GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 



Ekuni Kaori


Stella stellina

Asiasphere 2013 euro 15,00

recensione di Silvana Ferrari


Ekuni Kaori è una scrittrice giapponese, nata nel 1964, che nel suo paese ha vinto alcuni prestigiosi premi letterari.
Questo romanzo del 1991, tradotto solo ora in italiano, ci introduce in una società, quella giapponese appunto, e in una classe sociale, il ceto medio abbiente, ancorata a rigidi canoni di comportamento tradizionali, tenuti in vita attraverso anche apparenze di relazioni e di costumi che di fatto stanno progressivamente e ineluttabilmente modificandosi. Del suo perbenismo ipocrita sono vittime per eccellenza le persone che si muovono al di fuori delle regole sociali correnti: gli omosessuali e le donne anticonformiste, spesso sofferenti di malattie di adattamento o di disturbi mentali.
Mutsuki e Shoko sono due sposini novelli, una bella e giovane coppia dal futuro brillante. Lui è medico ospedaliero, gentile e attento con i pazienti e con la moglie, lei è traduttrice freelance di italiano presso vari editori, molto carina e appassionata. Queste le apparenze di fronte al mondo.
Di fatto Mutsuki è omosessuale e ha un compagno, Kon, da una vita. Shoko ha un disturbo della personalità, nonché tendenze alla depressione e all'alcolismo.
I due per uscire dalle strettoie e dai vincoli imposti dalle reciproche famiglie decidono di sposarsi, mantenendo ognuno le proprie libertà, in una convivenza rispettosa delle esigenze e dei desideri personali.
Ma quello che sembra un buon accordo per sfuggire all'oppressione familiare e sottrarsi al controllo sociale, in una libera realizzazione delle proprie vite, si rivela una trappola.
Nell'alternarsi delle due voci narranti emergono dalla quotidianità i differenti bisogni: i desideri opposti non riescono a trovare soluzione se non in un'affettuosa e reciproca partecipazione l'uno dei sentimenti dell'altra, lasciando comunque inalterato l'incolmabile senso di solitudine che affligge le loro esistenze.
L'infelicità che quotidianamente investe Shoko ha componenti ambivalenti: da un lato la consapevolezza della nascita di un sentimento d'amore vivo e potente nei confronti del marito, dall'altro e contemporaneamente la sensazione di vivere l'impotenza di una relazione inconsistente come quella di 'essere abbracciata all'acqua': la lucida e preveggente definizione è del padre di lui nelle prime pagine del romanzo.
Shoko che per anni aveva sopportato la pressione dei genitori sul matrimonio, aveva accettato la convenienza di quel vincolo con Mutsuki, uomo gentile, affettuoso, non autoritario, con cui vivere una relazione d'amore, non sessuale - fuori dagli schemi -, pur di sfuggire all'oppressione patriarcale.
Nella società tradizionale giapponese degli anni novanta, Shoko è la donna che per garantirsi spazi di libertà è disposta ad accettare compromessi, come quello sposarsi con un gay e di diventare amica dell'amante di lui. Ma Shoko, la più fragile, sarà anche colei che alla fine cercherà di trovare per entrambi le soluzioni meno dolorose, in grado cioè di far sopravvivere la loro incerta convivenza.
Shoko e Mutsuki sono due vittime della mancanza di libertà della società giapponese, ma è la giovane a mostrarsi più desiderosa al cambiamento e più motivata a rompere le regole e i tabù, in una fuga irrinunciabile dallo stereotipo della buona moglie e madre, della donna silente e rispettosa.


Ekuni Kaori, come commenta nella postfazione, intendeva scrivere un romanzo d'amore. Lo ha fatto con estremo garbo e gentile ironia.


7 aprile 2014

 

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