GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 



Elvira Dones


Piccola guerra perfetta

Einaudi 2011 euro 17.00

recensione di Silvana Ferrari



Piccola guerra perfetta di Elvira Dones è un romanzo che non si può leggere d'un fiato. Richiede pause, riflessioni, tempo, per digerire, assimilare e affrontare le vicende di una guerra 'sporca' - non so se ne esistano di pulite - combattuta vicino a noi e di cui, molte/i di noi, hanno vissuto drammaticamente le sue fasi, con i caccia che partivano dalla base di Aviano. La guerra è quella del Kosovo, guerra-lampo, così definita, mirata a colpire obiettivi sensibili, mentre un'intera popolazione, gli albanesi del Kosovo, veniva decimata dall'esercito serbo di Milosevic.
Quello che l'autrice racconta, anche se sottoforma di romanzo e non di saggio storico, non avrebbe potuto essere narrato 'senza le testimonianze di chi la guerra l'aveva subita, vissuta', come Elvira Dones tiene a precisare nella postfazione.
Insieme all'autrice che attraverso le tre protagoniste, Rea, Nita e Hana, assediate in una casa di Pristina, ci manda le immagini di 'una piccola guerra perfetta', 'senza soldati morti. Crepano i civili a migliaia, si svuota la terra dei suoi abitanti per poi riempirla solo di serbi', ritorno con la memoria a quei tragici giorni del '99 quando la Nato decise l'intervento su Belgrado per portare a più ragionevoli intenti la politica serba.
Rea, Nita e Hana, rappresentano simbolicamente la forza, l'ostinazione, la voglia di resistere e di sopravvivere alla violenza cieca che non risparmia nessuno e di cui di colpo si trovano circondate, alla crudeltà senza limiti vissuta come normalità, alle atrocità delle esecuzioni di amici e parenti. Insieme alla loro capacità di sopportazione, c'è il loro desiderio, vitale e generoso, di mantenere i contatti con il mondo esterno, perché giungano fuori da Pristina le notizie delle stragi, delle torture, delle sparizioni d'interi nuclei familiari: che il mondo conosca le fosse comuni e gli stupri di massa.
Al racconto delle loro giornate, chiuse in una casa da cui non vogliono allontanarsi o se lo fanno, a rischio della vita, è per trovare cibo o mettersi in contatto con qualcuno dall'altra parte di un filo telefonico, si avvicendano le narrazioni di chi ha tentato la fuga verso l'Albania o la Macedonia, una galleria di vite falciate dalle truppe serbe e dalle bande che le affiancano, di sevizie inenarrabili, di dolori difficilmente riparabili.
Elvira Dones è albanese e autrice di numerosi romanzi gli ultimi dei quali scritti in italiano.


18 ottobre 2011

 

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