GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 



Diane Wei Liang


La casa dello spirito dorato

Guanda 2013 euro 19.50

recensione di Silvana Ferrari



Ciò che più mi ha colpito, oltre la trama poliziesca del romanzo di Diane Wei Liang, di fatto coinvolgente e tutt'altro che scontata, è il confronto con una cultura, quella cinese contemporanea - siamo nel periodo del dopo olimpiadi 2008 - che ci è ancora poco nota, e la descrizione di una Pechino, osservata nella sua sfrenata crescita e continua trasformazione sotto gli occhi stupiti e increduli dei suoi stessi abitanti che vedono cambiare, nel giro di pochissimo tempo, intere vie, spazi verdi una volta destinati allo svago e al passatempo di anziani e bambini, tranquilli quartieri abitati anni prima da operai e da contadini emigrati dalle campagne, sostituiti ora da grattacieli enormi, estesi complessi residenziali e sfavillanti centri commerciali. Il moderno dei lussuosi ristoranti, dei club sempre più esclusivi convive - in una stridente contraddizione - con i venditori ambulanti sui carretti a pedali, con i mercati dei prodotti agricoli portati dai contadini delle campagne vicine, con le bancarelle di cibo all'aperto: la ricchezza spudoratamente esibita dai nuovi ricchi insieme alla miseria dei molti e di chi fatica nei lavori più umili. Una città senza pace né riposo dove il traffico scorre ininterrottamente lungo gli anelli che mettono in comunicazione i diversi distretti, e dove altri traffici, legali e illegali, muovono gli interessi della rampante borghesia capitalista nei settori emergenti, come le telecomunicazioni, e del vecchio apparato di partito e dei suoi burocrati. Affari alla luce del sole e altri che si stipulano in luoghi segreti a conoscenza e in stretto collegamento con le alte sfere del potere politico. Affari e corruzione sembrano giocare in perfetto accordo spartendosi lucrosamente ampie fette di guadagni in un mercato dove molti sono disposti a salire sul carro dei vincenti, mentre bande criminali, misteriosamente protette, impongono il loro dominio in vasti settori della città.
Mei Wang, investigatrice privata, già protagonista dei due precedenti romanzi della scrittrice, di cui solo L'Occhio di Giada è stato pubblicato da Sperling e Kupfer nel 2008, è incaricata di indagare per conto della potente famiglia Song, proprietaria di una fiorente industria farmaceutica e produttrice di un preparato, la Pillola dello Spirito Dorato, adatto a curare i cuori infranti e altri disturbi, sugli strani rapporti che l'erede del marchio sta ultimamente intrattenendo con individui dalle relazioni e dal passato non particolarmente limpidi. Si trova così coinvolta in una rete di trame criminali fra prostituzione, droga, interessi con non ben identificati russi, funzionari corrotti, aiutata dal suo fidato assistente Gupin e dall'amicizia con un onesto poliziotto, Zhao, che crede ancora nell'importanza ed nell'efficacia del suo lavoro per rendere più vivibile la città.
Mei Wang è una giovane donna trentenne, orgogliosa della propria indipendenza lavorativa, dopo otto anni trascorsi al Ministero per la Pubblica Sicurezza, anche se l'essere titolare di un'agenzia investigativa può far correre dei rischi essendo questa in Cina un'attività ancora considerata illegale. Ha una relazione complessa che dura dai tempi dell'università con Yaping, l'ex-fidanzato che sta per tornare in patria dopo un lungo soggiorno americano; un altrettanto ambivalente e stretto legame con la bellissima sorella Lu, attrice in una popolare trasmissione televisiva e moglie di ricchissimo uomo d'affari, e un difficile rapporto con la madre di cui è da poco venuta a conoscenza di un terribile segreto. Durante la Rivoluzione Culturale, ventisette anni prima, quando Mei era bambina, la famiglia aveva seguito il padre condannato ai campi di lavoro per aver criticato il Presidente Mao. Era stata la stessa moglie, per salvare le figlie, a denunciare il marito che da quei campi non era più tornato vivo.
Grazie al personaggio di Mei, in parte autobiografico, alla sua osservazione critica e lungimirante della realtà che la circonda, alle sue riflessioni su un passato familiare da cui difficilmente riesce a staccarsi, la scrittrice Diane Wei Liang, ci offre uno spaccato lucido e analitico della vita cinese dei giorni nostri.


Diane Wei Liang è nata nel Beijing nel 1966 e ha trascorso con i genitori buona parte della sua infanzia in un campo di lavoro. Ha studiato Psicologia all'Università di Pechino e nel 1989 ha preso parte alle proteste universitarie che culminarono con le proteste di piazza Tienanmen. Costretta a terminare gli studi negli Stati Uniti, vi ha vissuto per oltre dieci anni. Attualmente vive e lavora a Londra dove risiede insieme a marito e figli. E' autrice di un'autobiografia Lake with No Name e di due altri polizieschi L'Anello di Giada e Paper Butterfly.


                                                                       21 ottobre 2013

 

O