GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 

 

SHIRLEY HAZZARD

IL GRANDE FUOCO

EINAUDI 2005 - Euro 18


Shirley Hazzard mi era totalmente sconosciuta fino alla lettura di un'entusiastica recensione di Sergio Pent, apparsa sull'Unità dell'8/8/2005, del suo ultimo romanzo, vincitore nel 2003 dell'American National Book Award.

Di S.H. continuo ancora ad avere poche notizie: nata in Australia nel 1931, figlia di diplomatici, ha molto viaggiato; ha scritto numerosi romanzi e racconti di cui tradotti: Il passaggio di Venere e Green a Capri editi da Archinto.

Il grande fuoco è un romanzo bello con una scrittura densa ma sommessa e trattenuta nel raccontare passioni e tragedie.

E' ambientato principalmente fra la Cina e il Giappone, nel periodo immediatamente successivo alla Seconda Guerra Mondiale, nel 1947.

Fra Cina e Giappone si muove un gruppo di personaggi che, anche dopo la fine della guerra, continua a vestire divise militari e compiere missioni per i loro Governi - inglesi, americani, australiani -; pur consapevoli che tutto sta cambiando nell'ordine mondiale e anche nelle loro vite, essi continuano a vivere, quasi per inerzia, nello stato precedente, totalmente indecisi sul da farsi.
Hanno combattuto dalla parte giusta, ma essere vincitori non è facile; hanno riportato ferite fisiche e psichiche incancellabili; alcuni sono diventati adulti nella guerra, ma il tempo del ritorno alla vita civile viene dilazionato: prendere altre decisioni necessita energia e forse il dolore, l'orrore precedentemente vissuti, la morte e le perdite subite non sono così facilmente scaricabili. Sono dei sopravissuti e devono decidere se restare tali o cominciare nuove esistenze.

'Dopo tanta morte, la necessità di ridare un senso alla vita era ormai urgente e angosciosa'.
Questo pensa Aldred Leith sul treno che lo sta portando in Giappone, dove svolgerà una ricerca sugli effetti della bomba atomica, dopo due anni trascorsi in Cina, in cui ha documentato i cambiamenti di quella società in transizione, registrando, come in un archivio storico, quello che sarebbe scomparso.

L'incontro con Helen e la sua conoscenza danno consistenza alla sua urgenza.

Amore è il sentimento, completamente ricambiato, che prova per lei e fiorisce insieme all'amicizia per il fratello Benedict. I due giovani, figli dell'amministratore militare dell'isola di Kure, destinatagli come base, diventeranno i suoi inseparabili compagni di lunghi pomeriggi di letture, gli ascoltatori attenti dei suoi ricordi e delle sue dolorose esperienze di guerra. Sarà il loro mentore, il loro insegnante, colui che riempirà con le sue storie le loro vite isolate. Condividerà con loro il dolore per il lento e ineluttabile cammino verso la morte di Benedict, affetto da una grave e incurabile malattia.

Di Helen ama la giovinezza, quella leggerezza ' anteriore all'esperienza'; la sua bellezza di creatura 'uscita da una fiaba'; il suo modo di guardarlo ' come nessuno fa da anni e forse nessuno mai ha fatto'. Con lei vuole condividere la sua vita.

Inizialmente sente impossibile la relazione, teme per la giovane età di lei, che non conosce se stessa, per la loro differenza di età, non si vede come seduttore, però dopo essere scampato ripetutamente alla morte si scopre 'addosso il desiderio di vivere una vita piena; che per lui significava con lei'.

Aldred Leith ha trentadue anni, un matrimonio di guerra, risolto con un divorzio alle spalle, è pluridecorato - un eroe -, è consapevole e grato di questo sentimento che lo fa fremere di gioia di vivere, sente la necessità dell'amore e, come innamorato, è cosciente di quanto sia facile perdere l'occasione dell'amore: questa verità sarà la chiave di volta che lo libererà da tutti gli scrupoli e gli farà vivere pienamente la sua passione.

Parlando d'amore si parla di relazioni fra uomo e donna, ma anche fra relazioni fra uomini e donne e con loro stessi e loro stesse.

La novità che ho trovato nel romanzo, è l'ammissione della necessità dei sentimenti da parte degli uomini; il far dire ad un uomo che, per lui, il sentimento d'amore è indispensabile.

Inoltre, il dettagliare con precisione i sentimenti, i modi di essere, i pensieri, le considerazioni che sono ascrivibili al genere femminile e a quello maschile, dimostra il costante riferimento e riconoscimento, da parte della scrittrice, della differenza sessuale femminile e maschile.

Lapidaria nel mostrare il predominio maschile, fa dire a Leith: 'Finora, la guerra ha fornito una via d'uscita per molti uomini. Giovani reclute con sogni di trasformazione: conquiste, saccheggi, fornicazioni. Persino per alcuni il sogno della conoscenza.' E a ciò, con amara considerazione, l'autrice fa seguire: 'I desideri delle donne contavano ben poco riguardando presumibilmente l'accoppiarsi e il procreare. Il percorso era imposto loro fin dall'inizio: il destino'.

Lucidamente un altro personaggio Mrs Fry, vecchia di vita e di esperienza, impartisce, all'ancora sprovveduta Helen, imbevuta di miti letterari, una lezione sulla brama ingannevole di azione maschile, portatrice di guerra e di lutti: 'Nei loro pensieri, la maggior parte degli uomini si immaginano conquistatori.' Mentre spetta poi alle donne prendersi la cura delle loro cose.

Lo stesso Leith coraggiosamente confessa la sua contentezza, come molti uomini, 'di vedere una donna cucire - o lavorare a maglia, o dipanare la lana o sgusciare i piselli. Servizievole, rilassante, seduta. Ridotta a poco più di un mormorio occasionale'. Sottomessa, servizievole la donna non minaccia più il potere maschile.

Ma per Helen, Mrs Fry ha anche parole confortanti, quando le presagisce una sorte diversa a cui però 'bisogna provvedere da sé e non affidarsi al destino'.

Trovo notevole, da parte dei personaggi maschili e femminili il continuo gioco di rimbalzo d'interpretazione e di comprensione dei reciproci caratteri e dei rispettivi ruoli e rilevante la costante e viva attenzione sui sentimenti degli uomini e delle donne descritti con una profonda capacità di introspezione psicologica.
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6 settembre 2005