GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 

 

Julia Strachey

Giornata ideale per un matrimonio

Bur Rizzoli 2012 - euro 11.00

recensione di Silvana Ferrari


Julia Strachey, nipote dello scrittore Lytton Strachey, scrisse a trentun anni questo suo primo romanzo. Era nata nel 1901 in India dove il padre era funzionario delle ferrovie dell' l'impero britannico. Il suo paradiso e sogno esotico si infranse all'età di cinque anni, quando la madre abbandonò la famiglia e lei si trovò ad essere affidata e cresciuta da una serie di parenti, zie e governanti. Il suo legame e il successivo breve matrimonio con lo scultore Stephen Tomlin ebbero come cornice la cerchia degli intellettuali di Bloomsbury a cui era legata da vincoli di parentela e soprattutto dai medesimi interessi artistici.
Il romanzo descrive il giorno del matrimonio di una giovane donna, Dolly, figlia della vedova benestante, signora Thatcham, in una fredda e ventosa giornata di marzo nella dimora di campagna della famiglia.
Dolly, ventitreenne, va in sposa a Owen, di otto anni più vecchio, dopo un fidanzamento di solo un mese. La coppia si trasferirà immediatamente in Sudamerica dove Owen assumerà un incarico presso l'Ambasciata.
Alla cerimonia è invitato Joseph, lo studente con cui si era accompagnata tutta l'estate precedente e con cui - a lei era parso - sarebbe potuto nascere un sentimento più profondo di quello fra semplici compagni di allegre scorribande campestri: l'incertezza, la paura del giovane avevano impedito che ciò accadesse.
Una scrittura volutamente leggera descrive con brevi ed efficaci frasi l'ambiente che in quella giornata, secondo i desideri della padrona di casa, dovrebbe risultare armoniosamente organizzato, mentre risente di tutta la concitazione, e le situazioni e i sentimenti personali dei singoli invitati che la scrittrice con raffinata e controllata ironia, racconta nei loro moti più intimi. Nella patinata eleganza dei toni delle educate e frivole conversazioni nulla traspare delle emozioni che ciascun personaggio sta vivendo. Se il dramma sotterraneamente provoca tumultuose reazioni in superficie pochissimo appare.
Nei dettagli qualche piccolo segno è evidente: negli ordini contradditori che la signora Trachtam dà alla servitù per la preparazione della colazione e del buffet e nell'assegnazione delle stanze agli ospiti; nella giornata troppo ventosa e fredda per le eleganti toilettes delle signore; nel colore poco appropriato delle calze di un ragazzino, nella macchia di inchiostro che simbolicamente cade sull'abito bianco della sposa.
Piccoli segnali di un disordine che si ricompone immediatamente: la cerimonia è celebrata, Dolly è sposata e tutto il resto va come deve andare.
Anche per lo sposo che scoprendo l'abbraccio affannato fra Dolly e Joseph fa finta di nulla.
Il romanzo ha una bella e dotta postfazione di Elisabetta Rasy.


17 marzo 2013

 

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