Voci di artiste

 


Vieira da Silva

di Nadia Magnabosco

 

Di Vieira da Silva ho già scritto in occasione della sua recente mostra a Reggio Emilia "Il labirinto del tempo" (vedi recensione). Voglio qui solo sottolineare l'importante contributo che questa artista ha fornito a suo tempo alla tematica della pace.

L'ange de la paix, 1940-47

Contributo ora maggiormente documentabile attraverso un catalogo della Fondazione Arpad Szenes-Vieira da Silva redatto in occasione di una mostra del 2001 che è di recente entrato nel nostro Archivio di documentazione:

Il catalogo dedica infatti una sezione ai lavori di Vieira ispirati dalle atrocità prodotte dalla seconda guerra mondiale ( alcune già presenti nella sezione Parole e immagini di Voci di artiste per la pace).

.Con l'avvento del nazismo in Germania un numero consistente di artisti che lavorano a Parigi, prevedendo il futuro pericolo per l'Europa, inizia a riunirsi ogni mercoledì al Café Raspail e costituisce l'associazione "Amis du monde". Vieira da Silva, molto sensibile alle tematiche sociali ("La gente dice spesso che gli artisti vivono in una torre d'avorio, ma per me non è così. E' l'opposto. Ciò che accade nel mondo si ripercuote su di me con una tale violenza che mi rende pazza"), partecipa attivamente a queste riunioni, insieme al marito Arpad Szenes. La discussione del gruppo verte principalmente sul tema "arte e società".
Quando viene dichiarata la guerra, nel 1939, Vieira e Arpad decidono di rientrare a Lisbona, città di nascita di Vieira, sperando di riottenere la cittadinanza portoghese a cui Vieira ha rinunciato con il matrimonio con uno straniero. Non riuscendoci, in quanto considerati pericolosi intellettuali di sinistra dal regime di Salazar, nel 1940 decidono di imbarcarsi con altri artisti per il Brasile, temendo le conseguenze dei successi tedeschi. Pur accolti con simpatia dal governo brasiliano, iniziano un lento e faticoso processo di adattamento in mezzo a difficoltà finanziarie e artistiche che li portano a riflettere ulteriormente sul senso della loro arte rispetto ai problemi della società. Subito dopo il primo bombardamento aereo su Parigi Vieira da Silva dipinge Bomb Shelter (1940), in cui Vieira rappresenta nella sua immaginazione i parigini che si rifugiano nel metro per evitare le bombe:

Nascono successivamente i disegni e le gouaches di Vieira sulla guerra che segnano un ritorno al figurativo come Le champ des morts del 1940:

e poi, nel 1942, "Le désastre, étude":

e "Soldat tombé":


che preludono al quadro del 1942 "Le calvaire":

e al più famoso piccolo olio "War", sempre del 1942, che nasce dalla descrizione di una donna polacca che ha perduto il suo unico figlio nella distruzione di una stazione a Varsavia:

Pur vivendone lontana, il pensiero di Vieira è infatti costantemente rivolto all'Europa e alle devastazioni prodotte dalla guerra: "Sento una grande necessità di dipingere delle tele sulla guerra, forse perché è il solo mezzo che ho di protestare. Domando alla gente di guardare che cos'è, perché si fermino in tempo."

Autour du calvaire, 1940-1947

Autour du calvaire, 1940-1947

Une armée d'hommes, 1944

Sempre nel '44 dipinge il quadro "Liberation of Paris"

anticipando la liberazione di Parigi, città in cui finalmente rientrerà nel 1947 dopo sette anni di esilio. Il senso di estraneamento e di tristezza che caratterizzarono questi anni può forse essere efficacemente rappresentato da questo Autoritratto allo specchio del 1940:

dove appare, nascosto dalla bottiglia, un piccolo crocefisso proprio in corrispondenza del cuore, ad indicare la ferita prodotta dai conflitti del mondo.

 

Nadia Magnabosco

 

27 febbraio 2004