GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 


ANNE CARSON


Antropologia dell'acqua
Riflessioni sulla natura liquida del linguaggio




Donzelli Editore 2010 euro 24


Anne Carson è nata a Toronto in Canada nel 1950. E' poeta e scrittrice di fama, raffinata studiosa e prolifica traduttrice dei classici latini e greci, specializzata in letteratura comparata. Di lei si hanno poche e stringate notizie: che è docente universitaria e che ha svolto la sua carriera presso prestigiose università nordamericane, che è autrice di poesie, di saggi di critica letteraria, di traduzioni dei lirici latini e greci e di racconti. In Italia fu pubblicato nel 2000 il romanzo L'autobiografia del rosso, presso Bompiani e ora fuori catalogo, sul mito di Gerione.
Il libro Antropologia dell'acqua costituisce la quinta parte di una raccolta dal titolo Plainwater: Essays and Poetry (1995); è un testo difficile da classificare: saggio, poesia, racconto, saggio sotto forma di poesia, diario di viaggio. Sono riflessioni sul linguaggio, sulla sua vita e il difficile rapporto con gli uomini: il padre, il fratello, gli amanti; una ricerca irriducibile della propria identità di donna nelle metafore dei viaggi e nei riferimenti continui con l'acqua.
Torniamo al titolo. L' Antropologia è una scienza di reciproca sorpresa. La scienza dell'incontro e non della scoperta. L'acqua costantemente raccontata nel testo è fluida, scorre, riempie i bacini, è contenuta, ma non può essere compressa e trattenuta come i rapporti con le persone e in particolare - per Susan Carson - con gli uomini.
L'acqua non è una cosa che puoi trattenere. Come gli uomini. Ho provato. Padre, fratello, amante, amici veri, fantasmi affamati e Dio, uno per uno tutti mi sono scivolati via dalle mani. E' il rischio con l'incontro con altre culture perché uomini e donne sono diversi, sono culture diverse: sto pensando che la differenza tra uomini e donne è un mare senza confini. E ancora : L'uomo è questo e la donna è quest'altro, gli uomini fanno questo e le donne fanno cose diverse, la donna vuole una cosa e l'uomo qualcos'altro e nessuno nei secoli sembra aver capito come questo dovrebbe funzionare.
Il sottotitolo, molto intrigante, riporta al linguaggio che come l'acqua scorre, ristagna, acquista significati continuamente diversi dai contenitori, chi parla e chi ascolta, acquista valore e lo perde secondo i contesti e le fasi della propria vita; ha fluidità, ha profondità. E poi tutte le forme in cui si declinano le parole: parole importanti come l'amore, il desiderio per le donne e gli uomini, il piacere: la natura ultima del piacere degli uomini non è come il piacere delle donne. E lo stesso accade per la parola amante.
La memoria dell'autrice va dal ricordo dell'insalata di parole che uscivano, senza controllo, dalla bocca del padre colpito da Alzheimer, parole non più trattenute come l'acqua che rompe gli argini e il cui significato per lui era in continua mutazione, alle parole degli amanti che con lei avevano intrattenuto relazioni considerate importanti per arrivare a chiedersi, in una notte in tenda con il compagno di viaggio sotto le stelle del Colorado, e allora perché sono così profondamente sola?

 

8 marzo 2011

 

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