GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 



Maggie O' Farrell


La mano che stringeva la mia

Guanda 2011 - euro 18.50

recensione di Silvana Ferrari


La vita di due giovani donne raccontata a distanza di cinquant'anni l'una dall'altra, negli stessi quartieri di Londra.
A metà degli anni cinquanta, Lexie, Alexandra, ha ventuno anni. Ribelle ai regolamenti è espulsa dall'università e, dalla campagna del Devon dove vive con la famiglia va a Londra, per lei luogo simbolo di libertà e di vita nuova.
Londra è una città che mostra ancora le tragiche ferite dei bombardamenti, ma la vita culturale è in pieno fermento. I locali di Soho, insieme a prostitute e a ubriaconi, sono frequentati da artisti come Francis Bacon, Lucien Freud e John Deakin. Si vive in un'atmosfera frenetica e Lexie vi si immerge trovandosi immediatamente nel suo ambiente. Dopo aver abitato per qualche tempo in un pensionato femminile, si trasferisce da Innes, con cui intratterrà una relazione sentimentale importante, che avrà la conseguenza di provocare la rottura dei rapporti con la sua famiglia.
Innes è un mercante d'arte, giornalista nonché appassionato editore di una rivista d'arte e di spettacolo di avanguardia, pensata, scritta e anche stampata da un gruppo di giovani intellettuali entusiasti. Nella redazione di Elsewhere, Lexie farà il suo apprendistato e, quando la rivista sarà costretta a chiudere, in seguito alla morte del suo proprietario, inizierà la carriera vera e propria di giornalista presso importanti testate, con una vita professionale piena e soddisfacente, costruita in totale autonomia e indipendenza, mentre più deludente e tragica sarà quella affettiva. Avrà un figlio che alleverà testardamente da sola, nonostante gli impegni della sua professione. Una vita breve, comunque: morirà in seguito ad un incidente in mare.
Elina vive in questo secolo a Londra. E' un'artista, viene dalla Finlandia e sta ottenendo i primi riconoscimenti grazie al successo delle sue mostre. Ha appena partorito, un parto difficile in cui ha rischiato la vita. Dal suo nuovo stato emerge disorientata: la fatica di essere madre, le paure e le insicurezze dei primi tempi, la perdita della libertà e, contemporaneamente, l'urgenza di non abbandonare per un solo istante il piccolo che ha appena messo al mondo. Ancora più spaesato di lei è il suo compagno, Ted, che sta vivendo la paternità con un misto di paure e di inadeguatezze. L'ansia è tale da provocargli una specie di regressione all'infanzia e il ritorno di certi particolari disturbi di cui aveva sofferto da bambino.
La narrazione procede alternando i capitoli in cui sono descritte le vite delle due giovani donne, che in comune hanno il desiderio di libertà, di realizzazione di sé, di indipendenza e di autonomia. Sono donne forti e di carattere, decise e chiare nei loro propositi e nelle loro scelte. Lo sono di meno gli uomini che saranno al loro fianco come mariti, amanti e compagni: impauriti e deboli di fronte ai desideri femminili, incapaci molto spesso di comprenderli.
Il legame fra le due esistenze sarà svelato ad un certo punto del romanzo, non senza sorprese, in un clima di suspence, quasi da thriller.
Ben scritto, con un intreccio coinvolgente e inusuale, è una piacevole lettura. Precisa la documentazione del periodo, basata su ricerche e testimonianze.
Maggie O' Farrell ha tratto l'ispirazione per i suoi personaggi da una mostra fotografica allestita a Edimburgo di opere di John Deakin nelle quali erano ritratti molti dei protagonisti degli anni sessanta-settanta.
Maggie O' Farrell di origine irlandese vive a Londra. E' giornalista e scrittrice e questo romanzo è il primo pubblicato in Italia.



12 aprile 2012

 

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