GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 



Adelle Waldman


Amori e disamori di Nathaniel P.

Einaudi 2015 - euro 17.00

recensione di Silvana Ferrari


E' il romanzo di formazione sentimentale e amorosa di un giovane trentenne, Nathaniel Piven, alle prese con la propria vita lavorativa in una New York competitiva e invidiosa, e con quella sentimentale.
Mentre la prima, dopo una serie di lavoretti come free lance in varie agenzie editoriali, sembra procedere verso porti sicuri insieme alla stesura del suo primo romanzo in fase di pubblicazione, l'altra pare incontrare una serie di ostacoli, e il primo fra tutti sono le donne, le ragazze che incontra, con cui inizia magari un qualche tipo di relazione, si impegna in una quasi convivenza, si mostra disponibile e innamorato per poi sentirsi dopo qualche tempo imprigionato, con impegni da cui vorrebbe improvvisamente liberarsi, costretto fra incontri e inviti poco piacevoli da cui vorrebbe istantaneamente fuggire.
Eppure Nate - come lo chiamano gli amici -, fra i giovani dell'élite intellettuale-letteraria brooklynese che frequenta, non è privo di una certa coscienza autocritica e di una certa capacità di autoanalisi. E' il prodotto di un'infanzia post-femminista negli anni Ottanta, e di un'istruzione universitaria politicamente corretta negli anni Novanta. Sapeva tutto del privilegio maschile.
Un trentenne con tali meriti, laureato presso università prestigiose, cosciente di godere di privilegi sociali e culturali, di fronte all'altro sesso, alle giovani donne con cui entra in contatto e si innamora - illudendosi di vivere finalmente una storia -, si mostra a tutti gli effetti incapace di realizzare un vero incontro, di coinvolgersi e di far crescere una relazione duratura, di provare quel sentimento, quella passione d'amore che rende a volte fragili, nudi di fronte all'altra e alle proprie incapacità e debolezze, pronti a rischiare per quell'incredibile desiderio di essere parte nella vita di un'altra persona. Preferisce sempre, ad un certo punto della storia, chiudere, sgusciare via, rendersi indisponibile, trovando anche il modo di far sentire colpevole l'ormai ex-fidanzata.
Nate non è sempre stato così. Quando frequentava le superiori era considerato carino, un amico delle ragazze a cui volentieri passava i compiti o offriva la spalla per le loro disavventure amorose, profondamente infastidito dagli atteggiamenti dei suoi amici che nei confronti delle ragazze pensavano solo al sesso per scaricarle immediatamente dopo.
Gli anni universitari, ad Harvard, erano stati una buona scuola: un proficuo periodo di addestramento sui comportamenti dei giovani maschi frequentati in forma quasi esclusiva.
Con Kristen, una studentessa di medicina, con cui condivideva una certa sensibilità per i problemi sociali e politici, c'era stato qualcosa di serio. Comunque anche con lei, quegli stessi atteggiamenti che in un primo momento gli erano piaciuti - come il suo modo di ragionare e di sentire - ben presto gli erano venuti a noia, tanto da preferire di seguire gli amici, Jason e Peter, a New York.
Dopo Kristen, che comunque aveva aumentato il suo livello di autostima, e una serie di ragazze attraenti che leggevano Proust, Svevo, Dave Eggers e a cui sentiva di piacere molto, adocchiate in metropolitana e rimorchiate, Nate incontra Elisa la Bella. Elisa ha quella avvenenza che soddisfa pienamente il suo desiderio estetico e fisico, che più si avvicina al suo ideale di bellezza e al suo bisogno di approvazione sociale maschile. Queste doti coprono la fragilità e la lagnosità che presto si evidenziano nel carattere della giovane, e Nate, pur con grandi sensi di colpa, ne è infastidito e inquietato, mentre sente il piacere e il desiderio trasformarsi in una serie di trappole.
Poi c'è Juliet che dopo pochi incontri resta incinta per un preservativo rotto. Nate da gentleman quale è, pur essendole economicamente inferiore, le paga l'aborto e passa con lei l'intera giornata in clinica. E chiude sentendosi uno stronzo.
Con Hannah finalmente sembra che la sua vita sentimentale possa viaggiare verso lidi speranzosi. Lei è intelligente, determinata come lui a scrivere; insieme riescono a intessere un legame di piacere intellettuale, di reciproca conoscenza e comprensione, carico anche di una buona attrazione erotica. Di nuovo, però, man mano che il rapporto si approfondisce e si allungano i mesi della loro relazione, in lui crescono l'irritabilità e il fastidio contemporaneamente a insormontabili sensi di colpa con momenti di autoanalisi flagellante. Ragionamenti, autoaccuse, giustificazioni, riflessioni sul senso delle relazioni d'amore: nulla serve.
Ma cosa ha Hannah che non va? Eppure davi l'impressione che ti piacesse un sacco. Ma davvero un sacco. Dice Aurit, l'amica di Nate, che proprio perché solo amica lui rispetta, e può permettersi di criticarlo, di rimproverarlo rimarcandogli alcune verità su se stesso.
Il romanzo si chiude con Greer, brillante, ambiziosa, sicura di sé. Con lei Nate ha un vantaggio: conservava una personalità distinta da quella che le mostrava, e questa restava intatta, libera…
Adelle Waldman collabora a prestigiose testate giornalistiche e Amori e disamori di Nathaliel P. è il suo romanzo di esordio in cui mostra notevoli capacità di analizzare e di approfondire, con un interessante sforzo di immedesimazione, la psicologia di un giovane uomo dei nostri tempi, facendolo muovere e vivere nella ristretta cerchia della Brooklyn intellettuale, nell'attuale fase di radicale trasformazione urbana e sociale.


9 maggio 2015

 

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