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(a cura di Nadia Magnabosco e Marilde Magni)

rassegna stampa dal 2009

   
 

da ANSA.it

Sonia Delauany, la donna che faceva danzare i colori
Alla Tate Modern una mostra celebra l'artista che divenne "brand" tra arte, moda , design

di Alessandra Magliaro

Forme dinamiche, colori vibranti, uno spirito di modernità che celebra l'urban life, il viaggio, la tecnologia, la danza e in particolare il tango. Sonia Delaunay (1885 - 1979), cui la Tate Modern a Londra dedica una grande mostra (15 aprile -9 agosto) , è stata un'artista di svolta del Novecento, di avanguardia, capace di andare oltre i tradizionali confini dell'arte per aprirsi alla moda, all'arredamento, all'architettura, al tessile, persino alla pubblicità. Di segnare insomma il suo tempo con generosità e prontezza, creatività, anticipando usi e tendenze, risultando al visitatore di oggi moderna. 

Nata ad Odessa, cresciuta in Germania la Delaunay arrivò a Parigi nel 1906. L'incontro con il pittore Robert Delaunay, vicino al movimento dei cubisti - i due si sposarono nel 1910 -, generò un sodalizio artistico oltre che di vita e persino, si direbbe oggi, una partnership: i loro lavori, spesso frutto di discussioni insieme, svilupparono il 'simultaneismo', la composizione astratta con colori e ombre in contrasti dinamici. Il tema andò oltre la pittura, trasportato in tessuti, mosaici, tappeti, abiti. Aprì una casa di moda con il suo nome come brand. Sono gli stessi anni, tra il '10 e il 20, in cui un'altra donna a Parigi impone il suo marchio, Coco Chanel. La Delaunay però non è solo moda, piuttosto un'artista completa che dalla collaborazione con altri artisti come Blaise Cendrars riusciva a fondere arte e poesia.

Per un certo numero di anni dopo la morte nel '41 del marito Robert lei si prese la responsabilità di proteggere e promuovere il suo lavoro. I Delaunay dopo alcuni anni in Spagna - lei aprì anche una boutique a Madrid nel 1918 - tornarono nel '21 a Parigi. La casa di Boulevard Malesherbes fu interamente decorata con i suoi lavori : dipinti, tende, mobili. La residenza divenne presto un salotto per artisti e scrittori e allo stesso tempo un negozio. Fu un successo: al punto che mise sotto contratto un gruppo di donne russe per la manifattura, arrivando a registrare nel '25 il marchio Simultanè, come il nome del suo atelier. Sciarpe, ombrelli, cappelli, scarpe e persino i primi costumi da bagno riportavano quei disegni ipnotici stampati. Alla fine degli anni '20 la sua fama varcò la Francia: le furono commissionati abiti dal department store di Amsterdam, il celebre Metz (fino al 1960 ospitò le sue collezioni), da Liberty a Londra e poi in America, trascinata dalla diva Gloria Swanson che era diventata una delle sue clienti.

Alla Tate Modern affascinano queste creazioni, il carico di colori e i grafismi: non sfigurerebbero davvero neppure oggi. La stanza dedicata al tessile nel museo di SouthBank è davvero interessante e contiene una scoperta: un Fashion Film incompiuto del 1925, un vero e proprio cortometraggio ambientato durante una sfilata, una piccola delizia. Ci sono opere note, in prestito dai musei di Parigi (la mostra curata da Juliet Bingham con Juliette Rizzi è organizzata dal Musee d'Art Moderne de la Ville de Paris, Paris-Musee con l'aiuto della Bibliotheque nationale de France e del Musee national d'art moderne, Centre Pompidou.

Tra le cose preziose della mostra accanto Yellow Nude (1908), Electic Prism (1914), Simultaneous Dresses (1925) tre enormi murali di sette metri creati per l'Esposizione internazionale delle arti e della tecnologia nella Vita Moderna che si tenne a Parigi nel '37. Questi enormi dipinti celebrano la tecnologia: aeroplani, ferrovie e la Torre Eiffel.

Sonia Delaunay fu instancabile: continuò a sperimentare l'astratto anche nel dopo guerra, diventando essa stessa fonte di ispirazione per altri artisti attirati da quella materia sempre carica, densa e da quel movimento che sembrava facesse danzare ritmicamente i colori. Morì a 94 anni.

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