voci di artiste per la pace

 


MAYA LIN
di Marilde Magni

Cercando immagini contro la guerra, mi è tornato in mente il Vietnam Veterans Memorial a Washington che mi aveva molto colpito. La sensazione che dava non era di celebrazione della guerra, ma quella dell'assurdità della morte, al di là che fosse di chi la guerra l'aveva scatenata o subita. Cercando informazioni su di esso ho scoperto che è stato progettato da una giovanissima cinese-americana Maya Lin. Nel 1981 quando fu indetto un concorso per un monumento ai caduti americani nel Vietnam, l'artista aveva solo 21 anni ed era studentessa della Scuola di architettura di Yale. Risultò vincitrice su 300 partecipanti, con un semplice bozzetto.

Vinse nonostante fosse giovane, donna e di origine cinese. Ma forse proprio le sue origini orientali le permisero di fare un'opera non celebrativa della guerra, ma che trasmetteva il dolore e l'inutilità della morte in combattimento.

E nelle sue radici culturali attinse l'idea di una semplicità estrema: due cunei di alabastro nero inseriti nel prato. Muri, in ricordo dei luoghi in cui di solito avvengono le fucilazioni, su cui sono scritti i nomi dei 57000 morti in Vietnam tra il 1959 e il 1975 ;
in ordine cronologico e non alfabetico, in modo che "si trovassero vicini i nomi dei soldati che avevano condiviso lo stesso destino."

Maya Lin del monumento dice:" L'ho progettato in modo tale che un bambino, tra cento anni, possa essere in grado di andare in quel luogo e avere una lucida visione del prezzo della guerra."

Il Vietnam Veterans Memorial accolto da un'ondata di proteste, divenne qualche anno più tardi un segno di pacificazione.
Dopo il successo della sua opera prima Lin continua a lavorare su temi civili . Nel periodo 1987/89 lavora al Civil Rigths Memorial a Montgomery, Alabama. Il progetto parte da una citazione di Martin Luther King:" We will not satisfied 'until justice rolls down like water and righteousness like a mighty stream".

Civil Rigths Memorial

Il testo è inciso sul granito e l'acqua scende sopra le lettere della frase e sopra un grande tavolo circolare con una serie di scritti, posti secondo i raggi del cerchio, che ricordano la conquista dei diritti civili fino all'assassinio di Luther King.
Ancora acqua e pietra per The Women's Table alla Yale University. Un "tavolo d'acqua" , ellittico con un testo numerico. Incise a spirale le cifre che indicano, partendo da una lunga serie di zero, il numero delle donne iscritte alla Yale dall'anno di fondazione dell'Università al 1993, anno di inaugurazione del monumento.

The Women's Table

Un lavoro interessante è il Museum of African Art a New York creato a Soho nel 1993 il cui tema è un percorso che va dal buio alla luce.

Museum of African Art

Altri interventi importanti sono quelli sul paesaggio. Nel 1994/95 lavora a The Wave Field creando un'ondulazione artificiale del terreno nel campus della University of Michigan.

The Wave Field

Il risultato è un luogo accogliente dove gli studenti siedono e studiano e i bambini giocano. Anche in questo caso per Maya Lin " l'ideazione delle mie opere è sempre legata al sito, che non è solo il luogo fisico in cui esse sorgeranno, bensì anche il luogo culturale;perciò prima di cercare una forma, passo mesi a leggere, a fare ricerche e a studiare un progetto.In questo periodo di tentativi volti a definire il disegno, penso in termini strettamente verbali; poi visito il sito e...la forma trova me. "
Queste sono solo alcune delle opere di Maya Lin, scultrice, architetto, designer, artigiana. che è riuscita a far coesistere la cultura cinese e quella americana.

24 luglio 2003

Nota
Le citazioni e i riferimenti citici sono tratti dal catalogo Maya Lin, Electa e American Academy in Rome presente nell'Archivio di Oltreluna.