GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 

 

MURIEL BARBERY

L'ELEGANZA DEL RICCIO


EDIZIONI e/o 2007. EURO 18.


Ricchi e poveri rappresentano due caste - una volta si sarebbe detto classi - i cui confini risultano assolutamente invalicabili, pena la morte.
Principio vitale per la sopravvivenza appreso sin dalla primissima infanzia da Renée Michel, portinaia del palazzo signorile sito al numero 7 di Rue de Grenelle a Parigi, dalla sua famiglia di miseri contadini prostrati dalle fatiche del lavoro, resi ottusi da un destino avverso e dall'irrimediabilità della povertà. Adulta, questo principio lo ha raffinato con l'esperienza, rendendolo una regola e una filosofia di comportamento. Da donna intelligente e povera sa che non ha molte possibilità; non avendo nessuna voglia di battersi in un mondo di ricchi deve camuffarsi, mostrarsi diversa da quella che è: 'Dovevo tacere ciò che ero e non intromettermi mai in quell'altro mondo'. Eccola allora portinaia in Rue de Grenelle rappresentare quello che i ricchi da lei si aspettano: una vedova di 54 anni, 'bassa, brutta, grassottella….. discreta, insignificante, raramente gentile, qualche volta bisbetica, sola con un gattone indolente: 'corrispondo perfettamente al paradigma della portinaia forgiato dal comune sentire'. E ancora, per una maggiore aderenza al personaggio, dall'atrio i condomini possono sentire i suoni tipici di un televisore perennemente acceso e pensarla 'stravaccata davanti all'apparecchio'. Dietro la guardiola, nella stanza in fondo, vive la sua esistenza vera, i momenti di vita più piacevoli del tempo libero. Renée Michel è un'autodidatta, grande e affamata lettrice con interessi in tutti i campi del sapere e una passione per la letteratura, in particolare per quella russa, non disdegna però i polizieschi, ascolta la musica e adora il cinema. Come tutti gli autodidatti di tanto in tanto è presa da momenti di inquietante insicurezza e da abissali dubbi sul suo sapere, ma la frustrazione diventa ogni volta immediatamente un'ulteriore sfida per aprirsi a nuovi e piacevoli momenti di conoscenza.
Nello stesso stabile, in uno degli otto lussuosi e vasti appartamenti, dall'altra parte della barricata, diciamo così, dall'altra parte del mondo rispetto a Renée, vive Paloma, adolescente dodicenne, infelice e in accesa rivolta nei confronti dei suoi ricchi genitori, dell'insulsa sorella maggiore e in generale del mondo degli adulti. E' molto intelligente, 'di un'intelligenza addirittura eccezionale', e poiché tale dote, nel mondo dei ricchi, costruito sulle apparenze, potrebbe venire continuamente mostrata e prematuramente sfruttata, lei la camuffa, facendosi passare per una ragazzina di medie capacità; amando la solitudine, il vivere in pace, preferisce 'nascondersi', sparire alla vista degli adulti, rintanarsi con i suoi 'pensieri profondi' e le sue riflessioni. L'osservazione severa del mondo degli adulti le ha tolto qualsiasi illusione e speranza sul suo futuro, perciò ha preso una decisione inderogabile: al compimento del tredicesimo anno, il 16 giugno, alla fine dell'anno scolastico, si suiciderà e contemporaneamente darà fuoco all'appartamento dei suoi genitori. Non del tutto convinta però del suo gesto, decide di tenere un 'Diario del movimento del mondo' in cui descrivere 'capolavori della materia, delle persone, dei corpi…degli oggetti' , qualcosa insomma di inequivocabilmente bello per cui valga la pena di vivere: 'grazia, bellezza, armonia, intensità'.
Come Renée vive invisibile nel mondo dei ricchi, Paloma passa le sue giornate e il suo tempo sotto lo sguardo indifferente dei suoi familiari e del mondo degli adulti; come l'altra anche lei è nascosta alla vista dei grandi, presi come sono dall'ossessione di vivere per raggiungere i loro traguardi che poi realizzati si rivelano vani come la loro esistenza. I familiari di Paloma sono dentro quella che lei definisce 'la boccia dei pesci': il padre ex-ministro della Repubblica, candidato alla carica di Presidente della Camera, una carriera ricca da deputato 'socialista'; la madre, donna depressa in analisi decennale e curata con psicofarmaci; la sorella Colombe studentessa alla Normale, brillante e senza cuore, in affannosa ricerca di identità, un futuro già tracciato come moglie di qualche altro ricco appartenente allo stesso ambiente.
Due personaggi simili, Renèe e Paloma, quasi speculari per la visione delle cose e delle persone, per la ricerca senza tregua del bello; due anime gemelle con medesimi orientamenti e propositi di esistenza, con lo stesso bisogno di dar senso alla propria vita, pur nella differenza di età e di esperienza.
Nei loro sporadici incontri non si riconoscono immediatamente, non percepiscono le loro singolarità: ci vorrà l'intervento del caso e del signor Ozu Kakuro, il nuovo inquilino del quarto piano, 'sulla sessantina, molto presentabile e molto giapponese', - uno che non si limita a passare, ma che si ferma a guardare le persone e che vede oltre le apparenze - a stuzzicare l'inesauribile curiosità di Paloma e a favorire il piacere reciproco della loro conoscenza.
C'è da dire però che qualcosa Paloma aveva intuito su Renée. Osservandola nota come si sforzi di apparire quello che non è, di entrare nel ruolo di portinaia, di sembrare stupida, mentre tutto da lei 'trasuda intelligenza'; in lei vede 'eleganza del riccio: fuori protetta da aculei, una vera e propria fortezza,' ma, 'dentro.. semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti'.
Anche Renée, quando veramente si accorge di Paloma, resta colpita: così discreta, poco appariscente da rendersi invisibile, sfuggente allo sguardo di chi non si sofferma ad osservare. Di lei coglie l'acutezza dello sguardo, il suo 'acume tagliente, una sagacia gelida', scambiata per riservatezza, ma anche tanta solitudine dietro ai suoi miseri sorrisi e ai suoi grandi occhi chiari.
Fra le due nasce un'amicizia fatta di gratitudine, di complicità e del piacere della reciproca compagnia, il vicendevole riconoscimento di due anime belle e gentili. Un'amicizia così radicale da indurre Paloma a ripensare e a rivedere i suoi propositi suicidi, così piena da spingerla a nutrire nuove speranze per il proprio futuro e che la induce a questo pensiero: ' in fondo la vita è così: molta disperazione, ma anche qualche istante di bellezza dove il tempo non è più lo stesso. …una specie di parentesi …, una sospensione, un altrove in questo luogo, un sempre nel mai.'
Un bel romanzo ricco di grazia, arguzia e ironia che esplora 'l'argomento degli argomenti', il senso della nostra vita, della vita di noi esseri umani, con leggerezza incantevole senza tralasciare riflessioni serie e fondate sul nostro modo di vivere e di pensare, sui nostri pregiudizi, sugli scopi o i traguardi che ci prefissiamo, sulle barriere alzate per dividerci e difenderci gli uni dagli altri, sulla nostra incapacità di vivere il presente perché sempre in fuga verso il futuro e su molte altre cose che caratterizzano il nostro quotidiano.
Muriel Burbery è nata nel 1969, è docente di Filosofia e L'eleganza del riccio è il suo secondo romanzo; in Francia il libro è un successo editoriale di pubblico e di critica, premiato tra gli altri con il Prix des Libraires 2007.

21 gennaio 2008

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