GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 



Anita Brookner


Lasciando casa

Neri Pozza 2013 euro 16.00

recensione di Silvana Ferrari

 

Anita Brookner, pur non avendo fatto della scrittura il mestiere per vivere, è una scrittrice prolifica con i suoi ben ventitré romanzi scritti quando la sua attività di insegnante e di critica d'arte di fama internazionale le concedevano, durante le vacanze estive, la possibilità di dedicarsi a quell'esercizio di esplorazione dei sentimenti, di indagine delle passioni e delle relazioni fra donne e uomini che così tanto caratterizzano i suoi personaggi e che così tanto lei trova assenti o poco comunicati nelle relazioni vere tra le persone. I suoi romanzi, a partire dal 1981, sono usciti con perfetta regolarità annualmente fino a quest'ultimo che è del 2005.
Hotel du Lac del 1984 le fece vincere il prestigioso Booker Prize.
Oggetto del suo interesse non sono le grandi passioni: sono i sentimenti che quotidianamente viviamo alla ricerca del senso da dare alle nostre vite, al futuro, ai lavori e ai progetti che intraprendiamo e alle reazioni che proviamo per le persone che incontriamo o verso coloro che ci stanno vicine o che con noi hanno dei legami di parentela.
Emma Roberts di Lasciando casa è una giovane donna laureata e specializzanda in studi e progettazione di giardini che sceglie di accettare l'opportunità di una borsa di studio per allontanarsi dalla triste e gelida atmosfera della casa materna di Londra e gettarsi in una vita ricca di possibilità nella vivacissima Parigi. Il viaggio è l'occasione per esplorare i suoi desideri che si dibattono fra il piacere di vivere pienamente la conquistata solitudine e il bisogno di stringere nuove relazioni. Minimamente turbata dallo squallore della stanza del pensionato studentesco con i bagni comuni o da quella dell'economico ma meno rumoroso alberghetto in cui si trova a abitare, stringe amicizia con Françoise, un'esuberante bibliotecaria che della vita vuole sfruttare ogni occasione di avventura eccitante o di divertimento, e con Michael, all'opposto un silenzioso studente con camera adiacente alla sua, con cui passare tranquille e appaganti domeniche in compagnia delle reciproche solitudini.
Tranne la spinta ad allontanarsi dalla dolorosa presenza materna e di quella dello zio, fratello della madre, che governa le loro vite dopo la morte del padre, Emma agisce con poca chiarezza dei propri desideri e dei propri sentimenti trascinando le giornate nell'opacità di un lasciarsi vivere secondo la casualità e le abitudini, priva della volontà necessaria per prendere decisioni sul futuro del suo lavoro e della sua esistenza. Sarà la perdita della madre - un doloroso ma comunque evento esterno - a decidere per lei il ritorno a casa.
La scrittura elegante il linguaggio dosato e contenuto, esprimono al meglio la mediocrità esistenziale di Emma, le paure, l'incapacità e anche la mancanza di volontà di alzare lo sguardo, di andare oltre le mura rassicuranti delle minuscole stanze da lei occupate verso prospettive diverse o diversi orizzonti. Nel continuo e malinconico dialogo interiore sono espresse tutte le incertezze di una donna indipendente ed emancipata che non riesce ad uscire dagli schemi familiari e relazionali che lei stessa mentalmente si è costruita.

7 marzo 2014

 

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