GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 


Maria Barbal

Come una pietra che rotola

Marcos y Marcos 2010 - euro 14.00

recensione di Silvana Ferrari

Come una pietra che rotola fu il romanzo di esordio nel 1985 della scrittrice catalana Maria Barbal, un grande successo nel suo paese con ben cinquanta edizioni grazie al passa parola, ora finalmente tradotto e pubblicato in Italia per merito della casa editrice Marcos y Marcos.


Vi è narrata la vita di Concepciò, Conxa, quinta figlia di sei fratelli di una povera famiglia contadina in un villaggio nei monti della Catalogna, nella prima metà del secolo scorso. La giovane, 'docile e assennata' a tredici anni, per le troppe bocche da sfamare, viene mandata a vivere dagli zii a cui mancavano figli e compagnia ma non lavoro e mezzi. Sotto il comando severo della zia, Conxa impara a sbrigare le faccende di casa, a lavorare nei campi e a occuparsi degli animali eseguendo tutto nel modo che le viene ordinato 'senza mai metterci un solo gesto mio che potesse apparire come una mancanza di rispetto ' e sottomettendosi, come tutti, alla logica contadina che prima vengono gli animali e la terra e poi gli esseri umani.
E' una vita faticosa di tanto e duro lavoro e di pochi svaghi, gioie semplici come i balli della festa del patrono alla fine del raccolto, la visita annuale dei cugini da Barcellona e qualche gita in montagna, in primavera e in autunno, per la raccolta dei funghi o il viaggio alla fiera di un paese vicino. Ma per Conxa è anche il periodo più felice della sua vita perché è segnato dal suo incontro con Jaume.
Jaume è allegro, pieno di vita, un modo di fare che la conquista immediatamente, che la fa stare bene togliendole paure e timidezza. Il loro matrimonio, sempre sotto il tetto e la tutela degli zii, è felice e reso ancora più sereno dal loro desiderio di pace e di tranquillità e dal piacere della nascita delle figlie, Elvira e Angeleta, a un anno di distanza l'una dall'altra e successivamente di quella di Mateu, parecchi anni dopo.
Jaume, però, non è un contadino abituato a guardare la terra e a sollevare gli occhi al cielo solo per stabilire quale tempo sarà favorevole alle coltivazioni: è un artigiano che per lavoro viaggia, gira per le cittadine e i villaggi vicini, incontra gente e ascolta le nuove idee che si stanno diffondendo nell'intero paese, idee repubblicane, di migliori condizioni di vita per i poveri e i lavoratori e di istruzione e di progresso. La breve stagione della Repubblica lo vede assumere il ruolo pubblico di giudice di pace del suo paese. Si era iscritto a Esquerra Repubblicana, il partito di governo della Catalogna, il cui presidente Lluis Companys 'era un uomo vicino alla gente che lavora e soprattutto alla gente che lavora la terra. Come noi.' Un breve e glorioso periodo di grandi e alte speranze che viene travolto dalla sanguinosa guerra civile in cui Jaume sarà fatto prigioniero e ucciso dai franchisti.
Quel senso di felicità che aveva riempito la vita di Conxa in quegli anni, facendole sopportare tante asprezze e umiliazioni, tanti sacrifici e amarezze, svanisce con la morte di Jaume. Un velo scuro cade su di lei come una nebbia: come sempre continuerà ad occuparsi dei figli, della casa, della terra e degli animali, ma tutto quello che farà sarà semplicemente cercare di far passare un giorno dietro all'altro lasciandosi condurre dalla vita, mentre i figli crescono, si sposano, andranno via dalla casa materna, e avranno figli a loro volta. Sarà comunque vivere senza vivere: sarà un'altra Conxa a farlo. E a sopportare anche malevolenze e sguardi cattivi, perché famiglie come la sua sono malviste, fatte segno di continui controlli e delazioni.
Conxa passerà gli ultimi anni della sua vita lontana dalla sue amatissime montagne, a Barcellona, in una portineria presa dal figlio, anche lei parte di quel processo di trasformazione della società che porterà migliaia di contadini a stabilirsi nelle città.
Scritto in prima persona, il racconto di Conxa si sviluppa in una forma semplice e diretta, come può essere la narrazione di una persona legata alle cose concrete e quotidiane della vita, alle sue piccole gioie, alle soddisfazioni vere ottenute dopo aver compiuto fino in fondo i propri compiti e doveri. L'esposizione dei suoi sentimenti è intensa e poetica: dall'ingenuità delle sue paure e timidezze, alla sua profonda passione d'amore, alla dedizione e l'affetto per i suoi familiari, fino alla straziante tragedia della morte del marito. E il suo legame con la terra, gli odori, i colori, gli animali, e le sensazioni di pace e di appartenenza ci inviano immagini e rimpianti di un mondo e di un ambiente perduti che ormai appartengono al passato.
Attraverso le vicende di Conxa, nella vita di una povera contadina non istruita, passa davanti ai nostri la storia tragica della Spagna del secolo scorso. Una vita che, come dice il titolo, gli eventi hanno trattato come una pietra, facendola rotolare da una parte e dall'altra di un lungo pendio, lasciandola poi sospesa in attesa di successivi sobbalzi.


 

23 gennaio 2011

 

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