GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 



Annalena McAfee


L'esclusiva

Einaudi 2012 - euro 21.00

recensione di Silvana Ferrari


Una giovane giornalista precaria, Tamara Sim, e un mito del giornalismo militante, Honor Tait, vengono a contatto per un errore della redattrice del prestigioso supplemento culturale S*nday.
Due universi del giornalismo che nulla hanno in comune e che mai si sarebbero confrontati, si guardano ad una distanza ravvicinata. Quello dell'impegno civile, della verità a tutti i costi, del reportage dai punti caldi del pianeta, delle interviste ai potenti del mondo e quello del gossip sui vip, sugli attori delle soap opera, sulle fidanzate dei calciatori e su qualche perversione sessuale di certi personaggi televisivi.
L'occasione è un'intervista alla famosa giornalista premio Pulitzer Honor Tait per il suo ottantesimo compleanno e per la contemporanea uscita del suo libro di memorie. A doverla fare è la ventisettenne Tamara Sim - o così lei crede quasi fino all'ultimo - che vede nell'esclusiva di 4000 parole alla famosa giornalista la possibilità di abbandonare quella marginalità lavorativa attraverso cui si è procurata da vivere dal giorno della laurea in Comunicazione. E anche di tagliare una serie di relazioni perdenti con capi redattori che la sfruttano sentimentalmente e professionalmente. Non che lei sappia molto di Honor Tait - quel poco lo conosce da qualche lettura obbligatoria nei corsi universitari -, né che ammiri quel tipo di giornalismo vecchio stile e l'ambiente che lo circonda, tutta roba passata e ammuffita, ma non disprezza i soldi che le verrebbero insieme alle occasioni di lavori più stabili presso testate importanti.
Per Honor Tait, costretta all'intervista dall' insistente amica editrice, e seccatissima per l'intraprendenza e l'ignoranza della giovane giornalista, questo diventa un momento di riflessione, non solo sulla sua brillante ed emozionante carriera, che l'ha portata ad essere testimone degli eventi storici del Novecento e a intervistarne i suoi protagonisti, ma sulla sua vita sentimentale, sul deserto delle relazioni che la circondano, sulla precarietà del suo corpo, un tempo bello e sano, e sulla paura di quel passo estremo che sente sempre più vicino. La pervade l'illusorietà dell'ambiente in cui ha vissuto, come di una vita sulla ribalta di un grande palcoscenico dove lei ha recitato la parte principale, trascinata a sua volta dalla vanità e dal fascino di farne parte, di esserne il centro. E' una specie di resoconto finale con se stessa e con la sua opera di cui vuole riprendere e riscrivere l'articolo che le valse il Pulitzer, quello su Buchenwald.
Con una scrittura sicura e pulita, tra ironia e dramma, MacAfee descrive il mondo della carta stampata con grande acutezza e competenza avendovi lavorato per oltre trent'anni, in un periodo di grandi cambiamenti: siamo nel 1997 e la rivoluzione telematica sta introducendo le nuove tecnologie anche nei quotidiani.


30 luglio 2012

 

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