voci di artiste per la pace
Nancy Spero
di Nadia Magnabosco

 


 

"Noi diciamo: non in nostro nome. Rifiutiamo di essere complici (...) Noi, firmatari di questo testo, facciamo appello a tutti gli americani affinché si uniscano per far fronte alla sfida (...) Ci ispiriamo ai riservisti israeliani che a loro rischio e pericolo si sono rifiutati di servire nei territori occupati.(...) Ci richiamiamo anche agli esempi di resistenza e coscienza che ci sono stati negli Stati uniti, come quelli che hanno combattuto contro la schiavitù o si sono opposti alla guerra del Vietnam. (...) Il mondo deve ascoltare la nostra voce: noi resisteremo alla guerra e alla repressione..."
Tra i firmatari di questo famoso appello, con Noamy Chomsky, Eve Ensler, Susan Sarandon, Carolee Schneeman, Gloria Steinem e tanti altri intellettuali americani, figura anche il nome di Nancy Spero, artista americana poco nota in Italia e forse anche negli Stati Uniti, essendosi, come lei stessa afferma in un'intervista, sempre considerata un'artista "underground", "un'arrabbiata", slegata dalle attività della scena artistica contemporanea. Eppure il suo lavoro ha toccato, sin dagli anni '60, importanti temi politici e sociali producendo la War Series fra il 1966 e il 1970, il Codex Artaud nel 1971-72, e la Torture of Women nel 1974-76.

Torture of Women, 1968


Nancy Spero, nata nel 1926 nell'Ohio, attualmente vive e lavora a New York.

I suoi lavori mostrano subito una specifica natura di genere, anche se sarà solo negli anni '70 che l'artista identificherà il suo lavoro con la protesta femminista. Nel 1969 entra nell'associazione WAR (Women Artists in Revolution) e, con altre, fonda AIR (Artists-in-Residence), la prima galleria di donne artiste di New York. Nel 1973 partecipa alla prima grande mostra di donne artiste organizzata da un museo di New York.
Fra il '66 e il '69 esprime la sua protesta contro la guerra del Vietnam con una serie di lavori su carta che vogliono mostrare tutta l'oscenità della guerra.

Sperm Bomb, 1966

"Sperm Bomb ha a che fare con il potere maschile ma l'immagine è piuttosto elegante. Penso assomigli ai testicoli"

Female bomb, 1966

In tutta la serie la Spero sessualizza e riconosce un'identità di genere alle macchine della guerra.

Helicopter and victims, 1967

"Nella guerra del Vietnam l'elicottero è stato molto importante. Così ho cominciato a pensare ai contadini vietnamiti, a quello che pensavano quando vedevano un elicottero e come visualizzare tutto ciò" "Ci sono corpi sanguinanti, scheletri e resti. L'elicottero sta mangiando e cacando persone, come un'efficiente macchina da guerra".
Anche dopo la guerra del Vietnam Spero continua nel suo impegno politico affrontando varie tematiche sociali

We are Pro-choice, 1992

legate anche, negli anni più recenti, alla violenza sulle donne nei regimi totalitari.

Gestapo Victim, 1994.

Il corpo femminile diventa soggetto privilegiato e centrale dell'analisi della Spero, che lo rappresenta destabilizzando i codici sessuali imposti dallo sguardo maschile e sovrapponendo il reale, l'immaginario e il simbolico in un gioco di figure colorato e piacevole.


Iraq Plays

Sviluppando il tema della donna si rifà alla storia e alla mitologia che mescola con il moderno e riscrive con un suo particolare linguaggio che parte da una donna per parlare ad altre donne, un linguaggio non didattico nè propagandistico ma che esprime tutta la complessità del mondo.

Vietnamese Women

Sempre attiva nella lotta contro la discriminazione di ogni tipo, la Spero resta una delle principali artiste di riferimento nella difesa dei diritti delle donne e un'eloquente testimone della crudeltà e della violenza di cui le donne sono state e sono ancora vittime.

 

 

Nadia Magnabosco - 27 maggio 2000

 

 

e-mail: oltreluna@tiscali.it