GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 



Margaret Drabble


L'ostacolo di Rosamund

Astoria 2012 euro 16.00

recensione di Silvana Ferrari


Margaret Drabble fu scoperta in Italia da Luciana Tufani che pubblicò per la prima volta le sue opere: La vita radiosa, romanzo del 1987, uscì nel 1998 e La cascata del 1969, lo seguì dopo due anni.
Ora Astoria, meritevole casa editrice che vanta un buon catalogo di scrittrici prevalentemente inglesi, pubblica L'ostacolo di Rosamund del 1965.
Margaret Drabble è scrittrice di numerosi romanzi, di due biografie e curatrice del Dizionario Oxford della Letteratura inglese, collabora a numerose riviste come critica letteraria. Vincitrice di importanti premi è stata ultimamente insignita della benemerenza di Dame Commander dell'Ordine Britannico. E' sorella minore della scrittrice Antonia Byatt.

Rosamund, la protagonista poco più che ventenne, proviene da una famiglia borghese di intellettuali dai radicati principi socialisti; allevata nel mito dell'autosufficienza e dell'indipendenza, si sente una donna emancipata, ma sente anche di vivere con non pochi problemi il rapporto con gli uomini quando, superata la fase di conoscenza superficiale, si entra nella sfera della sessualità e dei sentimenti. Nel profondo è vittoriana e come tale vive un'esistenza che lei definisce fra viltà e fiducia, cercando comunque di non farsi mai mancare la compagnia di amici e amiche, unica cosa di cui avverte l'estrema necessità e che sembra non scarseggiare nella Londra degli anni cinquanta-sessanta.
Le amicizie maschili se le gioca in una maniera del tutto particolare risultata, fino ad allora, funzionale al suo sentire: ad ognuno degli uomini con cui esce fa credere di essere l'amante di un altro. Così ha fatto anche con le sue ultime conoscenze maschili, Joe e Roger, fino al momento in cui è entrato in scena George.
Saranno sufficienti a spiegare i comportamenti successivi di Rosamund il senso di radicata inadeguatezza, la poca considerazione di sé, lo scarso valore attribuito al proprio lavoro - un dottorato sui poeti elisabettiani - ritenuto secondario rispetto ad altre ricerche letterarie, anche se ottenuto dopo una laurea in una prestigiosa università e l'insopprimibile sentimento di bastare totalmente a se stessa?
Rosamund considera le attenzioni di George, per il resto molto gradite, solo una sua forma di gentilezza: lui potrebbe trovare di meglio, lei pensa; di conseguenza la notte passata insieme, che l'ha resa insolitamente felice, la lascia muta, confusa, apparentemente fredda, incapace di trovare le parole per esprimergli i propri sentimenti.
Quindi non pare troppo strano che la scoperta, qualche tempo dopo, di essere incinta, non la spinga a cercarlo e a rivelargli il suo stato, come non rivelerà mai a nessuno l'identità del padre del bambino. George entrerà in un limbo di sue fantasticherie che non troveranno mai la strada per qualche anche pur minima realizzazione.
Chiuso con sofferenza il capitolo George, fra un'infinità di paure e di incertezze per il futuro e qualche dubbio se abortire, il sapersi incinta la mette in un'altra dimensione, le dà nuove prospettive, le apre una diversa coscienza di sé e della realtà delle persone che le stanno attorno. Concretezza e senso della realtà, importanza a cose che fino ad allora aveva sottovalutato, come i legami fra gli esseri umani, diventano i segnali del suo cambiamento, della sua partecipazione all'esistenza reale. Come la consapevolezza delle esigenze del proprio corpo, fino a quel momento ignorato, nell'osservanza dei rigidi principi con cui era stata allevata, è un'altra sua importante scoperta.
La brillante e colta Rosamund che evitava i legami stretti e seri, la ragazza ben educata allevata nella comprensione e nella compassione per i tristi destini altrui ma incapace di chiedere amore e amicizia, non è più libera: anche lei sente di soffrire per gli stessi dolori. E per lo stesso amore, per la figlia Octavia, il primo amore della mia vita.

Un bel romanzo sull'esperienza della maternità e sulla complessità dei sentimenti femminili rispetto a sessualità e amore, in cui non mancano acute e severe analisi sul pregiudizio anche da parte delle classi più colte rispetto allo stato di madre nubile e di figli illegittimi, nell'Inghilterra fra gli anni cinquanta e sessanta.

 

21 gennaio 2013

 

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