GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 



Jenny Erpenbeck


Di passaggio

Zandonai 2011 - euro 13.00

recensione di Silvana Ferrari


In millenni la natura ha prodotto le sue trasformazioni; lo stesso hanno fatto gli esseri umani per piegarla ai loro voleri, in epoche più concentrate di quelle geologiche. Dal lavorio dell'acqua, della sabbia e del vento si è formato un lago situato fra le colline del Brandeburgo, in mezzo a pini, querce e ontani. Fra millenni sparirà come succederà alle opere degli umani, queste in tempi più celeri.
Sul lago, e oltre, sorge un'estesa e ricca tenuta che alla morte del proprietario sarà divisa fra le quattro figlie; alla minore, Klara, spetterà il bosco confinante in basso con lo specchio d'acqua.
I passaggi di proprietà e le trasformazioni apportate su quel pezzo di terra costituiscono il tema centrale del romanzo di Jenny Erpenbeck, quinto lavoro della scrittrice e regista berlinese, classe 1967, nominato alla sua uscita nel 2008, per il Deutscher Buchpreis.


Sul terreno l'architetto costruirà una casa, un luogo di villeggiatura dove nel corso di un secolo vi soggiorneranno i personaggi, i più vari, che, nella narrazione si succederanno senza un nome, identificati per la loro professione o per la loro condizione sociale o per la relazione con il padrone di casa del momento. Unico a fare da filo conduttore, presenza costante e testimone muto negli alterni passaggi, è il giardiniere di cui nulla si conosce, solo la sua estrema competenza e conoscenza su coltivazioni, piante, stagioni e segreti della natura.
Scorre un secolo di Storia che segna le vicende personali dei protagonisti: la Repubblica di Weimer, il Nazismo, la Shoah, la Seconda guerra mondiale, il Comunismo, il Muro di Berlino e la sua caduta. La casa sul lago nei loro pensieri, nei loro sogni, nei rimpianti, diventa il luogo, spazio di pace e di appartenenza. Anche se a tutti è chiaro che quel luogo chiamato 'casa', dopo gli orrori, dopo la distruzione delle loro e delle altrui vite, non esisterà più, se non come una nostalgia dell'anima.
Se è normale sentirsi stranieri in terra straniera, è doloroso diventarlo nella propria terra.
Romanzo affascinante, dove i temi del conflitto fra natura e esseri umani, natura e storia, Storia e vicende individuali, sono narrati con una scrittura che sa adattarsi alle esigenze della narrazione: si fa scientifica nel prologo e nelle descrizioni delle attività del giardiniere, intimistica nello svelare memorie e segreti dei personaggi, realistica nelle vicende storiche.


13 maggio 2012

 

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