GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 



Elena CiŽova


Il tempo delle donne

Mondadori 2011- euro 19,50

recensione di Silvana Ferrari


E' la storia di cinque donne nella Leningrado - ora S. Pietroburgo - degli inizi degli anni sessanta. Tre donne anziane, una giovane madre e la figlia piccola. Costrette da una coabitazione forzata a condividere spazi e bisogni, la loro convivenza diventa una particolare relazione di scambio e di aiuto e di contrattazione sulle necessità individuali, che produrrà un'evoluzione insolita nelle vite delle protagoniste.
Siamo in una città segnata ancora dalle ferite della guerra: il lungo e tragico assedio, la distruzione provocata dai bombardamenti. La carenza di alloggi costringe alla condivisione di appartamenti e di stanze; ci sono regolamenti che stabiliscono le graduatorie attraverso cui si può accedere per ottenere uno spazio per sé e per la propria famiglia. Nei negozi la merce scarseggia e si è costretti, per alcuni generi alimentari o di vestiario, a ricorrere alle prenotazioni e a sottoporsi a lunghe ed estenuanti code.
La giovane Antonina, operaia in una fabbrica e madre singola di una bambina dalla salute cagionevole, offre i suoi servigi alle tre vecchie signore con cui è destinata ad abitare, spesa, cucina, pulizia e qualche soldo da aggiungere alla loro magra pensione, in cambio di una mano nella cura della piccola.
La bambina, Sjuzanna, battezzata segretamente Sof'ja, dalle tre nonne, custodi rigorose della religione e dell'ortodossia, è allevata con tante attenzioni e cure. E' intelligente, attenta, le ascolta quando raccontano le favole e le riempiono la testa di storie della tradizione e del passato che solo loro possono ricordare e raccontare; lo fanno con la sicurezza che le loro parole non saranno riferite: la bambina non parla, capisce tutto, scrive, disegna, ma è muta. Per questo la madre preferisce non mandarla all'asilo, non solo per evitarle derisioni e umiliazioni, ma anche la possibilità di un invio in un istituto, nel caso il Comitato di Base decidesse qualche specie di cura o di intervento.
Per le tre vecchie badare alla piccola, che è buona e ubbidiente, è una sferzata di energia, uno scopo nella loro esistenza, il poter fantasticare sull'esistenza di una possibile nipote, realizzando un legame con i figli e i nipoti scomparsi durante la guerra. Sono tre streghe buone, benefiche, ma petulanti e testarde, attaccate alle loro idee, piene di pregiudizi, nostalgiche di un passato ormai scomparso. Odiano la modernità e tutto quello che il 'socialismo' ha prodotto.
In una narrazione che predilige la vivacità dei dialoghi e la riflessione personale, la storia di un paese, che è passato dalla servitù della gleba dell'epoca zarista alla Rivoluzione di Ottobre e alla pianificazione socialista, ci viene offerta attraverso i ricordi improvvisi, le memorie rielaborate, le immagini nostalgiche di un passato ormai scomparso; brevi resoconti, aneddoti e leggende che le tre anziane signore amano ripetere insieme a pochi cenni relativi al recente e doloroso periodo stalinista. Il presente è un elefantiaco apparato burocratico, in cui vive una classe di privilegiati e dove le falle del sistema creano diseguaglianze, sospetti e guadagni personali.
Ariadna, Evdokya, Glikerija insieme ad Antonina e alla piccola So'fia formano un fortino, una specie di zona franca, di zona libera, un'associazione di soccorso e di solidarietà per la sopravvivenza, in cui è possibile parlare di tutto anche del passato e dei propri desideri per il futuro.
Elena CiŽova con questo romanzo ha ottenuto nel 2009 il Russkij Booker, il massimo riconoscimento letterario russo e si è fatta conoscere a livello internazionale. Lo ha presentato alla Fiera del Libro di Torino che aveva quest'anno 2011 come paese ospite la Russia.

E' scrittrice, traduttrice e saggista. Dirige un' importante rivista che ha lo scopo di diffondere nel suo paese la letteratura e l'arte internazionali.


31 dicembre 201

 

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