GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 

 

ANNE TYLER

RAGAZZA IN UN GIARDINO
GUANDA 2008 - EURO 16.50

recensione di Silvana Ferrari


La ragazza in un giardino è il quarto romanzo di Anne Tyler pubblicato nel 1972 e ora edito in Italia.
Ambientato negli anni sessanta a Baltimora - città in cui l'autrice vive - e in North Carolina - dove è cresciuta -, sembra preludere e in un certo modo preparare quell'atmosfera di cambiamento che presto attraverserà gli Stati Uniti e il mondo, anche se il contesto, come per tutta l'opera narrativa della Tyler, non è il mondo, il paese, lo stato ma le piccole entità quali le famiglie e gli individui che le compongono.
Protagoniste sono due donne: la signora Emerson, una matriarca ricca ed eccentrica e una giovane donna Elisabeth Abbott che per originalità non le è da meno.
Elisabeth ha 23 anni, ha deciso di prendersi una pausa dal college e di lasciare la famiglia, il padre rigoroso pastore battista, la madre una figura attiva, sempre in movimento per gli altri, accudente e pratica, e la sorella novella sposa felice. Intende abbandonare il luogo del buon senso, delle buone azioni, dove tutto è fatto nel modo giusto e secondo le regole della rispettabilità, secondo formalità con cui lei ha poco in comune a partire dal senso pratico, dai comportamenti tendenti più verso il bizzaro che la normalità e dall'abbigliamento privo di qualsiasi vezzo estetico. Viene da Erlington, nel North Carolina, un paesino difficilmente rintracciabile sulle carte stradali; per campare fa piccoli lavori, trovati sulle bacheche delle stazioni o dei negozi, dai quali viene dopo qualche tempo licenziata, senza che lei se la prenda. Arrivata a Baltimora per un lavoro di baby sitter, ma lei non ama i bambini, accetta di fare 'l'uomo tuttofare' per la signora Emerson, rimasta da pochi mesi vedova.
Gli Emerson sono una ricca e numerosa famiglia di Baltimora, il marito era un brillante uomo d'affari e la loro casa, situata a Roland Park, in un quartiere residenziale, è grande e ora sembra aver esaurito la sua funzione, 'la propria utilità', visto che i suoi occupanti, tranne la signora Emerson, divenuti adulti, l'hanno abbandonata per seguire le loro ambizioni, i loro desideri, le loro passioni.
La vecchia casa necessita di una continua manutenzione ed Elisabeth si scopre un particolare talento, 'un'ottima manualità', per aggiustare, sistemare, riordinare le cose, curare il giardino e le piante, rattoppare vecchie magagne e coprire antiche crepe.
Anche la famiglia oltre la casa necessita di opere di cura e sembra che la presenza di Elisabeth funzioni da catalizzatore per i giovani Emerson facendoli tornare in famiglia a trovare più spesso la madre.
Elisabeth, una persona che sta sulle sue, che poco comunica quello che prova, una taciturna, come la definisce la signora Emrson, di colpo viene a trovarsi in mezzo alle nevrosi e alle stranezze dei fratelli Emerson: tre figlie, Mary, Margaret e Melissa, tutte fuggite di casa per sposarsi o per realizzare i loro sogni di celebrità, e quattro maschi, Matthew il maggiore, Andrew e Timothy, i gemelli, Peter sotto i venti anni ancora al College. Figli lontani dalla madre e che evitano la reciproca compagnia. 'Non potrebbero essere più felici i miei figli?'. Si domanda spesso con preoccupazione la signora Emerson.
Particolarmente intenso e insolito il legame che nasce fra le due donne, l'anziana e la giovane, che per carattere, modi di vivere e pensare si trovano invece agli antipodi. Entrambe indipendenti, con caratteri forti sembrano trovare piacere nella reciproca compagnia, anche se da parte della più matura, per esperienza di vita, non mancano frequenti rimproveri, rimbrotti e osservazioni, e molto spesso anche consigli su come comportarsi, vivere e non sprecare la propria vita, non gettare al vento le proprie possibilità, tutte cose che Elisabeth ha già mal digerito e scartato quando erano dette dai suoi genitori.
Elisabeth, da parte sua, in quella casa, in compagnia dell'anziana signora si sente in pace, ha un ruolo, non è più la 'pasticciona imbranata a cui cadevano sempre di mano oggetti preziosi', è utile e importante almeno per 'quell'unica persona che faceva affidamento su di lei'.
L'evolversi del rapporto di Elisabeth con gli Emerson ad un tratto ha una sospensione, un blocco: forse non sempre è possibile aggiustare le cose, mettere insieme i pezzi, recuperare meccanismi o macchine malfunzionanti. Un fatto tragico pone tutti i protagonisti di fronte all'inevitabilità di certe rotture, all'irreversibilità di certe spaccature.
Dopo cinque anni dall'inizio - questo è l'arco temporale del romanzo -, il racconto torna nella vecchia casa in cui ritroviamo alcuni dei personaggi già noti che hanno intrecciato nuovamente relazioni, forse aggiustando vecchie rotture e accettando di continuare a vivere insieme anche dopo eventi drammatici.
Anne Tyler, di cui sono un'assidua lettrice, costituisce una continua scoperta per la capacità narrativa, per l'abilità nella costruzione delle trame e per l'originalità delle stesse. Lo sguardo volto verso le cose quotidiane, i fatti e i dolori della vita, all'apparenza sembra leggero, teso a osservare solo le piccole increspature sulla superficie delle esistenze, ma è solo una finta leggerezza che nasconde una forte introspezione e analisi nel sondare e nel ricostruire la complessità e la ricchezza degli esseri umani.

26 agosto 2008