Edicola
(a cura di Nadia Magnabosco e Marilde Magni)

rassegna stampa dal 2009

 

da L'Huffington Post del 11 novembre 2014

Joan Jonas: rianimazioni culturali dall'Hangar Bicocca

di Francesco Girone

La performance serale eseguita da Joan Jonas è la riprova di come oggi si possa fare cultura senza far rima con noia. Vedere uno stormo di giovani e non solo accorrere, ci fa capire quanto sia forte l'interesse e la curiosità del pubblico verso la cultura. Bisognerebbe interrogarsi su quante "reanimation" culturali sarebbero necessarie in una grande città. In Italia si susseguono giornalmente grandi eventi ed occasioni culturali per commemorare e celebrare. Eventi generalmente organizzati per una piccola schiera di persone, non pubblicizzati accuratamente, senza alcun tipo di freschezza e contemporaneità. Tantissimi appuntamenti culturali senza una vera identità e logica.

La performance presentata all'Hangar Bicocca si divide tra momenti di lettura, disegno e rappresentazioni di danze teatralizzate che vedono l'artista nelle vesti di uno sciamano. Un progetto inconcluso e forse interminabile che nasce nel 2010, dove Joan Jonas è l'espressione dell'infinito in un altalena eterna tra umanità e sovrumanità. La bussola di questo viaggio è sorretta da un approccio primitivo e un attaccamento alla natura da parte dell'artista che ricorre ad immagini ad alto impatto visivo ed estetico.

Non meno importante è la mostra, visitabile fino ad Febbraio 2015, che si può paragonare ad un viaggio dell'emisfero sensoriale dell'artista. Egli decide di assegnare ad ogni spazio un ordine idealizzato concettualmente, così da far dialogare le diverse installazioni che interagiscono simbioticamente una con l'altra e formano un'unica spettacolare opera. Joan Jonas trasforma dunque gli spazi industriali dell'Hangar Bicocca di Milano in un luogo intimo dove il visitatore può passeggiare ed osservare le diverse video installazioni che l'artista ha ideato dagli anni '60 ad oggi. È tangibile un riferimento all'emisfero surrealista da parte dell'artista che scompone lo spazio e gli oggetti che lo compongono, alterando la lettura del singolo e portandolo alla sublimazione.