GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 

 

Antonia Byatt
Una donna che fischia


Einaudi 2005 -18.50 Euro

di Silvana Ferrari


E' il quarto e conclusivo romanzo del ciclo iniziato con La vergine in giardino, proseguito con Natura morta e La torre di Babele.

Il titolo deriva, lo dice la scrittrice in un' intervista rilasciata l'anno scorso in occasione del Festival della Letteratura di Mantova, e lo si legge nella prima pagina del romanzo, da una filastrocca che la nonna spesso le ripeteva: ' Una donna che fischia e una gallina coccodè - dice l'uomo - non piacciono né a Dio né a Me'.
Ma le donne fischianti nel racconto che Agatha inventa ogni domenica per la figlia Saskia e per Leo, figlio di Frederica, sono donne ricoperte da piume di uccello, in grado di volare e divenute tali in seguito ad un incantesimo, a cui ricorrevano per uscire dal regno chiuso in cui le avevano costrette gli uomini, che invece potevano andare ovunque e assumere sembianze di ogni tipo. Le donne volevano la libertà che dava la velocità, assaporare il pericolo, il buio, il mondo di fuori, ma cacciate dalla loro terra sono diventate fischianti perché nessuno riesca a capire le loro parole.

L'opera è molto complessa e ambiziosa: fornisce un quadro, in movimento continuo, della società inglese dagli inizi degli anni '50 fino alla fine degli anni '60.
In particolare il quarto volume, strutturato su vari livelli di scrittura, come Byatt ama abitualmente presentare il suo pensiero, si muove combinando le storie degli innumerevoli personaggi al dibattito culturale che coinvolge scienze pure, applicate, scienze sociali e umane nello studio sulla struttura delle cellule cerebrali, sulla memoria, sulla chimica del pensiero, la meccanica dell'immaginazione e l'intelligenza artificiale.
E non esiste solo il mondo delle idee: contro la previsione di un futuro catastrofico agiscono i movimenti pacifisti ed ecologisti; in opposizione alla cultura accademica elitaria nascono i movimenti degli studenti con l'Antiuniversità; contro il determinismo scientifico e il razionalismo che tutto vuole spiegare e comprendere fioriscono, per trovare risposte al desiderio umano di spiritualità, le sette religiose.
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Frederica Potter è la protagonista e la figura di collegamento dei quattro romanzi, tenendo le fila di una schiera di personaggi frutto di relazioni amicali, parentali, sentimentali che con lei, nascono, s'intrecciano si sciolgono e finiscono. E' vissuta da quasi tutti i suoi conoscenti come una donna antipatica, sicura di sé e aggressiva.

Jacqueline, l'altra donna emergente in questo romanzo, la vede come una che 'già a scuola sapeva che sarebbe diventata qualcuno, avrebbe attirato gli sguardi, sarebbe stata baciata dalla fama, riconosciuta per strada' . Una che 'aveva voluto ogni cosa: l'amore, il sesso, la vita della mente. Aveva provato il matrimonio, aveva avuto Leo, e guadagnava quanto bastava per vivere'.

Jacqueline, come Frederica è una donna ambiziosa, ma di sé ha, invece, un'idea di 'creatura minore', 'più schiva'; è consapevole però della forza inesorabile della sua curiosità e del suo desiderio di conoscenza che la spingono a anteporre le sue ricerche sulla neuroscienza, a una vita piu convenzionale con marito e figli. Per essere se stessa e non scissa da sé, alla fine maturerà la decisione di vivere esclusivamente per il lavoro, scelta che le comporterà una solitudine affettiva di cui è dolorosamente cosciente come è cosciente che nel mondo degli uomini, per andare avanti, ha bisogno di non dare nell'occhio.

Riflettendo su entrambe, Frederica vede lei e Jacqueline, appartenere 'a un mondo nuovo di donne libere, donne con reddito, un lavoro che avevano, una vita della mente, sesso come e quanto piaceva loro'.
La sua modernità Frederica la rivela anche quando abbandona l'insegnamento della sua amatissima letteratura inglese, lanciandosi nel mondo televisivo, così snobbato dalla sua cerchia di conoscenze intellettuali, intuendone tutte le potenzialità: '……ho capito che non voglio stare in un dipartimento d'inglese, inchiodata alla letteratura inglese……ho capito che il mondo stava diventando più grande. Vedi, le nuove metafore, quelle che contano oggigiorno, stanno in quella scatola. Le guerre sono in quella scatola, e anche le religioni e la persuasione, esattamente come un tempo erano nel Paradiso perduto, ma infinitamente di più.'

Byatt, da scrittrice geniale e sapiente, tratta, mette in scena, illuminando tutta questa complessità come una maga che vuole scoprire e capire il mondo che la circonda.


La scrittrice si fa scienziata e come tale analizza, descrive con precisione e con distacco lo stato dei rapporti fra gli esseri umani, e in particolare, quello fra uomini e donne, altrettanto complesso, o forse di più, del mondo delle idee.
Fa dire a Luk Lysgaard-Peacock, biologo e studioso del comportamento sessuale, nella sua relazione al Convegno 'Corpo e Mente': Nella società umana, ci sono vincitori e perdenti. I perdenti sono le femmine. Gli esseri umani hanno organizzato le cose in modo che le donne siano oppresse dagli uomini e i bambini da entrambi. Tuttavia se si considera la vita umana nella sua globalità, direi in definitiva, che i perdenti sono i maschi ridondanti. Basta considerare la differenza fra i sessi nelle statistiche delle malattie in generale, e delle morti a tutte le età.'

Come romanziera, visto che gli scienziati non riescono a trovare le parole e il linguaggio per spiegare le loro scoperte, cerca di colmare il divario di conoscenza fra scienza, e il mondo delle persone. Perché lo fa? Perchè non si limita a raccontarci quelle sue storie che tanto amiamo e per le quali è divenuta famosa?. Perché, come dice Frederica, 'voglio pensare. Chiarezza. Curiosità. Curiosare, curiosare.' Byatt è mossa dalla curiosità, dal desiderio di capire, dal piacere di sapere, non teme di interferire in competenze di altre discipline, ha scoperto la potenza che ha 'la disposizione delle parole in un ordine, per creare mondi, per creare idee.'e la usa con maestria e signoria.

Che dire del finale un po' 'happy end', con una visione decisamente ottimista del futuro che si presenta davanti ai due innamorati, Frederica e Luk? Ha voluto forse dare un contentino a noi inesauribili romanticone? E ascoltando Frederica concordiamo con lei quando dice: 'Cos'è una fine vera ? La fine è sempre la parte più irrreale…..'


30 giugno 2005