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(a cura di Nadia Magnabosco e Marilde Magni)

 

 


articolo pubblicato su El Paìs di lunedì 11 gennaio 2010


La storia dell'arte al femminile
Una mostra riunisce opere di Frida Kahlo, Lempicka e Maruja Mallo

di Fernando Valverde
Granada

(traduzione di Antonella Prota Giurleo)

La presenza delle donne nella storia dell'arte è piuttosto scarsa. Fino a che la Rivoluzione francese non impose un punto di vista diverso rispetto alla visione del mondo, le artiste erano scomparse. I loro lavori, oltre che marginali, erano considerati solo a livello artigianale. Se non possedevano una vita sociale indipendente, le loro opere non potevano nemmeno arrivare al livello riservato agli uomini. Dopo il 1789, in alcuni luoghi del mondo, le donne cominciarono a lottare per i loro diritti sino a conseguire una nuova rivoluzione, questa volta artistica, che iniziò nel XX secolo e che è proseguita sino ai nostri giorni.
Un percorso storico del lavoro artistico delle donne da quest'epoca si può vedere nella mostra che sino al prossimo 17 gennaio rimarrà aperta al Museo di Belle Arti di Granada, nello spazio dell'Alhambra. La mostra Creatrici del secolo XX propone una visone retrospettiva che cerca di spiegare l'evoluzione della donna come artista plastica.
Se nel secolo XIX si erano raggiunti alcuni obiettivi non sarà che nel XX secolo che la donna occuperà, superando grandi ostacoli, il medesimo posto dell'uomo nel campo dell'arte. In Spagna ci furono esempi come quelli di Maruja Mallo o Maria Blanchard e, in altri luoghi, nomi come quelli di Vieira da Silva, Tamara de Lempicka e Frida Kahlo.
La mostra organizzata dalla Consigliera della Cultura presenta al pubblico 35 opere delle principali artiste dei secoli dal XX° al XXI° che si distinguono in special modo per la loro visione soggettiva, ponendo in evidenza le diverse modalità con le quali le donne hanno esercitato un'attività creatrice che ha segnato l'arte del secolo passato e che continua a segnare il momento attuale. Le opere delle 26 artiste, tra le quali quelle citate precedentemente, costituiscono una buona esposizione della varietà di tecniche e di stili.
Secondo l'opinione della curatrice della mostra, Maria Oropesa, la donna come creatrice " è stata dimenticata nel mondo dell'arte, al contrario di ciò che è accaduto per l'uomo". Inoltre aggiunge che il motivo per cui nella Storia dell'Arte non si è trovato spazio per le donne è che questa " è stata scritta dagli uomini e per gli uomini". "La donna non è stata considerata artista sino a che non si estese il fenomeno della vendita delle opere nel secolo XIX, ma dovette attendere sino al XX secolo perchè si consolidasse il suo aspetto creativo".
Infine insiste sulla dimensione internazionale della mostra, che cerca di dare una visione globale. Prova di ciò sta nel fatto che l'esposizione riunisce opere di artiste provenienti dall'Italia, dalla Germania, da Cuba, dalla Grecia, dalla francia, dal Messico, dal Portogallo e dalla Spagna, che abbracciano un periodo compreso tra il 1879 e il 1971.
Le condizioni particolari del Museo di Belle Arti hanno influito sulla selezione delle opere che sono presentate per la prima volta in Andalusia, a Granada, e che successivamente saranno esposte a Tenerife, a Leòn e a Salamanca.
In mostra è possibile vedere anche opere di artiste contemporanee come le spagnole Carmen Calvo e Carmen Laffòn o la cubana Gertrudis Rivalta, tra le altre.
"Non si tratta di una mostra sessista" conclude Oropesa, che desidera mettere in chiaro come le autrici siano state scelte per essere molto note nel mondo dell'arte. Da parte sua il delegato della Cultura, Pedro Benzal, ricorda durante la presentazione che le donne hanno sempre costituito un referente nella storia dell'arte come modello di ispirazione e di bellezza o come collezioniste, sebbene il loro aspetto di artiste sia rimasto nascosto, perciò si congratula per il fatto di poter usufruire di una mostra che costituisce un esempio " del suo grande talento e prospettiva", conclude.