GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 



LILIANA RAMPELLO


SEI ROMANZI PERFETTI

Il Saggiatore 2014 euro 18

recensione di Silvana Ferrari



Ho iniziato a leggere i romanzi di Jean Austen quando ero adolescente e non ho mai smesso di farlo. Il divertimento, il godimento e il piacere durante la lettura, oggi come allora, restano inalterati. (E' cambiata in meglio la mia sensibilità nel cogliere le sfumature, la profondità e l'acutezza del suo pensiero).
So che di fronte a me scorreranno le stesse parole, le stesse trame, gli stessi personaggi, ma la vivacità ironica dei dialoghi, l'arguta descrizione dei caratteri delle protagoniste - la stessa cura vale per la folla dei comprimari -, lo scenario dei loro incontri - i balli, i salotti, le passeggiate - l'attenta analisi dei loro turbamenti sentimentali, delle loro emozioni, le solitarie riflessioni e rivelazioni, non smettono mai di stupirmi e di riempirmi di ammirazione per una scrittura capace di raccontarmi un mondo, il suo, insieme alla varietà di sentimenti che muove giovani donne e giovani uomini nelle loro scelte di vita. Un mondo e una società lontana da me due secoli che ha la potenza di riverberarsi nei miei pensieri e di trovare sintonie ed emozioni dentro di me.
La sua grandezza, almeno a mia conoscenza, non è sempre stata riconosciuta. Grazie al movimento femminista negli anni settanta, le opere delle scrittrici furono al centro di una serie di studi e di ricerche che permisero la riscoperta, la visibilità e valorizzazione di tante grandi autrici. Per il lavoro critico su Jean Austen indispensabili furono le pagine di Virginia Woolf, anch'essa riscoperta negli anni settanta , come lo furono anche quelle di Grazia Livi.
Il saggio di Liliana Rampello, il primo in italiano rispetto al copioso corpus in lingua inglese, ricostruisce tutta la produzione critica su Jane Austen, la sistematizza e pone le basi per nuove chiavi interpretative.
Liliana Rampello vede in Jane Austen la maestra di molte scrittrici e di molti scrittori per la sua originalità e la grande capacità di invenzione che non poggia su nessuna tradizione di scrittura femminile consolidata in precedenza.
Lo sguardo di Jane Austen rivolto al mondo maschile e agli uomini singolarmente non è interno al pensiero o al desiderio di complementarietà dei sessi, ma poggia sullo scambio: uno scambio simbolico che trasforma l'economia domestica - beni materiali e rendite - in economia delle relazioni umane. Non c'è posto nei suoi romanzi per l'emancipazione: l'uomo non è mai modello per l'altra. Se una donna, legata da un forte vincolo con un'altra donna, si innamora di un uomo, può amarlo senza perdersi e può anche imparare molto da lui.
I sei romanzi - Northanger Abbey, Ragione e Sentimento, Orgoglio e Pregiudizio, Mansfield Park, Emma, Persuasione - muovono le protagoniste in un lungo percorso di formazione che non si struttura secondo il canone della tradizione maschile come viaggio, avventura dell'io per il mondo, ma come trasformazione di sé in relazione con l'altro/altra. La formazione della protagonista è intesa come la necessità di acquisire capacità di giudizio sufficienti per scegliere liberamente un buon marito, di imparare a distinguere le varie forme dell'amore, di volere per sé la felicità di amare e essere amata. Una formazione come presa di coscienza dello stare al mondo, nel proprio mondo, in maniera appropriata. Nei suoi romanzi l'avventura non è mai il viaggio di scoperta - del resto le donne come lei, senza denaro né marito dove avrebbero potuto andare? - è la trasformazione di sé.
La grande invenzione di Jane Austen fu di fare della vita che accadeva attorno a lei o a lei stessa la propria formazione e il proprio racconto.
Le sue protagoniste sono sottratte al mondo patriarcale perché vengono accompagnate nel mondo da un'altra donna e da un'insieme di affetti che evita loro la solitudine e l'esilio nel mondo maschile, dando loro la forza di essere sempre loro stesse, fedeli a loro stesse, e nel rispetto di loro stesse. Quando questo non accade secondo Jane Austen siamo di fronte alla sciagura che per una donna vuol dire l'esclusione dal contesto sociale in cui aveva sempre vissuto.
Nei romanzi di Jane Austen non si sviluppa una trama in senso tradizionale del plot, ma essa si annoda e si snoda in una serie di conversazioni e di riflessioni fatte in solitudine o in presenza di un'altra/o. La conversazione, garbata, arguta, ironica, bisbigliata quasi di sotterfugio o scambiata ad alta voce fra convitati è la sua azione. Nei suoi romanzi non ci sono avventure, colpi di scena, ma la descrizione del quieto e banale avvicendarsi del quotidiano in una placida contea inglese, quello che lei conosceva.
Con una scrittura particolarmente felice Liliana Rampello ci conduce alla scoperta o riscoperta del mondo di Jane Austen, fa i rivivere i suoi personaggi, intreccia attorno alle protagoniste le sue riflessioni rendendocele attualissime e mostrandoci il percorso di maturazione che le conduce a diventare donne protagoniste dei loro destini.

                                                                       15 marzo 2015

 

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