GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 



Lindsay Faye


Il dio di Gotham

Einaudi 2012 euro20.00

recensione di Silvana Ferrari


Il romanzo di Lindsay Faye Il dio di Gotham include vari generi, il poliziesco, lo storico e quello di formazione; il risultato è una piacevole lettura grazie ad una scrittura fluida e alla stupefacente capacità di organizzare una trama complessa da parte di una scrittrice esordiente.
E' ambientato nell'estate del 1845 a New York: città caotica in continua e perenne espansione e trasformazione, che le ondate migratorie, invadendola in ogni dove, modificano nell'aspetto e nella struttura, spostandola sempre più ad occupare luoghi dove precedentemente si conduceva una tranquilla vita agreste.
L'atmosfera frenetica e concitata dei suoi abitanti, alla ricerca affannosa di come quotidianamente sopravvivere, è ben resa nella descrizione dei quartieri che fanno capo a Spring Street, alla Bowery, a Mulberry Street, la zona della punta sud di Manhattan, e dei suoi abitanti appartenenti alle varie etnie. Irlandesi che a centinaia al giorno sbarcano, cenciosi e affamati, spinti dalla recente carestia che colpisce la loro isola - causata dalla moria delle patate - per cercare un futuro diverso dalla morte, anche se forse più miserabile; tedeschi; nativi; neri che la conquistata libertà ha portato in massa in città, fuggendo dalla segregazione ancora vigente negli stati del sud.
La scoperta dell'omicidio di un bambino, collegato ad una serie di misteriose scomparse, e il successivo ritrovamento di altri corpi, inducono il capo della appena costituita Polizia Metropolitana - già invisa alla gran parte dei newyorkesi, considerato il loro manifesto senso libertà e desiderio di indipendenza rispetto ad ogni tipo di controllo - ad affidare le indagini al neopoliziotto Timothy Wilde che si distingue per le particolari doti di investigatore.
Il giovanotto che precedentemente gestiva una taverna e aspirava ad un futuro più salubre come piccolo proprietario terriero, si era ritrovato, dopo l'incendio devastante del luglio di quell'anno, senza lavoro e senza il gruzzoletto di dollari d'argento accantonati nella speranza di realizzare il sogno della sua vita: sposare la bella, intelligente e amatissima Mercy Underhill.
Timothy, legato da un ambivalente rapporto di odio e protezione nei confronti del fratello maggiore, Valentine, che vive spericolatamente ogni esperienza e relazione, accetta su suo suggerimento di diventare poliziotto, non per convinzione ma per bisogno.

Valentine da parte sua sta già sfruttando l'occasione politica della creazione del nuovo dipartimento di polizia per trarre vantaggi politici per sé e per il partito democratico, di cui è un grande sostenitore, e per assicurarsi, nel ruolo di neocapitano, una posizione che gli permetta di gestire i suoi traffici non sempre in odore di legalità.
C'è da dire che i sessanta agenti che formano gli effettivi della sesta circoscrizione della polizia di New York nel 1845 non si distinguono per l'aspetto di gentiluomini: sono un'accozzaglia di mezzi furfanti e furfanti belli e buoni che, senza alcun addestramento, devono pattugliare in turni di sedici ore al giorno le strade a sud del Greenwich Village affollate dalla più varia concentrazione di criminali e di poveracci esperti in ogni astuzia ed espediente pur di rimediare qualche centesimo. Vigilano su una città all'apparenza sempre sull'orlo di una rivolta civile, ma sempre capace di assorbire, come in un ventre profondissimo, tutti i rivolgimenti come le lotte dei nuovi immigrati per un posto nella catena della sopravvivenza e quelle dei residenti per mantenere quel poco precedentemente conquistato.
Le lotte e i pregiudizi fra le varie etnie e nazionalità sono rinfocolati dagli interessi politici e dai pregiudizi religiosi: protestanti contro cattolici, neri contro bianchi, democratici contro repubblicani e irlandesi contro tutti.
Fra questi un esercito di bambini e di ragazzini impiegati in lavori massacranti; alcuni, pur di sfuggire alla miseria e per un pezzo di pane, diventano pupattoli o pupattole nelle case di prostituzione; altri più lungimiranti, come gli strilloni di strada, formano bande organizzate con rigidissime regole interne da rispettare. Per tutti loro la probabilità di sopravvivenza è scarsa per mancanza di cibo, per gli ambienti malsani e la diffusione delle malattie, come colera, varicella e infezioni polmonari. A dieci-dodici anni gestiscono le loro vite come gli adulti, senza speranze e illusioni.
Mercy la fanciulla amata da Tim fin dall'infanzia, intelligente e colta, è l'angelo della carità per i più poveri e derelitti; incurante dei pericoli che corre frequentando le misere abitazioni infestate da topi, cimici e sporcizia, si dedica, non risparmiandosi, a soccorrere e a portare conforto e sollievo nelle loro vite. Il suo personaggio non ha solo il volto cristallino che ama mostrare: in lei un tenace desiderio di libertà e un'innata curiosità la spingono verso nuove esperienze, a misurarsi con nuove sensazioni, a sognare nuovi ambienti e paesi. Attraverso la scrittura di un romanzo riesce in parte a liberare la sua fantasia e a dar sfogo alle sue aspirazioni.
Il personaggio di Tim, al centro del romanzo, cresce insieme allo sviluppo della trama: una specie di cavaliere senza macchia né paura, roso all'interno da insicurezze e da un trauma che ha segnato fin allora la sua vita. Le scoperte a cui giunge, oltre la risoluzione del caso, coinvolgono la sfera degli affetti personali, Mercy e Valentine, due figure a cui dare il giusto posto nella suo futuro.
Il romanzo risulta molto coinvolgente fino a dopo la metà. Poi l'inserimento di altre situazioni, di ulteriori personaggi, per arricchire la trama e la suspense lo rendono di colpo eccessivamente costruito su una molteplicità di ipotesi, inganni, indizi fuorvianti, a scapito della chiarezza, della fluidità e della linearità della narrazione, che si appesantisce diventando meno credibile, poco realistica, distante dalla descrizione sociologica e storica che ben le fa da cornice.


17 febbraio 2013

 

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