GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 



Gillian Flynn


L'amore bugiardo

Rizzoli 2012 - euro 18.00

recensione di Silvana Ferrari


Un romanzo, che è anche un thriller, sorprendentemente coinvolgente, ricco di colpi di scena, che si legge tutto d'un fiato con il desiderio che i meccanismi messi in atto dalla scrittrice non ci vengano rivelati troppo presto e che non siano immediatamente prevedibili, come accade da un po' di tempo in qua con molta narrativa contemporanea.
Ebbene la scrittrice Gillian Flynn

mantiene per tutte le pagine del suo romanzo, fino all'ultima, volutamente lasciata nell'ambiguità come molte scene del libro, la promessa iniziale: condurre chi legge in un mondo di finzioni e bugie, di personaggi le cui personalità doppie o multiple, come una buccia di cipolla, si sfogliano rivelando per ognuno di loro, una parte di sé, che non è sempre quelle vera e reale, ma solo un aspetto di altre contorte e segrete costruzioni della propria personalità.
Su una trama semplice se ne innestano altre, come bamboline russe o come scatole cinesi, e noi che leggiamo incominciamo a dubitare di tutto, prendiamo dagli stessi protagonisti le distanze, vivendo la loro doppiezza come sgradevole, complicata, fuori dalla nostra esperienza: loro sono i bugiardi, gli ambigui, cosa che noi pensiamo o crediamo di non essere, ma quell'atmosfera ci contagia e sentiamo che le parole scritte ci assorbono e ci coinvolgono.
Amy e Nick sono una coppia fortunata e ammirata di New York. Sono innamorati, conducono una vita soddisfacente fra lavori appaganti e un bel giro di amicizie; sono belli e brillanti e ne sono consapevoli facendo di tutto per apparire sempre al meglio. La crisi del 2008 arriva anche per loro modificando sostanzialmente le loro vite. Il cambiamento li porta a vivere in una cittadina sconosciuta del Missouri, North Carthage, dove Nick è nato e dove si reinventa un lavoro come barista insieme alla sorella gemella Margo, mentre Amy, non è più l'Amazing Amy, protagonista della fortunata serie per adolescenti che aveva reso i suoi genitori ricchi e celebri, ma una casalinga di provincia insoddisfatta e annoiata.
Il giorno del quinto anniversario del loro matrimonio Amy sparisce: fuga volontaria o omicidio, visti i segni di lotta e le tracce di sangue lasciate in cucina? L'indiziato numero uno, secondo la polizia, è il marito, come in tutti i gialli. Per Nick inizia un'odissea: avvolto in una matassa di prove a carico che non è in grado giustificare, è tradito anche dalla sua notoria capacità di mentire.
Ben strutturata la storia che leggiamo ascoltando alternativamente le voci di Amy e di Nick, sempre tesi a raccontarci un loro punto di vista che potrebbe essere accettabile se non si complicasse con altre voci come quelle del diario di Amy o con le verità di Margo, della polizia, dei genitori e così via.
Gone Girl è il titolo originale, la ragazza che va via, sparisce ed effettivamente chi è Amy, chi è Nick forse non lo sapremo neanche arrivati all'ultima pagina. Perché l'intento non tanto sottaciuto di Gillian Flynn è di farci entrare nella complessa ambiguità di un rapporto di coppia, di narrare i meccanismi che tengono insieme due persone, fra amore e litigi, bugie, inganni e verità apparenti, mascheramenti e smascheramenti: la guerra fra i sessi che costantemente si rinnova ed è messa in scena quotidianamente.

27 maggio 2013

 

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