GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 



Chiara Gamberale


Le luci nelle case degli altri

Mondadori 2010 - euro 20.00

recensione di Silvana Ferrari


Bel titolo per l'ultimo romanzo di Chiara Gamberale. Immediatamente ci riporta a fantasie che, penso, tutte/i qualche volta abbiamo avuto osservando le luci degli appartamenti nelle abitazioni di fronte, e alle conseguenti riflessioni e curiosità sulle vite degli altri.
Il romanzo è una favola moderna nello stile, nel soggetto e nella trama, e come tale lo leggiamo senza porci molte domande sulla sua costruzione logica.
Mandorla, è una bambina di sei anni rimasta improvvisamente orfana della madre, Maria, morta in un incidente stradale; non ha mai conosciuto il padre, sapendo di lui solo le poche cose raccontatele dalla madre. Ad esempio che il padre era un astronauta che stava sulla luna e che quindi non poteva vivere con loro, ma lo potevano salutare ogni sera dal balcone di casa. Maria, in una lettera affidata alla bambina, fornisce qualche indicazione in più: il padre è uno degli uomini del condominio di via Grotta Perfetta 315, una palazzina che lei amministrava come dipendente dello Studio Amministrazioni Poggio Ameno, quartiere residenziale alla periferia di Roma.
Da questa rivelazione-bomba prende l'avvio la storia, un po' incredibile ma comunque godibilissima, di una bambina orfana, accudita e cresciuta in una specie di famiglia allargata.
I condomini convocati urgentemente in assemblea decidono di mantenere il segreto, per paura e comodità, sull'identità del padre e di occuparsi a turno di Mandorla. La versione ufficiale è meno ipocrita: poiché tutti nella palazzina erano molto affezionati a Maria, una donna gentile che effettivamente si faceva voler bene, si ritenevano impegnati e consideravano un privilegio occuparsi, prendendosi direttamente cura della sua bambina.
Un artificio letterario grazie al quale la scrittrice ci apre sul mondo di un gruppo di famiglie della media borghesia: occhi innocenti penetrano nella loro quotidianità, osservando dinamiche, le varie psicologie dei personaggi, facendo emergere segreti, paure e insicurezze.
Entriamo in casa di Tina Polidoro, la maestra di una certa età che per prima si occupa di Mandorla. E' paziente, sempre disponibile e attenta ai bisogni degli altri, quindi la più indicata a prendersi cura della bambina nei suoi anni infantili. Ma quella è, come si scoprirà per gli altri abitanti, una facciata di convenzioni che nasconde una signorina Tina, paurosa, sola senza nessuno a cui fare riferimento, parenti o amicizie che siano, chiusa in un mondo di fantasmi che nelle ore notturne lei resuscita per dare senso al suo vivere.
Man mano che Mandorla cresce veniamo a conoscere le altre famiglie ospitanti: Samuele e Caterina Grò e il loro figlioletto Lars: lui un narcisista tutto preso dal sogno di diventare un grande regista, lei, avvocato, donna pratica e determinata con i piedi per terra che regge il peso della famiglia; la coppia gay, Paolo De Santis e Michelangelo Arca, molto squilibrata per i caratteri dei due componenti, ma sempre in grado di ritrovare un equilibrio giusto per la convivenza; i tormentati e nevrotici Lorenzo Ferri e Lidia Frezzan, lui scrittore, lei giornalista e presentatrice radiofonica, portano avanti una relazione decennale, da loro considerata senza impegni, poichè incapaci e timorosi di dichiararsi esplicitamente che il legame che li unisce, anche se complesso e difficile, è amore. Infine all'ultimo piano la famiglia perfetta, i Barilla: l'ingegnere Barilla, la moglie Carmela e i due figli Giulia e Matteo. Anche di loro gli occhi innocenti e fiduciosi di una Mandorla ormai adolescente, riveleranno strani e delicati equilibri, molti segreti e sotterfugi e cose non dette insieme anche a sentimenti veri e forti, come attenzione, sostegno, affidabilità.
Alternando narrazione oggettiva all'io narrante di Mandorla, l'introduzione di continui flashback alla rappresentazione del presente, il romanzo scorre con una scrittura scattante, rapida, immediata, visivamente lucida e in grado di gestire una trama complessa, ricca di personaggi dai caratteri ben delineati e dettagliati. Su tutti emerge Mandorla, quasi una fatina con la sua presenza positiva nelle vite degli altri, ma anche una giovane adolescente tormentata che nasconde le sue paure infantili recitando parole, in una serie di poesie che come un mantra dovrebbero calmarla e darle più sicurezza. Una bambina gentile e educata, che ha copiato il meglio degli adulti fino al momento di una sua giusta e sana ribellione quando arriva a scoprire la verità.

                                                                                          24 marzo 2011

 

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