GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 



Elisabetta Rasy


Non esistono cose lontane


Mondadori 2014 euro 19.00

recensione di Silvana Ferrari

 

In Non esistono cose lontane Elisabetta Rasy ci fa entrare, almeno nella prima parte, con una precisa e mirata operazione di trasposizione e successivamente di ribaltamento, in quel tipo di romanzo e di storie che la protagonista Olga ama leggere e citare: Balzac, in particolare La duchessa di Langeais - una storia irritante. Lui ama lei quando lei non lo ama, poi lui smette di amarla e lei lo vuole…- , i fotoromanzi in cui i protagonisti vivono amori incerti, sempre crudeli ed eterni come in Vento del peccato che Olga bambina amava leggere di nascosto nei pomeriggi silenziosi quando i genitori riposavano e poi le canzoni, brani che promettono amore senza tempo e raccontano di dolori, di perdita e di destini infelici.
I primi capitoli ne hanno tutte le caratteristiche: la passione che toglie alla protagonista qualsiasi barlume di ragione e la rende succube del carattere nervoso, ombroso e solitario dell'uomo amato, il misterioso Ettore, delle sue decisioni improvvise, del suo compulsivo vagabondare, un andare e venire nevrotico senza momenti di pace. Un sentimento ossessivo che la rende prigioniera di un amore obnubilante, un misto di sesso e di erotismo - che trae molta della sua forza dal dolore della perdita - sembra prevalere e renderla incapace di opporre, per non soccombere, i propri desideri, il proprio sentire, la propria soggettività. Un rapporto così, anche se vitale e potente perde nel tempo la sua forza, la sua ragione d'essere, la brucia, come fa una fiammata, lasciando disastrose rovine. Ettore sparisce con le parole di un addio famoso, quello fra Bruto e Cassio dal Giulio Cesare di Shakespeare: " For ever and for ever farewell, Cassius. If we do meet again, why, we shall smile. If not, why, then this parting was well made."
Il passato, dopo venticinque anni, ritorna nella vita di Olga, ormai cinquantenne, sotto forma di una lettera con una richiesta d'aiuto da parte dell'antico amante che la invita in una vecchia casa di campagna per Ferragosto, il Girasole, di cui lei conosce il segreto.
Da qui il romanzo assume un carattere di maggior verosimiglianza. L'incontro fra i due protagonisti che con gli anni hanno modificato aspetto, colore dei capelli e acquistato anche una maggiore consistenza come personaggi, segna anche la svolta della loro storia, soprattutto per Olga: i ricordi delle vicende che venticinque anni prima l'avevano profondamente ferita sembrano, grazie al lavoro riparatore del tempo, e un nuovo rapporto e diverso con Ettore, collocarsi in una più giusta prospettiva. Una specie di riappacificazione con il passato le consentono altresì di rompere la promessa fatta a Mercede, la madre di lui, e sua amica e confidente negli ultimi anni della sua vita, quando gravemente malata le aveva rivelato una serie di segreti: forse la vita non è un fotoromanzo, ma i casi e le coincidenze, quello che chiamiamo destino, lavorano a volte per renderla tale.
Il romanzo sostenuto da una scrittura coinvolgente e muovendosi con un moto oscillatorio costantemente fra passato e presente, riflette in un turbinio di storie e di personaggi, sulle continue possibilità offerte dalla vita a chi vuole accettarle e sulle nuove prospettive che possono nascere da vecchi sentimenti.


11 gennaio 2011

 

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