GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 



HELEN HUMPHREYS


LA VERITA', SOLTANTO LA VERITA'


PLAYGROUND 2011 - EURO 16.00

recensione di Silvana Ferrari


Conosco Helen Humphreys, scrittrice e poeta canadese, grazie alla casa editrice Playground che ne ha pubblicate alcune opere, partendo da Cani Selvaggi (2007), Il giardino perduto (2009), Conventry (2010). Ho apprezzato immediatamente il suo linguaggio e la particolarità della sua scrittura, lieta di conoscere un'altra grande scrittrice di quel paese.


La verità, soltanto la verità, in inglese The Reinvention of Love, è il racconto della storia d'amore fra Adèle Hugo (moglie di Victor) e lo scrittore e poeta Charles Saint-Beuve, amico intimo della famiglia. Gli avvenimenti del romanzo ricalcano fedelmente i fatti reali e la scrittrice - ci tiene a precisarlo nelle note in fondo al libro - ha utilizzato, dove è stato possibile, le parole degli stessi protagonisti, avvalendosi di innumerevoli fonti tra cui quelle conservate negli archivi all'Università di Princeton.
La narrazione alterna le voci dei due protagonisti, seppure una terza figura, ingombrante e prepotente, è onnipresente nelle loro vite, quella di Victor Hugo. Uomo vulcanico, trasbordante energia e vitalità, dall'ego insaziabile, 'un fuoco che si alimenta bruciando chiunque gli stia accanto'.
Da un simile uomo, che le prosciuga la vita e le energie, che la tiene in gabbia con le continue gravidanze e le richieste di disponibilità e dedizione totali, Adèle cerca di allontanarsi, trovando in Saint-Beuve l'amore tenero, il rispetto e la considerazione che nell'altro ormai sono andati perduti. Di Saint-Beuve ama tutto anche la sua ambiguità sessuale, che è il suo segreto: nato con una malformazione, in lui sono presenti i due sessi, non completamente sviluppati.
Con lui si sente sicura e lo ama ancora di più, quando, per facilitare i loro incontri, Charles si trasforma in Charlotte, indossando abiti femminili. Con una donna è più facile trovarsi, stare vicine, scambiarsi anche delle tenerezze, senza dare nell'occhio e suscitare sospetti.
Saint-Beuve per la prima e unica volta nella sua vita si sente amato e il suo amore è contraccambiato; trae piacere e si sente bene in un corpo che fino a quel momento lo aveva condannato ad un'esistenza di solitudine. Anche l'essere Charlotte gli fa piacere, lo fa sentire più libero e a suo agio. Libero dai suoi obblighi e dagli impegni maschili.
Da parte sua Adèle ama Charlotte, che così impegnata nel cercare di far bene il suo ruolo femminile, è distolta dai discorsi importanti, ma per lei insopportabili, sulla poesia, la letteratura, e dalle infinite parole d'amore che le sono state riversate addosso e che inizialmente credeva rivolte a lei: purtroppo anche Charles continua a ripetergliele. E' stufa di parole, vuole sentire la concretezza delle cose, dei corpi che si toccano, che stanno vicini.
Il romanzo di Helen Humphreys getta uno sguardo diverso sulla biografia di due vite. Quella di Adèle, giovane donna con una vita davanti di ideali e di desideri, sposa e madre felice, immediatamente però delusa da un marito onnivoro a cui aveva pensato di affidare le sue ambizioni, confidando in lui per trovare la completezza del suo essere.
Quella di Saint-Beuve, amico fraterno di Victor Hugo, inizialmente travolto dall'ammirazione per l'uomo di cui sentiva forte la genialità, ma da cui presto lo dividono notevoli differenze di idee sulla scrittura, la letteratura, la ricerca poetica, sull'onestà di chi scrive e poi fondamentalmente sull'essenza e sulla condizione dell'uomo e della donna, in quell'epoca.
Con la fine della relazione, ritenuta da entrambi senza futuro, resteranno nei due amanti solo i rimpianti per la loro mancanza di coraggio e il troppo rispetto delle regole sociali. Ad Adèle resterà il dolore per avere sacrificato tutto per l'adesione di un ruolo di moglie e madre risultato negli anni fallimentare. Victor Hugo per il resto della sua vita avrà al suo fianco un'amante fedele e sottomessa. Leopoldine la loro figlia maggiore morirà in un incidente subito dopo le nozze, l'ultimogenita, Adèle, con lo stesso nome materno, avrà un futuro tragico rinchiusa per gran parte della sua vita nel manicomio di Parigi.
Il tema della letteratura e della poesia scorre lungo tutta la narrazione. Attraverso le parole di Saint-Beuve, la Humphreys ci racconta della sua esperienza di scrittrice e di poeta, della necessità dell'onestà del poeta nel dire la verità.' Truth, verità. E' questo che porterò sul mio corpo fino alla morte, questa singola implacabile parola. In inglese.'


27 dicembre 2011

 

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