arte e società

 


riportiamo da http://www.womenews.net/spip/article.php3?id_article=490 di venerdì 21 aprile 2006:

Una legge fortemente voluta dalle donne che rivoluziona il sistema giuridico e sanitario


Come si affronta in Spagna la violenza di genere



di Ylenia Mariani

In Spagna nel 2004 è stata approvata all’unanimità, anche se non senza grandi dibattiti e scontri, la Legge organica contro la violenza di genere che ha rivoluzionato il diritto penale e ha visto una riorganizzazione del sistema giudiziario.

Tra il 2000 e il 2004 un totale di 309 donne ha perso la vita, in Spagna, per mano del proprio marito, fidanzato o ex, secondo le stime dell’Istituto della Donna (Instituto de la Mujer). Tre dei primi dieci omicidi del 2005 sono stati per violenza di genere. In media una vittima mortale ogni sei giorni.

Il 2005, appunto, conta 63 donne vittime d’omicidio di coppia, il 2004 ne conta 72, una in più del 2003 che si chiuse con 71 vittime.

Quanto alle donne morte a causa di violenza di genere, intendendo questa come violenza esercitata a mano di persone la cui relazione con la vittima era fuori dell’ambito della coppia, la cifra ascende a 105 durante il 2004, 85 nel 2000, 74 vittime mortali nel 2001, 83 nel 2002, mentre il 2003 ne stimò 102. Cifre impressionanti.

Dati provenienti soprattutto da regioni quali la Comunità Valenziana, dall’Andalusia e dalla Catalogna. Manifestazioni, giornate internazionali delle donne, cortei, si sono susseguiti per le strade, in questi mesi, capeggiati dai movimenti femministi e appoggiati dalle istituzioni, fino ad ottenere una Legge integrale contro la Violenza di Genere, entrata pienamente in vigore nel 29 giugno del 2004, che ha introdotto nuove misure di protezione per le donne oggetto di maltrattementi, prima fra tutte la creazione di oltre 430 giudici specializzati nel combattere queste aggressioni e la creazione della figura del “Procuratore contro la violenza di genere” che interviene in casi penali e civili di pertinenza.

Gli esperti affermano che l’approvazione della legge coincide un abbassamento delle morti tra il 2004 e il 2005, del 13,8%. un buon inizio, anche se per una corretta valutazione dell’efficacia della legge bisogna aspettare qualche anno.

I dati incoraggianti riguardano il maggior numero di denuncie, il conseguenziale aumento d’ordini di protezione per le maltrattate e l’abbassamento del numero di ritiri di denuncie stimati nel 2005. La differenza maggiore rispetto agli anni passati, è che il numero delle donne che muoiono dopo aver denunciato la violenza si è considerevolmente ridotto. Questo significa che i sistemi di protezione cominciano a funzionare.

Tuttavia però ci sono ancora donne che non denunciano: delle 63 vittime del 2005, solo cinque erano protette da un ordine d’allontanamento. Le stime hanno rivelato anche che cresce il numero delle vittime straniere: sono il 34,5%, contando solo tra quelle di cui si conosce la nazionalità. Fermo restando i dati insindacabili, la legge Integrale è un valido segno di riconoscimento di questo drammatico problema sociale. Questi alcuni dei punti rilevanti.

Misure d’appoggio alle vittime

Si riconosce alla vittima il diritto di riduzione del tempo di lavoro, alla sospensione della relazione professionale con riserva del posto con diritto di sussidio di disoccupazione.
Si stabilisce un programma di reinserimento lavorativo per le vittime che hanno perso il lavoro e per chi non può seguire il programma, si stabilisce un aiuto economico in funzione dell’età e della respnsabilità familiare.
Si stabiliscono aiuti per la formazione delle donne a sottrarsi alla dipendenza economica dei propri aggressori.
Priorità d’accesso a case d’accoglienza ufficiali.
Sussidi addizionali alle imprese che offrono un contratto alle vittime.
Omologazione dei “servizi d’informazione alla donna” in tutte le città e in tutti i comuni per garantire a tutte le vittime le stesse possibilità.
Adattamenti delle attuali case di accoglienza che si convertano in centri specializzati di recupero integrale al fine di ofrrire terapia psicologica, appoggio legale, sociale e educativo.

Sicurezza

Creazione d’unità speciali del Corpo nazionale di Polizia e dei Carabinieri
I corpi nazionali partecipano in tutti i pini di collaborazione integrale con tutte le Amministrazioni.
Si provvede alla sospenzione cautelare della licenza d’armi ai colpevoli o ai sospettati d’atti di violenza contro una donna.

Giustizia

Creazione di 430 giudici speciali, con competenze civili e penali, dedicati alla lotta contro la violenza di genere, di coppia e domestica.
Creazione della figura del Procuratore contro la violenza di genere, in funzione del delegato fiscale dello Stato, competente in materie penali e civili pertinenti al discorso di genere.
Modificazone della legge d’Assistenza Gratuita: le vittime di violenza domestica hanno diritto all’assistenza gratutita.
La nuova norma ha modificato anche il Codice Penale, stabilendo pene più dure riguardo alla violenza di genere e di coppia, ma soprattutto stabilisce pene di peso differente a seconda che l’aggressore sia un uomo o una donna. All’aggressore di sesso maschile il maggior castigo (questo l’argomento maggiormente polemizzato che ha posto la Legge Integrale come oggetto di verifica d’incostituzionalità da parte del Tribunale Costituzionale spagnolo in quanto discriminatoria nei confronti degli uomini e violante il principio costituzionale secondo cui tutti gli uomini sono uguali dinanzi alla legge).

Educazione

Creazione di una materia obbligatoria nelle scuole superiori: “Educazione per l’uguaglianza e contro la violenza di genere”.
Incorporazione in tutti i Consigli d’Istituto, di tutte le scuole, di un membro incaricato di fornire mezzi educativi contro la violenza di genere.

Nuovi organismi

Creazione di una Delegazione di Governo contro la violenza di Genere, in aggiunta al Difensore del Popolo e un Osservatorio incaricato di valutare le azioni di governo e le nuove misure.
Creazione dell’Osservatorio nazionale sulla violenza sulla donna, che sarà l’occhio sulla siutazione e sull’evoluzione della violenza sulla donna.

Sanità

Sistemi di diagnosi precoci e sviluppo di programmi di sensibilizzazione e formazione del personale sanitario.
Si stabiliranno protocolli sanitari per la prevenzione, la diagnosi precoce e l’intervento continuato, collaborando con l’amministrazione della giustizia.
Creazione di una Commissione, in seno al Consiglio Interterritoriale del Sistema Nazionale di Salute, incaricata di appoggiare tecnicamente, coordinare e valutare le misure sanitarie stabilite dalla legge.

Altre misure

Campagne informative di prevenzione e sensibilizzazione
La pubblicità che utilizzi il corpo e l’immagine della donna in forma discriminatoria o vessatoria sarà qualificata come illecita e conseguentemente sanzionata.