Voci di artiste

 

 

CAROL RAMA
Opere dal 1936 al 2004

recensione di Marilde Magni


La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, in collaborazione con il MART Museo d'Arte Contemporanea di Trento e Rovereto, dedica una interessantissima mostra antologica a Carol Rama. L'esposizione ripercorre in ordine cronologico tutta l'intensa attività di questa artista con 200 opere provenienti da raccolte pubbliche e collezioni private, tra cui 60 incisioni della Galleria Civica d'Arte Moderna di Torino.

Le parche, 1947


Lo spazio della Fondazione, il cui fascino è dato da un'atmosfera moderna e internazionale, è stato trasformato in una serie di stanze in cui le opere sono esposte seguendo un percorso che permette di attraversare la vita artistica di Carol Rama. Dai primi acquerelli della serie "Appassionata",

Opera n. 54, 1941

ai dipinti astratti dell'epoca del Movimento Arte Concreta,

Composizione, 1952

dalle tecniche miste e i bricolage fino all'attualità della serie de"Le mucca pazza".

La mucca pazza, 2002
Molto interessanti anche i due video, in visione su monitor nella sala proiezione della Fondazione per tutta la durata della mostra, che permettono di conoscere più da vicino l'artista, attraverso scorci della sua casa, le sue parole e quelle delle persone che da tempo le sono vicine.
Questa mostra ha confermato la mia grande ammirazione per questa artista. In particolare mi ha colpito il coraggio con cui è riuscita a inventare se stessa e come, da alchimista, ha saputo trasformare la materia incandescente delle sue paure, gelosie, desideri, dolori e rabbie in opere caratterizzate da un linguaggio forte e attuale che riesce ad esplorare il tema dell'identità femminile.
Carol Rama con i suoi 86 anni è uno splendido esempio di quell'audacia dell'età che ha permesso a tante artiste di attraversare una vita molto lunga mantenendo intatta creatività e lucidità.
La sua arte, dice l'artista, "piacerà moltissimo a quelli che hanno sofferto. Perché la follia è vicina a tutti. E perché l'arte se non è già la vita, almeno è libertà."

26 marzo 2004


CAROL RAMA

di Marilde Magni

Alla 50/ma Esposizione internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, che ha aperto i battenti in questi giorni, è stato consegnato il Leone d'oro alla carriera a Carol Rama, un'artista il cui talento è stato riconosciuto con grande ritardo.
Da un'intervista di Arianna Di Genova a Francesco Bonami curatore dell'Esposizione ed anche della mostra "Ritardi e Rivoluzioni" : "Nella mia mostra c'è una figura abbastanza simbolica che è quella di Carol Rama. Un'artista italiana che per alcuni versi ha impersonato questi due termini: è stata rivoluzionaria negli anni 40, facendo un lavoro molto difficile per quel tempo e analizzando il rapporto con il corpo e la sessualità da un punto di vista femminile. In seguito, ha avuto qualche "ritardo"; con l'avvento dell'arte povera è rimasta esclusa e agli inizi degli anni'80 è tornata di nuovo ad essere importante. Ha partecipato a molte mostre all'estero ed è stata riconosciuta da curatori internazionali. Lei rappresenta quest'eterna tensione tra il ritardo e la rivoluzione ."

Nonna Carolina, 1936


Carol Rama è nata a Torino nel 1918. Ha iniziato a dipingere alla fine degli anni Trenta. Autodidatta, non ha mai frequentato normali studi scolastici, ma ha trasformato la materia incandescente del suo inconscio in arte: " Non ho mai avuto modelli per il mio dipingere; non ne ho avuto bisogno avendo già quattro o cinque disgrazie in famiglia, sei o sette tragedie d' amore, un malato in casa…"

Appassionata, 1941


Le tematiche che caratterizzano le sue opere sono spesso insolite e scabrose, tanto che la prima mostra nel 1945, invece di avere - come dicono Paolo Fossati e Cristina Mundici - " il riconoscimento pubblico di un'arte liberatrice di questa esplosione di vitalità …è scandalo. Non è soltanto per i soggetti ritenuti eccessivi e troppo francamente erotici, quanto la serenità, la non drammaticità con cui gli oggetti sessuali che definiscono il mondo di Carol Rama sono offerti, collegati, raccordati senza falsi pudori. La mostra non avrà pubblico…la polizia costringe gli organizzatori a chiudere l'esposizione prima ancora che sia inaugurata."

Dorina, 1940


Nel 1950 espone alla Biennale di Venezia e da quel momento il suo lavoro comincia ad essere conosciuto. Dagli anni Ottanta in poi verrà resa giustizia alla sua originalità di artista con numerose mostre personali e collettive .
A proposito della sua difficoltà ad avere un riconoscimento pubblico in un'intervista di Lea Vergine a Carol Rama:
L.V. "Scelga una sua mostra."
C.R. "Beh, quella organizzata da lei, non perché lei mi è di fronte, no, dico la sua perché mi ha fatto incazzare come una belva. Sa, vengo all'inaugurazione de" L'altra metà dell'avanguardia" in Palazzo Reale a Milano e mi vedo messa in modo straordinario, ero anche timorosa di star male fisicamente. Mi sono incazzata, sì, perché se è vero che sono così brava non capisco perché abbia dovuto fare tanta fame, anche se sono donna."

Senza titolo, 1978

La pittura è per lei il mezzo con cui trasforma paure e sofferenze in vitalità e desideri. Dice :" Io dipingo prima di tutto per guarirmi…vogliono guarire togliendo i desideri, ma quelli me li tengo ben stretti."
Lea Vergine, che ne ha curato la personale a Milano nel 1985, scrive: "Il serbatoio dove ha attinto a piene mani è stata ed è la sua "follia" e solo quella. Si è ben guardata, l'irriducibile eccentrica, dal portare i suoi "disturbi" dai chirurghi dell'anima. Per paura di "guarire", di esserne spogliata, le ha coltivate, le sue paure, potate, concimate, esasperate, temerariamente coccolate. Ha nascosto la sua salute e la sua robustezza come vizi, tare, vergogne, essendo la "malattia", la diversità, il rimedio e la sua risorsa senza fondo. Poche "follie", credo, le sono rimaste inutilizzate nel cassetto."

Sortilegi (estate), 1986


Carol Rama è passata attraverso tendenze artistiche diverse e tecniche varie (dagli acquarelli degli anni '30 e '40, agli oli degli anni'50, per passare ai lavori materici degli anni '60 e alle composizioni astratte con le gomme ('70), fino ai "bricolages" materici degli anni '80 e '90) riuscendo a mantenere intatto un proprio tratto caratteristico.

Trittico: idilli (particolare), 1993


E' interessante quello che scrive Barbara Lanati: "Prima donna accanto alla Bourgeois e alla Nevelson, fisicamente lontane le une dalle altre, ma capaci di dar corpo a opere in cui finalmente oggi si riconoscono sotterranee "affinità elettive". Affinità che hanno a che fare con l'ostinazione che contraddistinse e contraddistingue tutte e tre: nessun cedimento alle regole del mercato. Coerenza totale nei confronti di un atteggiamento e di un progetto formale severo, visionario, lucido e allucinato al di là di ogni pensabile e possibile compromesso con il gusto o le indicazioni altrui, fatta eccezione per quelle dei maestri prescelti, dei modelli individuati da giovani e poi da artiste mature. Dure, dolci e indipendenti, come una donna è o dovrebbe essere."

La mucca pazza, 1996-97

A Venezia è stata premiata un'artista straordinaria che, con il suo lavoro appartato e originale, è stata testimone dell'arte contemporanea .

 

Testi su Carol Rama sono presenti nell'Archivio di Oltreluna


 

23 giugno 2003