Grandi lettrici crescono

 


 

SUSAN GLASPELL

- UNA GIURIA DI SOLE DONNE -


SELLERIO EDITORE - 2006 - EURO 6

di Silvana Ferrari


Alla casa editrice Sellerio va il merito, con la pubblicazione di questo splendido piccolo libro, di introdurci alla conoscenza della scrittrice e drammaturga americana Susan Glaspel.


Nella utile e documentata postfazione, Gianfranca Balestra ci fornisce, oltre un commento critico al testo, la biografia e altre notizie sulla scrittrice, vincitrice per il teatro, nel 1931 del Premio Pulitzer e poi entrata nell'oblio fino alla sua riscoperta, grazie agli studi della critica femminista, negli anni settanta.
Nata nel 1876 nello Stato dello Iowa, dopo la laurea lavorò come giornalista a Chicago e a New York, impegnandosi come attivista nei movimenti per i diritti civili delle donne. Fu fondatrice di una compagnia teatrale di avanguardia per la quale scrisse i suoi testi teatrali.
Nel 1916 scrisse e rappresentò il dramma Trifles (Inezie) che poi divenne il racconto Una giuria pe sole donne. Con il dramma Alison's House, che ha come protagonista Emily Dickinson, fu premiata nel 1931 con il Pulitzer. La sua opera non si limitò alla produzione teatrale, scrisse numerosi racconti e romanzi. Una giuria per sole donne è quello più studiato e antologizzato, dopo la sua riscoperta e valorizzazione. Morì nel 1948.
Una giuria per sole donne è un racconto perfetto nella scelta dei tempi e degli spazi, per i movimenti dei personaggi, per i dialoghi, i silenzi, gli sguardi scambiati e per la storia raccontata così concentrata e densa, e così simbolica delle relazioni vissute fra donne e uomini.
E' anche un racconto poliziesco per una serie di caratteristiche che attingono al quel genere: il delitto, l'indagine, la ricerca delle prove e del colpevole da assicurare alla giustizia, ma poi da questo si allontana perché mette in luce altri meccanismi e relazioni che sono più tipici del dramma. Lo spunto, per la trama, Susan Glaspel, lo trasse, da un episodio effettivamente accaduto, ai tempi in cui faceva la giornalista e che aveva personalmente seguito.
In una fattoria isolata della campagna americana, nella contea di Dickson, si vengono a trovare il pubblico ministero, signor Henderson, lo sceriffo, signor Peters, e l'uomo, signor Hale, che passando a trovare il suo vicino, signor Wright, lo aveva trovato morto nel letto con un cappio attorno al collo. Insieme ai tre uomini, ci sono anche due donne, la moglie dello sceriffo, signora Peters e la signora Martha Hale, moglie del vicino, la cui presenza era stata richiesta per raccogliere qualche indumento e le poche cose necessarie da portare alla signora Wright, in carcere come unica indiziata per l'omicidio del marito.
Mentre gli uomini si aggirano nella fattoria alla ricerca di prove e soprattutto di un movente, -salgono al piano superiore, nella camera da letto, vanno nel granaio, il tutto rumorosamente e commentando rozzamente e sprezzantemente le osservazioni e i discorsi delle mogli, - le due donne nella squallida e fredda cucina, attraverso una serie di indizi, ricostruiscono la solitaria e triste vita domestica della signora Wright, in quella fattoria isolata, senza il conforto di qualche parola scambiata, oberata da pesanti lavori e come unico passatempo la confezione di un quilt con gli stracci e la compagnia di un uccellino. La sua gabbietta rotta e il suo cadaverino con il collo spezzato vengono scoperti dalle due signore e le prove subito nascoste, in una immediata comprensione della tragedia scoppiata fra quelle misere mura. Con una complice intesa di sguardi decidono, prima in modo incerto, ma poi con più convinzione, di tacere divenendo, dopo aver condotto l'investigazione, i giudici, della signora Wright, in un tribunale formato da una giuria di sue pari, ( A jury of her peers è il titolo originale) arrivando all' assoluzione dell'imputata, in un sentimento di solidarietà e sorellanza.
In un moto di sincero rammarico e dispiacere, la signora Hale dice: 'Sa cosa vorrei davvero,signora Peters? Essere venuta, a trovarla, ogni tanto. Vorrei proprio …averlo fatto'.
Con la mente tornando alla ragazza che un tempo era stata, quando ancora si chiamava Minnie Foster, ' piena di vita, una ragazza di città che cantava nel coro. Ma questo…beh, succedeva venti anni fa'.

24 marzo 2006