GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 



Nadia Terranova

Gli anni al contrario


Einaudi 2015 - euro 16.00

recensione di Silvana Ferrari

 

Ambientato a Messina, è la storia di due giovani, Giovanni e Aurora, che si trovano a partecipare ai movimenti giovanili del settantasette, a sentirne la grande forza di attrazione, a desiderare di esserne anche protagonisti, ma di fatto sentirsi solo delle comparse come lo può sentire e lo sa chi a Messina vive, dove da quei movimenti ci si sente solamente sfiorati, lontani dai luoghi dove la politica si fa effettivamente.
E' alla Facoltà di Filosofia che i due giovani si incontrano, si innamorano e condividono momenti esaltanti. Dentro di loro c'è un grande desiderio di far parte di quei movimenti che in tutta Europa stanno portando grandi masse di giovani nelle piazze mossi da un desiderio pressante di rinnovamento, di essere attori e attrici del cambiamento in una continuità generazionale con il '68.
C'è anche un potente desiderio di rompere con le tradizioni e con la famiglia di origine e prenderne le distanze per dimostrare la propria diversità.
Aurora viene da una famiglia più che tradizionale: il padre, direttore del carcere di Messina, è 'fascistissimo' - come lei lo definisce -, e non solo per la fede politica verso l'amatissimo e rimpianto duce ma per il potere assoluto che esercita in famiglia imperando incontrastato su moglie e figlie. Per Giovanni, con un padre noto avvocato comunista, il processo di separazione è più complesso e doloroso. Per lui si tratta di dimostrare puntualmente di essere ancora più a sinistra, in una lotta sfiancante di affermazione, comunque portatrice di notevoli frustrazioni.
Di fatto la distanza e la differenza dalla generazioni dei padri e delle madri non si realizza semplicemente perché la si desidera: è una trasformazione nella pratica dei comportamenti dentro ruoli che vanno a rompere quella continuità. Ma nella realtà delle loro vite Giovanni e Aurora si sposano, abitano una casa che arredano grazie ai loro genitori; hanno una figlia, Mara che crescono grazie all'aiuto delle loro famiglie e allo stipendio dalle supplenze di Aurora.
Dopo anni si rendono conto di quanto sia grande il divario fra le loro aspirazioni, le speranze e le aspettative sul futuro rispetto alla banale ma pressante quotidianità delle loro esistenze. Soprattutto per Giovanni è una catastrofe esistenziale che lo porterà alla droga, a tentare la via della lotta armata, anche qui - fortunosamente e inconsapevolmente - come comparsa. A vivere una vita da vinto.
La separazione diventa una conseguenza naturale e Mara l'unico loro contatto, la terza protagonista della storia, che crescendo fa i conti, dopo un decennio, con la sua nascita, la sua infanzia e le immagini e le fantasie di bambina sui suoi genitori, che man mano, maturando in consapevolezza, si trasformano diventando più fedeli alla realtà.
Nadia Terranova, nata nel 1978, è figlia di quegli anni e con urgenza li voleva ricordare.


Il romanzo nella sua forma definitiva è il frutto di un lungo lavoro che ha come primo nucleo un racconto successivamente arricchito nella trama e approfondito nei personaggi.
La scrittura, scorrevole e sintetica, ha il pregio di narrare quegli anni con la curiosità di chi vuole capirne le motivazioni, gli ideali e la caduta delle illusioni.


                                                                                        17 settembre 2015

 

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