Arte e società

 

 

Meno spose bambine in India

n.m.

di Nadia Magnabosco

Dopo la buona notizia sul divieto d'infibulazione in Indonesia, eccone un'altra che riguarda milioni di bambine costrette a subire matrimoni precoci che pongono drasticamente fine alla loro infanzia per costringerle ad un ruolo di sottomissione e sfruttamento domestico. In India, il 14 dicembre 2006, è stata approvata una legge che prevede pesanti multe e il carcere per sacerdoti indù, funzionari e politici che consentano la diffusa ma illegale usanza dei matrimoni precoci. La nuova legge prevede il carcere fino a due anni e una multa fino a 100 mila rupie (2.240 dollari Usa) per gli adulti che sposano bambini e per chi predispone, favorisce e partecipa al matrimonio.
In realtà in India il matrimonio per le ragazze con meno di 18 anni e gli uomini minori di 21 era già vietato per legge, ma, soprattutto nella zone agricole e meno sviluppate, l’unione tra bambini è sempre stata molto diffusa (a volte di bambina però c'è solo la "moglie" perchè il marito è un adulto). Per le famiglie più povere significa una bocca da sfamare in meno o una serva in più, per le più ricche può significare consolidare legami familiari e patrimoniali. Spesso le bambine restano nella famiglia d'origine fino alla pubertà e poi si trasferiscono nella famiglia del marito, ma in molti casi la bambina lascia subito la scuola e viene mandata a vivere con la famiglia del marito.

Si ritiene che, ad oggi, il 33% delle bambine indiane siano già sposate quando compiono quei 18 anni che dovrebbero essere l'età minima per contrarre matrimonio e che 17 indiane su 100 si sposino sotto i 10 anni.

Questo perchè in India, come in altri paesi, le leggi vengono spesso ignorate proprio da chi dovrebbe farle applicare o per ignoranza o per mancanza di strutture di controllo e relative punizioni. Anche se contro la legge, una volta celebrato il matrimonio resta comunque valido. La gente non si preoccupa quindi molto del rispetto delle regole vigenti e lo confermano i dati delle cause in giudizio che, nel 2001, erano per esempio solo 89. I funzionari di ogni Stato dovranno ora maggiormente impegnarsi per impedire l’usanza e perseguire chi viola la legge.

Lo scopo della legge - dichiara Renuka Chaudhary, ministro per lo Sviluppo delle donne e dell’infanzia, è tutelare centinaia di migliaia di bambini costretti a sposarsi ogni anno: “Noi diciamo ai nostri bambini che non possono votare quando hanno 15 anni, non permettiamo loro di guidare autoveicoli o di bere alcolici. Ma, allora, come possiamo pensare che siano in grado di sposarsi? La Nazione non può compiere un balzo in avanti se il 72% della popolazione femminile e minore vive in simili condizioni."

Per le bambine il problema è molto più grave perché spesso le famiglie sono molto povere e temono anche che passando gli anni perdano la verginità e non possano più sposarsi. E' molto difficile andare contro usanze familiari così diffuse e di cui parte della società non ne riconosce l'assurdità. Meno di due anni fa Shakuntala Verma, un'operatrice sociale di 48 anni, era stata ferita a morte a Madhya Pradesh, uno stato dell'India centrale, per aver cercato di impedire una cerimonia di massa di matrimoni precoci. Lo stesso trattamento ha rischiato l'indiana Deepa Mehta, regista del bellissimo film "Water" (vedi recensione di Donatella Massara) che parla delle vedove indiane e del loro destino di emarginate dalla società ma anche delle spose bambine, costrette, se vedove, a subire l'allontanamento forzato dalla famiglia, quando non a prostituirsi, per assicurarsi il sostentamento. "Abbiamo tentato di girare Water nel 2000, in India. Il set era già pronto, ma poi, a pochi giorni dalle riprese, il movimento dei fondamentalisti ha bruciato il set. Allora abbiamo cominciato a girare nell'hotel dove alloggiavamo, ma fuori la gente urlava e bruciava foto di Deepa. Per due anni lei ha dovuto avere la scorta" ha dichiarato il produttore del film. Il film è stato girato solo quattro anni dopo quasi clandestinamente nello Sri Lanka.

Ovviamente il fenomeno dei matrimoni precoci non è solo indiano. Secondo un’analisi dei dati forniti dalle indagini sulle famiglie condotte dall’UNICEF nel 2005 in 49 paesi in via di sviluppo, il 48% delle donne dell’Asia meridionale tra 15 e 24 anni si erano sposate prima dei 18 anni. Questa percentuale scende al 42% nei 29 paesi esaminati in Africa e al 29% negli 8 paesi dell'America latina e Caraibi. Ovviamente la pratica dei matrimoni fra bambini prevale nelle zone rurali e presso le famiglie povere. Secondo Amnesty International, ogni anno nel mondo ci sono 80 milioni di matrimoni con spose bambine.

La conseguenza di questi matrimoni precoci sono le gravidanze precoci.

Molto spesso le ragazze così giovani non hanno ancora completato lo sviluppo e i loro corpi non sono ancora pronti ad affrontare la gravidanza e il parto.Le possibilità di morire di parto sono cinque volte maggiori per chi partorisce prima dei 15 anni. Ogni anno, oltre mezzo milione di donne – circa una donna al minuto – muoiono a causa di complicanze della gravidanza e del parto. Quasi il 99% di tutte le morti materne avviene nei paesi in via di sviluppo, e di queste, oltre il 90% in Africa e Asia. Nelle gravidanze precoci la probabilità che il bambino muoia nei primi anni di vita è maggiore del 60% rispetto a un bambino nato da una madre che ha più di 19 anni. Anche se il bambino sopravvive, è più probabile che sia sottopeso e che abbia uno sviluppo fisico e cognitivo tardivo. Comuni complicanze dei rapporti precoci sono poi le lacerazioni di vagina e retto, con perdite continue di feci e urina, di cui soffrono nel mondo due milioni di spose-bambine (vedi in questo sito). Anche l'HIV può essere una conseguenza di questi matrimoni precoci, come dichiara il direttore esecutivo di Unaids: "Per tragica ironia il matrimonio e' diventato un fattore di rischio. Le donne contraggono l'hiv dai loro unici partner sessuali, i mariti. In molte societa' il maggior fattore di rischio e' un matrimonio precoce, di solito con uomini assai piu' anziani".

I matrimoni precoci rappresentano inoltre una vera e propria limitazione alla crescita e allo sviluppo delle ragazze che, sposandosi così giovani perdono definitivamente ogni possibilità di studiare, dovendosi dedicare completamente alla cura della famiglia. Per questa ragione ogni programma di aiuto dovrebbe essere indirizzato a trattenere il più possibile le bambine nelle scuole.

n.m.

11 gennaio 2007