GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 



Audur Ava Olafsdottir


Rosa candida

Einaudi 2012 - euro 17.00

recensione di Silvana Ferrari


Il viaggio rappresenta simbolicamente nella tradizione letteraria il percorso che ogni essere umano compie nella sua esistenza per formarsi e crescere personalmente ed emotivamente.
E' quello che racconta nel suo bellissimo e delicato romanzo la scrittrice islandese Audur Ava Olafsdottir costruendo il personaggio di Arnljotur, chiamato affettuosamente Lobbi, un giovane ventiduenne molto confuso, su se stesso e sulle giuste decisioni da prendere per proprio futuro.
Una serie di eventi lo hanno scosso profondamente mettendo in discussione la solida tranquillità quotidiana di figlio di famiglia molto amato: la morte prematura della madre, a cui era molto legato, in un incidente stradale, e la nascita di una figlia avuta, come dice lui, 'inavvertitamente', dopo aver passato 'un quinto di una notte' con l'amica di un suo amico.
Il desiderio di capire se stesso e cosa fare della propria vita, dopo questi due eventi sconvolgenti, lo spingono a lasciare l'Islanda, il fratello gemello autistico e l'anziano padre, per offrire le proprie competenze di giardiniere - mestiere e arte appresi dalla madre che insieme gli ha trasmesso l'amore per la natura e per tutto ciò che significa nascita e crescita - ad un monastero dell'Europa centrale, il cui giardino, in stato di abbandono, era già famoso in epoca medioevale, come riportato dalle cronache di testi antichi, per la bellezza e varietà delle sue rose e per la ricercata geometria nella disposizioni di fiori e piante.
Con sé ha un bagaglio leggero, ma porta alcune talee di una rara qualità di rosa, la rosa candida, che la madre coltivava nella sua serra e la foto della figlia di sei mesi.
Il paesino arroccato sulle montagne e la sua gente ospitale risultano una piacevole sorpresa, come l'addentrarsi nello storico giardino i cui profumi, colori e atmosfere non smettono di affascinarlo anche dopo aver scoperto che il lavoro per riportarlo agli antichi splendori, come è sua ambizione, sarà lungo e faticoso.
Padre Tommaso, il superiore del monastero con la passione per il cinema d'autore e un orecchio sensibile e saggio alle sue silenziose tribolazioni, diventa l'interlocutore attento e di fiducia di cui ha bisogno per le sue singolari meditazioni e riflessioni sui rapporti fra gli uomini e le donne.
L'arrivo di Anna, la madre di sua figlia, insieme alla bambina Flora Sol, pur scombussolando la sua precaria tranquillità, diventa fonte di nuove e liete scoperte che oltre alimentare il suo stato di incertezza e di confusione, lo riempiono di nuove prospettive e di idee per il futuro.
Se un momento di disattenzione, affidato alla casualità, lo ha reso padre, Il sentimento di paternità, soprattutto in uno spirito stralunato come quello di Lobbi, ha necessità di cure e di un terreno fertile per essere accolto. Straordinariamente il giovane è colto dall'amore per la figlia: accudirla, riempirla di attenzioni, seguire i suoi passi nella vita, sentirsi responsabile del suo benessere, sono i sentimenti che quotidianamente lo dominano. Per lei impara a cucinare, a lavare, a pulire a dare regole alla propria esistenza. Ogni giorno non può smettere di pensare al miracolo della sua nascita, della sua esistenza e della sua presenza vicino a lui.
Lobbi insieme alla figlia è nato a nuova vita: la vita da adulto.
In breve sente urgente il desiderio di formare una famiglia. Vicino a lui c'è Anna, la donna che per tanto tempo aveva trascurato e di cui ora si sente irresistibilmente attratto.
Ma Anna, pur attratta da lui e contenta del legame crescente fra padre e figlia, ha altri progetti, altri bisogni e desideri, una vita da vivere lontana da lui.


                                                                                          20 aprile 2013

 

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