grandi lettrici crescono

 

 

C. E.Morgan
Tutti i viventi


Einaudi 2010 euro 18.50

recensione di Silvana Ferrari

 

Aloma e Orren sono due giovani sulla soglia dell'età adulta. Aloma è orfana di entrambi i genitori; ha vissuto nella casa mobile degli zii gli anni dell'infanzia e poi nel collegio della missione dove, nel grigiore delle giornate, fra la monotonia delle ore di studio e la mancanza di amicizie, ha trovato una passione: la musica e le lezioni di pianoforte; qualcosa in cui poteva essere brava, levandosi dalla sua solita mediocrità e aprendo la sua mente verso orizzonti più ampi. Orren fa il contadino e vive in una fattoria con la madre e il fratello maggiore. Siamo nel Kentucky, nel cuore dell'America rurale.
Si sono incontrati casualmente e, forse spinti dalla curiosità e dalla solitudine, hanno iniziato una storia che va avanti senza troppi progetti; appuntamenti che diventano lunghi vagabondaggi per strade di campagna sul furgone di lui e frenetici contatti di corpi in ingenui e maldestri amplessi, ma per entrambi altrettanto vitali e indispensabili. La loro esistenza è trascorsa in solitudine, ai margini, e la loro esperienza della vita e dei sentimenti è limitata. Pochi fra loro i discorsi: è lei soprattutto a parlare della musica e del suo desiderio di recarsi in una grande città per trovare le occasioni per migliorarsi.
Tutto cambia con la morte della madre e del fratello di Orren in un incidente automobilistico. Tocca a lui adesso badare alla fattoria, un'estensione di campi coltivati a tabacco, qualche mucca e un po' di galline; pochi i soldi e i macchinari per farla funzionare.
Lui le chiede di raggiungerlo, di condividere quella vita e lei d'impulso lo fa senza troppo pensarci, forse desiderosa di andarsene dalla missione e di cambiare prospettiva o forse perché qualche sentimento per lui la muove.
Ben presto, però, l'isolamento del luogo, la desolazione della grande casa in rovina e soprattutto la solitudine e la mancanza della musica e di un pianoforte iniziano a gravarle addosso pesantemente, rendendola piena di rabbia e di irrequietezza.
Orren sembra non accorgersi di nulla: immerso nel suo dolore, lavora come una bestia da soma tutto il giorno, guidato dalla sfida di dimostrare a se stesso, e forse anche a quelli che sono morti, di essere in grado di portare avanti la proprietà e la coltivazione del tabacco, insomma di essere diventato un adulto.
Aloma crede di trovare un senso alle sue giornate e al suo essere lì quando, nella sede della chiesa locale, scopre un pianoforte e la possibilità di esercitarsi e di suonarlo durante le funzioni domenicali, guadagnando anche qualche dollaro. E' attratta, in un modo che non sa spiegarsi, dal pastore della chiesa, Bell Johnson, dalla sua spiritualità profonda, dalla sua sensibilità e dalla cortese attenzione che le manifesta.
Nei suoi sogni, e solo nei sogni, osa pensare ad altre possibilità di vita per lei, una via di fuga da Orren e dal pesante e inappagante lavoro alla fattoria, mentre nella realtà i suoi sentimenti si fanno sempre più confusi e incerti creandole grande insofferenza e insoddisfazione.
Sarà Bell a mettere un punto fermo, a porre e a chiedere chiarezza, costringendola ad indagare dentro di sé, ad analizzare senza vanità le motivazioni del proprio comportamento e i sentimenti che la muovono, a imporre a se stessa un rigore verso la verità, domandandosi onestamente quali siano i suoi desideri e le sue aspettative, a partire da sé e non dall'attenzione e dai sentimenti altrui. Un confronto con la realtà, con le responsabilità, anche verso i sentimenti suscitati negli altri, che fino a quel momento aveva continuamente rimandato, dandosi sempre la possibilità, in qualche modo di fuggire, di andarsene, di avere altre vie per svignarsela.

C. E. Morgan è al suo esordio e il romanzo è all'altezza degli elogi che la critica gli ha tributato e ai riconoscimenti e premi che gli sono stati conferiti fra i quali il National Book Foundation's 2009 e l'inserimento dell'autrice, da parte della rivista New Yorker, nella lista dei migliori venti narratori sotto i quarant'anni.
Partendo da un tema semplice 'Tutti i viventi' descrive e analizza con acutezza, sensibilità e profondità i sentimenti che muovono una giovane donna, i suoi moti dell'animo, i suoi bisogni e desideri; con una scrittura pulita e precisa, anche se non semplice, entra nella complessità delle relazioni umane narrandone tutta la difficoltà del loro nascere, la fragilità nell'essere portate avanti insieme alle aspettative, i dubbi, le paure che le accompagnano.


                                                                                 13 novembre 2010