GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 

 

Anne Enright
La veglia




Bompiani 2008 - Euro 18.

recensione di Silvana Ferrari


Anne Enright è nata e vive a Dublino. Il romanzo La veglia è stato vincitore del Man Booker Prize del 2007.


Il suicidio del fratello amatissimo Liam, spinge la protagonista Veronica Hegarty, una donna di trentanove anni sposata e con due figlie, verso una specie di caduta dentro se stessa che sembra non avere fine; un viaggio verso il passato, nelle proprie memorie fino alle radici della propria famiglia, nelle cellule stesse che hanno generato la madre.
Poiché il tracciato della memoria non è lineare, i suoi ricordi ne portano altri e altri ancora e s'intrecciano a frammenti, di incerta attendibilità, forse frutto di semplice immaginazione, per completare o spiegare ciò che dal passato emerge.
Veronica Hegarty viene da una famiglia complicata, per il numero dei suoi componenti - dodici tra fratelli e sorelle - e per le dinamiche che passano fra loro; un padre manesco e una madre dolcemente svagata, succube di una logica maschile irresponsabile e incapace di darsi regole e controlli: diciannove gravidanze, dodici figli nati e sette aborti. Siamo nella cattolicissima Irlanda degli anni sessanta, ancora parecchio lontana dal benessere economico.
I fratelli Hegarty vengono su 'come capita…totalmente ruspanti.. esseri umani allo stato brado', e fra loro, 'alcuni sopravvivono meglio di altri'. Comunque tutti partecipi di quell'unico universo che era la loro famiglia, fedeli e uniti ad esso, segnati nel destino e nei loro percorsi da quell'appartenenza biologica e affettiva.
Il cammino intrapreso da Veronica, la sua indagine sul passato e sulle sue memorie sono un tentativo, un modo di darsi una spiegazione, una ragione per la morte tragica del fratello; rappresentano anche un mezzo per fronteggiare il dolore e il senso di colpa che sempre più la invadono, senza darle tregua, perchè i sentimenti che la univano a Liam erano forti e profondi. Un legame fatto di amore e insofferenza, di comprensione e avversione, di senso di apparteneza e di disconoscimento, nato e fortificato da un'infanzia in comune, un'adolescenza difficile e litigiosa da spartire e anni universitari avventurosi trascorsi quasi contemporaneamente. Lei e Liam avevano undici mesi di differenza, 'scodellati', prima l'uno poi l'altra, in quella successione passiva di gravidanze che aveva formato la loro famiglia.
Nelle pieghe della memoria, tra le vicende del passato che emerge, Veronica vuole indagare e ricercare le cause all'origine della storia recente del fratello, ricostruendone i percorsi. Vuole capire come il bambino che con lei condivideva i giochi e le avventure infantili, i lunghi mesi di vacanza dalla nonna Ada, con la sorellina Kitty, quando la madre cadeva in uno dei suoi periodi di crisi, si sia trasformato in un adolescente bello, ma chiuso e problematico e poi nell'uomo disilluso e alcolista, che senza speranza è arrivato alla sua tragica decisione.
Perché i fatti che succedono producono effetti. 'Sappiamo che i fatti reali producono effetti reali'. Nel passato di Liam, un fatto, e Veronica lo aveva dimenticato, cancellato o trasformato con la fantasia, era effettivamente avvenuto, proprio nella casa della nonna: una molestia sessuale da lui subita, perpetrata da un adulto, un amico di famiglia dei nonni.
E ora lei non si perdona di non aver capito la solitudine negli occhi del fratello, 'perché il mondo non saprà mai cosa ti è successo e cosa ti porti addosso di conseguenza'; non si dà pace per aver tenuto nascosto, nella memoria, quell'episodio, di cui era stata una testimone inconsapevole, di averlo istantaneamente cancellato e dimenticato.
Nella sua indagine, Veronica risale alle origine della sua famiglia e, in mancanza di dati reali, supplisce ai ricordi con la fantasia.
Ricostruisce gli eventi che portarono all'incontro di nonna Ada con nonno Charles; rievoca la loro amicizia con Lambert Nugent, rivelatasi così funesta per le conseguenze a cui diede origine e per le sofferenze e disgrazie arrecate.
Le pagine che contengono questa narrazione sono di grande effetto e bellezza, soprattutto quelle in cui è descritta - opera di pura fantasia - l'intensa passione carnale vissuta dai nonni.
Un viaggio a ritroso, che durerà mesi, fatto di lunghe notti insonni a girovagare in macchina per le strade di una Dublino deserta, a passare di stanza in stanza nella sua comoda casa borghese, conquistata grazie ad un matrimonio di buon senso e al sacrificio delle sue aspirazioni giornalistiche. Dal tunnel di disperazione uscirà con tutta la determinazione di cui è capace, dopo aver concesso la pace a se stessa, alla sua famiglia e a suo marito. 'Non voglio una vita diversa. Voglio solo essere capace di viverla, tutto qua. Voglio svegliarmi la mattina e addormentarmi la sera.'
Il romanzo è sostenuto da una scrittura particolarmente elaborata, orientata ad illuminare il particolare, ad evidenziare ogni piccolo e lieve movimento nelle vibrazioni dei sentimenti e degli stati d'animo dei protagonisti; ben orchestrata la capacità di coinvolgere il lettore nel mondo del fantastico e dei sogni per poi ricondurlo, con i piedi per terra, nella realtà anche brutale dei fatti narrati.

 

18 gennaio 2009

 

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