GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 



Jennifer Egan


Il tempo è un bastardo

Minimum Fax 2011 euro 18

recensione di Silvana Ferrari

 

Quando si inizia a leggere il romanzo e si viene coinvolti inesorabilmente pagina dopo pagina, personaggio dopo personaggio, desiderando di poter continuare all'infinito a girare, entrando e uscendo, nel labirinto delle sue trame, ci si rende conto di come Il tempo è un bastardo - il titolo originale Visit from the goon squad (Visita a una squadra di teppisti) è forse più appropriato - ultimo romanzo di Jennifer Egan, abbia meritato ampiamente il Premio Pulitzer 2011 e tutta una serie di altri premi non meno importanti come il National Book Award.
E' suddiviso in tredici parti, tredici storie o tredici racconti, ognuna con una sua vita indipendente: di fatto alcune furono pubblicate prima della stesura definitiva del romanzo su riviste letterarie fra cui il New Yorker.
Ma non è questa struttura a renderlo insolito. Anche l'altro premiatissimo romanzo Olive Kitteridge di Elisabeth Strout segue la stessa modalità narrativa. Ciò che lo rende singolare e coinvolgente è che la scrittrice, creando una ventina di personaggi, li ha mescolati nelle sue storie giocando ad incastrarli come tessere di un puzzle, trasformandoli di volta in volta in protagonisti o semplici comparse, comunque sempre significative, di altre vicende in un intreccio dove le voci narranti si alternano e il tempo non segue nessuna linearità, ma salta avanti e indietro in una continua oscillazione dalla fine degli anni settanta ad un ipotetico anno 202…. Ce li mostra in un grande e ininterrotto flusso dagli anni dell'adolescenza, alla vecchiaia per passare a quelli della maturità e per poi ritornare zigzagando in qualche altro momento della loro vita. E ogni volta si aggiunge qualcosa di sorprendente e di inaspettato grazie al quale chi sta leggendo può facilmente e piacevolmente abbandonarsi al gioco creatogli dalla scrittrice, affidandosi ad un ordine e ad una logica che solo lei conosce e presiede.
Si può dire che la trama del romanzo abbia come punto di partenza e nucleo centrale un gruppo di ragazze e ragazzi adolescenti a S. Francisco alla fine degli anni settanta. Amanti della musica rock-punk, hanno costituito una band che nella sua breve esistenza ha cambiato nome almeno dieci volte e in cui i ragazzi suonano con vari talenti i pezzi di loro creazione. Nella musica riversano frustrazioni e sofferenze che nelle loro giovani vite già non sono poche, ma anche desideri di riscatto, di rivalsa e di cambiamento, senza tralasciare esperienze estreme di abuso di droghe e di sesso consumato e vissuto con la stessa frequenza ed intensità emotiva di una bevuta o di una sbronza.
Il soggetto del romanzo sembra girare attorno all'ambiente musicale-discografico e dello spettacolo in cui una massa molto varia di persone cerca una qualche via di realizzazione scontrandosi con inevitabili fallimenti e delusioni. Chi riesce a sopravvivere al pesante obolo pagato alle droghe parte da S. Francisco o da qualche altra zona meno famosa per sbarcare a New York in cerca di un lavoro, di un'affermazione trovando magari qualche volta il successo.
Bennie, uno dei due protagonisti, è uno di loro, suona malissimo il basso e pensa di sfondare nel mondo discografico. Lo incontreremo in vari momenti della sua vita - sia come personaggio principale che come semplice presenza o citazione o ricordo - prima a S. Francisco adolescente, poi a New York, uomo realizzato e di successo, e poi vecchio e dimenticato.
Troviamo Sasha, l'altra protagonista, nelle pagine della prima storia, nello studio del suo analista. Sta cercando di curarsi dal 'vizietto' di rubare; il suo è un gesto compulsivo, al quale non riesce a sottrarsi; ruba qualsiasi cosa la attragga in una specie di sfida per dimostrare la sua forza e la sua individualità; dopo il furto gli oggetti perdono immediatamente d'interesse e li abbandona in mostra su un tavolo del suo appartamento. Ha trentacinque anni ed è l'assistente di Bennie da dodici anni. La rivedremo, adolescente in fuga dalla famiglia, girovagare dai paesi dell'Oriente fino a Napoli; successivamente sarà una bimba timida e paurosa nei ricordi dello zio, una studentessa impegnata nella campagna democratica, amica di Drew e Rob, poi ancora madre di due figli e moglie di Drew.
In più Allison, figlia di Sasha, aggiunge un capitolo raccontando la storia della sua famiglia con un linguaggio del tutto innovativo.
A rendere irresistibile la lettura del romanzo è la bravura della scrittrice e la sua capacità di dare vita ai personaggi, di riuscire a renderli credibili e farli sentire presenti, vivi, anche quelli per così dire marginali. Con poche frasi, riesce a tratteggiare e rappresentare un universo di caratteri, un mondo di umanità delusa, che si sente fallita per i quali il tempo è un bastardo, ma lo è anche per chi l'obiettivo ritiene di averlo raggiunto.


Jennifer Egan è giornalista e scrittrice. Nata a Chicago nel 1962, ha vissuto a S. Francisco prima di recarsi in Europa e successivamente frequentare l'università. Ora vive con il marito e i figli a Brooklyn. Il tempo è un bastardo è il suo quarto romanzo, il primo pubblicato in Italia.


                                                                                           11 marzo 2012

 

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