GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 



Paola Soriga


La stagione che verrà

Einaudi 2015 - euro 17.00

 

recensione di Silvana Ferrari

Dopo il brillante esordio del 2012 con il romanzo Dove finisce Roma sulla storia di una giovane partigiana nella Roma dei quartieri periferici, sottoposti a rastrellamenti nazisti, Paola Soriga nel suo secondo romanzo racconta una storia contemporanea, quella di tre amici della sua generazione, tre sardi, che dopo gli anni dell'università passati in varie città sul continente, una serie di lavori e di esperienze vissute in altrettante città, pensano di ritornare a vivere sull'isola e, per varie circostanze, di andare ad abitare insieme.
La prima a prendere la decisione è Dora, voce narrante, che lascia l'amatissima e piena di ricordi di infanzia, Alghero, per un nuovo lavoro a Cagliari. Sarà seguita da Agata che abbandona Pavia, il lavoro e il gruppo di amici e colleghi che fin da giovane matricola di Medicina si era trovata a frequentare. Per ultimo le seguirà Matteo.
Dora, Sara e Matteo si conoscono dai tempi dell'università e ora, dopo che gli anni da quella stagione e dalle grandi idee e illusioni giovanili sono trascorsi, si ritrovano a riflettere sulle loro vite, gli amori o le illusioni d'amore, sui rapporti di amicizia e su quello che ancora la vita ha in serbo per loro e che sperano di ottenere.
Nelle riflessioni di ogni personaggio - perché Dora è voce narrante, ma anche testa pensante di ognuno di loro -, nei dialoghi che tutti e tre anche a distanza intrattengono, nel ritornare alle loro storie familiari e infantili, emergono le fragilità e le insicurezze di una generazione che ha visto diventare precario non solo il lavoro. Anche gli amori non hanno più le certezze di quelli dei loro genitori e le stesse città dove abitano non saranno certamente i luoghi definitivi in cui trascorrere le loro esistenze.
Un futuro incerto forse difficile, come il presente, che i tre protagonisti vogliono vivere e affrontare, magari sostenuti dalla reciproca presenza. Non sono dei codardi, non si tirano indietro rispetto alle delusioni e le crisi che accadono a loro come capitano a tutti. Devono vivere una vita che non è più sul solco delle generazioni precedenti - cosa che non è stata per nessuna generazione - ma su percorsi diversi, quelli che loro sceglieranno di seguire.
Il romanzo è ben scritto. La lettura scorre fluida resa interessante dai continui cambi dalla terza alla prima persona, un passaggio che avvicina i personaggi a chi legge senza disturbare la logica e la scorrevolezza della narrazione.

 


                                                                                          13 luglio 2015