Voci di artiste per la pace

 


Laila Shawa
di Nadia Magnabosco

La mostra "Rompendo le barriere - Donne artiste del mondo islamico" tenutasi recentemente a Milano (vedi articolo in Voci di artista) ci ha fatto conoscere l'opera o meglio, l'esistenza, di artiste altrimenti difficilmente conoscibili. Fra queste colpisce per il suo impegno Laila Shawa, un'artista palestinese nata a Gaza nel 1940 che così descrive il suo lavoro: "Nei miei lavori più recenti rifletto la realtà politica del mio paese e divento in un certo senso una cronista degli avvenimenti. Come palestinese sono coinvolta nella situazione drammatica del mio paese e della mia gente. Ho un insopportabile terrore del trauma della guerra e di come segnerà le generazioni future. Mi riferisco ai bambini del mio paese, che tuttavia riflettono il trauma di tutti i bambini nelle zone di guerra".

Il suo ultimo lavoro, Clash (Conflitto), rappresenta la tragedia dell'11 settembre.

Laila Shawa ha frequentato le scuole d'arte in Egitto, Italia e Austria. E' poi ritornata a Gaza per insegnare arte ai bambini più bisognosi e ora vive a Londra. Il suo lavoro si basa sulla realtà e spesso parte da una documentazione fotografica che poi lavora e trasforma attraverso delle tecniche di stampa serigrafiche, così come ha fatto nel'opera The Walls of Gaza (nelle quattro immagini sotto riprodotte), in cui ha fotografato i graffiti sulle pareti di Gaza come apparivano prima che fossero oscurati dalle pennellate dell'armata di occupazione. Poi vi sovrappone disegni geometrici per accentuare il messaggio. La sua intenzione è mostrare a chi guarda la dura realtà della vita, là dove l'umanità soffre l'oppressione e l' umiliazione.

"Attraverso la mia pittura devo criticare ciò che c'è intorno a me. Non credo al dipingere farfalle e fiori e cose graziose". Eppure sa anche dipingere in modo "grazioso" e anche "umoristico" quando, ad esempio, affronta i problemi della donna interni alla società islamica come fa in "Impossible Dream":

o in The Prisoners:

La sua frase non credo quindi debba essere intesa come affermazione della necessità di un'arte " impegnata" a tutti i costi: la valenza sociale dell'arte può nascere da qualsiasi forma espressiva, realista, astratta, retorica o leggera che sia. Tuttavia Laila Shawa sente il peso del suo essere nella storia in un momento tanto complesso e per cambiare il mondo parte da se stessa e dalla sua pittura.

 

Children of Peace & War

28 giugno 2004