e società
 



L'arte è politica

di Nadia Magnabosco

"Nel mio paese nascere donna è una maledizione"
Suad

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nm


Conoscere, riflettere e valorizzare l'arte delle donne è lo scopo di questo sito, ma l'arte è un percorso che non può nascere o formarsi in condizioni di vita negate e oggi, secondo i dati dell'Onu, circa duecento milioni di donne e bambine mancano all'appello della vita.
E' il cosìddetto Hidden Gendercide, ossia le donne demograficamente "missing", sparite dalla faccia della terra per gli aborti, gli infanticidi, la morte per fame o mancate cure mediche, e ogni altro genere di violenza, domestica e non.
Il 25 novembre è stata la giornata internazionale contro la violenza alle donne.
Nello stesso periodo in Italia si sono intensificati gli episodi violenza contro le donne e i giornali si sono accorti nuovamente del fenomeno (fino a quando?). Numerosi articoli sono stati pubblicati per denunciare il fenomeno e analizzarlo. Segnaliamo in queste pagine un articolo di Dacia Maraini apparso sul Corriere della Sera del 29 novembre.
Ma l'articolo più importante è apparso sull'Economist del 26 novembre 2005, "Women in a dangerous world - No place for your daughters", che rileva l'importanza di uno studio del DCAF (The Geneva Centre for the Democratic Control of Armed Forces, un'istituzione internazionale) dal titolo "Women in an Insecure World: Violence Against Women"

http://www.dcaf.ch/women/pb_women_ex_sum.pdf

in cui vengono raccolti e ribaditi gli inquietanti dati relativi alla violenza sulle donne. Come appunto quelle stime Onu oscillanti fra i 113 e i 200 milioni di donne, o meglio di bambine, che non hanno nemmeno avuto la possibilità di cominciare a vivere per il solo fatto di appartenere a un genere di classe inferiore. O il grande numero di bambine non denunciate all'anagrafe e non risultanti esistenti. O ogni altro genere di violenza basata sul genere che fa sì che ogni anno da 1,5 a 3 milioni di donne e bambine si "perdano" nel mondo.
In altre parole, dice l'Economist, ogni due-quattro anni si conta un numero di vittime simile a quello dell'Olocausto. 6000 bambine al giorno, soprattutto nel mondo più povero, sono sottoposte a mutilazione genitale. Una donna su cinque è vittima di stupro.
Dati non facilmente verificabili ma non nuovi. E' del 1990 il celebre saggio del premio Nobel Amartya Sen, economista, che su “The New York Review of Books” per primo richiamò potentemente l’attenzione sulle “missing girls” fornendo dati e stime.
"Si è ormai accumulata una certa evidenza indiretta di trattamenti differenziati per uomini e donne, particolarmente per le bambine rispetto ai bambini in molte parti del mondo. I tassi osservati di morbilità e di mortalità riflettono una deprivazione femminile di incredibili proporzioni".
Anche quando non private della vita, vengono deprivate di ogni processo necessario allo sviluppo umano. Per esempio in molti Paesi del mondo le bambine non vengono incoraggiate a giocare, ma indirizzate esclusivamente ai lavori domestici e al lavoro minorile o magari destinate a sposarsi a nove anni.
Studiare poi è impedito a milioni di piccole donne quando è noto (citiamo sempre Amartya Sen) che l'alfabetizzazione al femminile è il più potente antidoto contro la morte dei bambini. «In India il passaggio dell'alfabetizzazione primaria delle donne dal 22 al 75 per cento ha ridotto il tasso previsto di mortalità infantile dal 156 al 110 per mille».
Dice Sen che solo gli occidentali credono che le donne siano "più della metà" della popolazione mondiale. Nei paesi a forte squilibri sociale, le donne invece spariscono e non avranno mai occasione di esistere culturalmente.
Nei paesi con minori squilibri sociali altre forme di violenza, non solo fisica e emotiva, minano le prospettive di una crescita libera, equilibrata e creativa.
Dunque la cosa ci riguarda, come donne e come artiste, perchè l'arte è davvero politica.

nadia_magnabosco_gendercidenm

2 dicembre 2005

Joan Holmes: Salvare le bambine

http://www.dirittiumani.donne.aidos.it/