GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 



Siri Hustvedt


L'estate senza uomini

Einaudi 2012 euro 17.00

recensione di Silvana Ferrari


Siri Hustvedt ha una scrittura solida e bella e un'ottima capacità di comunicare i suoi pensieri e le sue storie, come accade in questo suo ultimo romanzo, letto con grande e soddisfacente partecipazione fin quasi verso la conclusione.
E' narrata la vicenda di Mia, poeta e filosofa nonché sensibile e capace insegnante, che dopo trent'anni di matrimonio con Boris, valente neuro scienziato, viene lasciata per una donna più giovane e forse inizialmente più accomodante.
La trama e i soggetti protagonisti sono piuttosto comuni. L'uomo arrivato ad una certa età che si concede una pausa dalla solita routine della comoda e confortevole vita matrimoniale e la moglie, brillante e intelligente, che si ritrova a cercare di capire le ragioni mentre la sua vita affettiva viene distrutta e sentimenti di totale perdita di stima e di amore di sé la pervadono .
La trama e gli sviluppi sono senz'altro noti se non fosse per la narrazione sincera attraverso cui si snoda la vicenda personale di Mia. Prima il dolore per la perdita fino alla quasi follia, una specie di episodio psicotico; poi il suo lento ma deciso superamento, grazie all'aiuto dell'analisi e alla decisione di ritornare nei luoghi della propria infanzia e della giovinezza, presso l'anziana madre.
Un'estate senza uomini, in cui Mia ha la possibilità e le capacità di riprendere in mano la sua vita e di tessere una serie di importanti, ricche e generose relazioni. Con la giovane vicina di casa Lola, moglie non sempre convinta di Pete e madre della piccola e fantasiosa Flora e del piccolo Simon, di pochi mesi; con le anziane amiche e compagne della madre nella residenza per anziani in cui la donna si è rifugiata dopo la morte del padre di Mia: un'umanità piena di sentimenti, di voglia di vivere, di esperienza, ma anche di segreti e di passioni nascoste; con le giovani studentesse alle quali tiene un corso estivo di poesia: un gruppo di sette adolescenti, in cui, fra intrecci di relazioni piuttosto complicati, emergono meschine rivalse, feroci desideri di vendetta e di umiliazione delle altre.
Molto interessante la trama di rapporti e di eventi in cui Mia si trova a vivere, a volte non in perfetta sintonia, ma comunque sentendosi sempre al centro della propria esistenza: una consapevolezza di sé, un'aumentata fiducia sulle proprie capacità di provare e scambiare sentimenti ed emozioni con gli altri esseri umani; la piacevole scoperta delle sue doti di empatia, di tessere buone relazioni. Compresa quella con la figlia amatissima Daisy.
La delusione arriva alla fine, nelle ultime pagine del romanzo. Dopo tutto questo ricco e interessante percorso, la scrittrice ritiene opportuno far ritornare Mia tra le braccia del marito, che pentito dal suo gesto avventato - soprattutto perché la giovane donna a cui si era legato lo ha abbondantemente scaricato, trovandolo insopportabile -, le chiede opportunisticamente perdono, desideroso di tornare in fretta alla pace domestica così ben garantita dalla moglie amorosa e comprensiva.
Peccato. A Siri Hustvedt è mancata l'immaginazione di raccontare un finale diverso e di maggior buon senso.


16 ottobre 2012

 

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