Edicola
(a cura di Nadia Magnabosco e Marilde Magni)

rassegna stampa dal 2009

 

da la Repubblica del 15 gennaio 2015

"Io, scultrice misteriosa coprirò di libri il mondo"


Rompe il silenzio l'artista scozzese anonima che lascia le sue opere davanti a musei e biblioteche: "La creatività in difesa dei luoghi di cultura"
di Stefania Parmeggiani

L’artista misteriosa che da quattro anni abbandona le sue sculture di carta fuori dalle biblioteche e nei musei della Scozia ha rotto il silenzio, rispondendo via email alle domande della Bbc. Non per svelare la sua identità ma per spiegare che cosa la spinge a intagliare vecchi romanzi per dare vita a mondi sommersi, creature misteriose e personaggi della letteratura. E soprattutto a separarsi dalle sue opere senza preoccuparsi del loro destino e senza sapere chi le troverà e quando. «La mia prima scultura, un piccolo albero per la Scottish Poetry Library, è stata una risposta alla chiusura e ai tagli delle biblioteche. Era un piccolo regalo per i bibliotecari che in Scozia, nel Regno Unito e molto più lontano forniscono un servizio in tempo di ristrettezze economiche. Era un tentativo di illustrare l'idea che un libro è più di un semplice libro». A quella prima opera ne seguirono altre, abbandonate in tutte le biblioteche di Edimburgo. Lo stile era inconfondibile: la carta intagliata e modellata, piccoli bigliettini con un messaggio per i destinatari. Qualche settimana dopo gli organizzatori della fiera dell'editoria trovarono un omaggio simile, due piccole sculture abbandonate su un tavolo all'ingresso del padiglione principale. Una era una foresta con all'interno una figura di carta, intagliata da una copia delle Confessioni di un peccatore impeccabile, romanzo di James Hogg considerato tra le fonti di ispirazione di Robert Louis Stevenson per Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde. L'altra scultura, che rappresentava una tazza di tè con un cup cake,
aveva la dicitura «a sostegno delle biblioteche, dei libri, delle parole, delle idee e dei festival». Si scatenò una caccia all'artista, con appelli di politici e istituzioni, identikit sui giornali, profili psicologici e mostre pubbliche... «Perché concentrarsi su un individuo ordinario? Le biblioteche, le gallerie e i musei sono un soggetto molto più interessante», ha risposto l'artista alla Bbc, confermando le uniche informazioni che in passato aveva dato su di sé: «Una dorma, che è stata una ragazza, la cui vita sarebbe stata meno ricca se non fosse stata in grado di spaziare liberamente in librerie, gallerie d'arte e musei». Per questo scolpisce i libri e poi li abbandona, «perché tutti abbiano accesso alla cultura, non solo quelli con i soldi per il biglietto». Non le interessa dopo quanto tempo saranno ritrovati e in che condizioni, non si preoccupa che vengano danneggiati o che vista la loro fragilità scompaiano per sempre. «Scelgo i luoghi che amo, realizzo le immagini che ritengo più adatte e aggiungo delle frasi che sono le mie dichiarazioni d'intenti». Tutto qui. «Quello che succede dopo non mi è mai interessato». Anche se poi, dopo tutto il parlare che si è fatto su di lei, galleristi, direttori di musei e fondazioni hanno cominciato a cercarla. Lei si è quasi sempre negata. Con poche eccezioni: trenta book birds per la settimana del libro richiesti dalla Scottish Book Trust nel 2012 e la scultura Butter flies per una raccolta di fondi da destinare alla ricerca contro il cancro. Quest'opera, acquistata dalla famiglia Mackenzie, girerà la Scozia. Un tour che rispetta i desideri dell'artista: farà tappa nelle biblioteche, anche in quelle "estreme" delle isole Orcadi.