GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 

 

IRENE NEMIROVSKY

SUITE FRANCESE

ADELPHI 2005 - EURO 19

di Silvana Ferrari

L'amore di una figlia per la propria madre, il desiderio di non cancellarne il ricordo e di non perdere le sue tracce hanno permesso la pubblicazione di questo libro a più di sessant'anni dalla sua stesura e dalla tragica scomparsa dell'autrice.
Suite Francese, apparso in Francia nel 2004, ha ottenuto un grande favore di pubblico e l'assegnazione postuma - per la prima volta - del Prix Renaudot.
Il libro si compone delle prime due parti - Temporale di giugno e Dolce- sulle cinque di cui avrebbe dovuto costituirsi la grande saga sulla Francia pensata da Irène Némirovsky; è corredato, inoltre, da una ricca appendice comprendente le note della stessa autrice scritte contemporaneamente alla stesura del romanzo, la corrispondenza intrattenuta dalla stessa, da suo marito con amici ed editori fra il 1936 e il 1945 e un'importante postfazione della saggista Mjriam Anassimov che tanta parte ha avuto nella pubblicazione del libro.


Irène Némirovsky scrisse il romanzo fra l'estate del 1941 e l'estate del 1942 concependolo come una saga che avrebbe raccontato gli avvenimenti storici di quegli anni in Francia. Costretta a rifugiarsi in un paesino insieme al marito, Michel Epstein, e alle figlie, Denise e Elisabeth, a indossare la croce gialla che la identificava come ebrea appartenente a una razza reietta, scrive sul suo diario:
'Mio Dio, cosa mi combina questo paese? Dal momento che mi respinge, osserviamolo freddamente, guardiamolo mentre perde l'onore e la vita. E gli altri, come considerarli? Gli imperi muoiono. Niente ha importanza. Che le si osservi dal punto di vista mistico o da quello personale, le cose non cambiano - è un tutt'uno. Manteniamo la mente fredda. Tempriamo il nostro cuore. Aspettiamo.'
Pensato come una suite musicale in cinque tempi, ma con un ritmo cinematografico, il testo ha riferimenti letterari autorevoli, primo fra tutti Guerra e Pace di Tolstoj a cui Irène Némirovsky si rifà esplicitamente per i grandi movimenti di masse in Temporale di giugno e in Dolce; sulla forma, che non ha potuto avere ovviamente una revisione, la scrittrice commenta, nel giugno del 1942: 'Cominciare a preoccuparmi della forma che avrà questo romanzo una volta terminato! Considerare che non ho ancora finito la 2° parte, che ho in mente la 3° ma che la 4° e la 5° sono ancora nel limbo! Il futuro è nelle mani degli dei, perché dipende da quello che succederà'.
Concepire un'opera storica che racconti i fatti nel momento in cui questi accadono era il suo proposito: Temporale di giugno descrive la fuga da Parigi in seguito all'occupazione tedesca, Dolce l'occupazione dell'esercito tedesco in un paesino della Francia, Captivité, - solo ideato, abbozzato, - il collaborazionismo sotto i tedeschi; ma scrivere le altre parti - Bataille e Paix- che avrebbero dovuto raccontare di avvenimenti futuri, di cui difficile era prevedere lo svolgimento e l'esito e nei quali Irène Némirovsky, con lucida consapevolezza, presagiva la sua probabile assenza, penso sia un fatto nuovo in letteratura oltre ad essere l' incredibile testimonianza di un'epoca dai destini tragici. Perché Irène Némirovsky nell'estate del 1942 e precisamente il 13 luglio fu arrestata e, dopo un breve passaggio nel campo di concentramento di Pithiviers, fu avviata ad Auschwitz per essere uccisa il 17 agosto 1942. Analoga sorte toccherà al marito pochi mesi dopo.
In Temporale di giugno viene messa in scena la grande fuga da Parigi alla notizia dell'arrivo dell'esercito tedesco e il tutto viene rappresentato attraverso i sentimenti, le paure, le ansie di una serie di personaggi che in qualche modo esemplificano quello che la scrittrice intendeva quando scriveva che, in quei momenti, la Francia stava perdendo l'onore.
Ecco vediamo come i ricchi Pericand, l'osannato scrittore Gabriel Corte, e il raffinato collezionista di porcellane Charles Langelet cercano di portare in salvo tutti i loro beni, oltre alle loro vite; le loro miserie, i loro egoismi e le loro piccole vigliaccherie sono messe in contrasto con il comportamento dell'anziana coppia dei Michaud : 'quelli che pagano sempre per tutti e i soli che siano veramente nobili.'
In questo affresco in movimento c'è la preoccupazione della scrittrice di raccontare scene che 'meritano di passare alla posterità' , quelle 'che possano interessare la gente nel 1952 e nel 2052': le strade invase dalle masse di persone in fuga, la ricerca di cibo e di un posto ove rifugiarsi, gli atti individuali di egoismo, il tradimento l'indifferenza dei molti.
In Dolce si racconta dell'occupazione tedesca in un paesino di campagna: la quotidianità a contatto con la presenza del nemico, la convivenza forzata fra francesi e tedeschi nell'obiettivo sempre di vedere la storia e i suoi fatti attraverso i sentimenti individuali. Tra questi due mondi, rappresentati dagli occupati e dagli invasori, sembra a volte possa aprirsi uno spiraglio, una fessura attraverso cui fluiscono sentimenti d'amore, di amicizia e di voglia di conoscenza da una parte all'altra in un movimento reciproco: ma è molto difficile far emergere l'umanità e la spiraglio si chiude quasi istantaneamente.
Le vicende legate alla pubblicazione del libro meritano anch 'esse attenzione. Il manoscritto, conservato accuratamente in una valigetta insieme ad alcune foto, fu compagno inseparabile delle figlie di Irène Némirovsky, nella loro incessante fuga per la salvezza. Fu sempre considerato, insieme al diario e ad altri documenti, un prezioso ricordo della madre senza però attribuirvi alcuna importanza letteraria. Al momento di cederlo all'Institut Mémoir de l'Edition Contemporaine, Denise, la figlia maggiore,

con grande fatica lo trascrisse a mano per poi dattiloscriverlo e finalmente lo lesse, ritenendolo comunque un romanzo essenzialmente incompiuto. Fu la critica letteraria e saggista Mjriam Anissimov, che conoscendo bene le opere precedenti della scrittrice, ad insistere per la sua pubblicazione.
In Italia,nelle edizioni Adelphi , nel 2005, fu pubblicato un altro suo romanzo, Il ballo.
Siamo in attesa delle prossime opere.

20 febbraio 2006