GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 



Antonella Cilento


Lisario o il piacere infinito delle donne



Mondadori 2014 - euro 17.50

recensione di Silvana Ferrari


La Napoli del Seicento, alla vigilia della rivolta di Masaniello, carica di umori, di fortissime contraddizioni, di pregiudizi e di credenze come di illusioni, è lo scenario in cui è ambientato il bellissimo e importante romanzo di Antonella Cilento.

Una Napoli debordante fisicità, vitalità e sensualità scorre nelle pagine insieme alla storia che vi è raccontata, avventurosa, picaresca, dai continui cambiamenti di scena, costruita su una lingua ricca che ci avvicina a quel mondo e a quel periodo storico: una mescolanza di forme dialettali e di italiano che con il suo ricco fraseggiare ci dà l'idea di quello che poteva le forme del barocco. Che non è solo rappresentato dalla lingua, ma anche dalla pittura qui ampiamente citata, non solo per la scuola del Caravaggio, ma per la costruzione di alcuni personaggi di pittori che in alcuni momenti assurgono a protagonisti, come Jacques Israel Colmar, amante di Lisario e padre della loro figlia, e Michael de Sweerts, preso da una passione colpevole per Jacques, entrambi di scuola olandese, venuti a Napoli per approfondire la loro arte.
Un quadro potente e apocalittico di miseria, sporcizia, ignoranza e splendori in cui raccontare della bella Lisario, divenuta muta in seguito ad un maldestro intervento per toglierle il gozzo - cresciuto per il troppo tacere - e successivamente anche dormiente, in un processo di sottrazione e di rivolta ad un mondo e alle sue regole in cui le donne, 'le femmine sono nate per obbedire, tacere, soffrire', alla notizia di essere stata promessa in matrimonio dal padre ad un vecchio ricco e bavoso.
E' il 1642 e Lisario, che di nascosto, nella splendida biblioteca paterna, ha imparato a leggere e a scrivere, impiega tutti i suoi talenti per sottrarsi quel destino.
La sua storia diventa anche la storia del mistero del corpo delle donne che tanta parte degli uomini, scienziati e no, ha cercato di scoprire e anche di nascondere. Perché nel tentativo di svegliarla, un giovane medico catalano, Avicente Iguelmano fuggito dalle Fiandre alla sua cattiva fama e in cerca di nuovi crediti a Napoli, la porta a sua insaputa all'orgasmo, inoltrandosi in quel fittissimo mistero, che lo rende quasi folle, della scoperta della sessualità femminile, di quel piacere che le donne provano 'in misura che l'uomo non sarebbe mai stato capace di provare' e a cui la donna poteva arrivare 'senza alcun bisogno dell'uomo stesso, ripetendo l'esperienze infinite volte'. Per lui e per gli uomini si apre una prospettiva di sentimenti di invidia, su cui prevale sopra tutti il terrore e la paura nei confronti delle donne che hanno in mano un potere e una forza tale da 'smontare palazzi e sradicare alberi'. Una scoperta dalle conseguenze terribili perché se le donne 'possono godere anche senza di noi, forse possono fare anche altro senza di noi'.


13 novembre 2014

 

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