GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 

 

MARIE VIEUX

CHAUVET AMORE RABBIA FOLLIA


BOMPIANI 2007 EURO 18

recensione di Silvana Ferrari

 

Marie Vieux, nata ad Haiti nel 1916 in una famiglia della ricca borghesia mulatta, fu figura di primo piano nell'ambiente culturale della capitale Port-au Prince; donna colta e affascinante, fu l' animatrice dei circoli intellettuali e politici della città. Costretta all'esilio nel 1957 dopo l'instaurarsi della dittatura del famigerato Papa Doc, alias Francois Duvalier, si stabilì a New York, dove morì nel 1973.

Amore Rabbia Follia, scritto nel 1964, appare ora per la prima volta in Italia, dopo l'edizione parigina del 2005. Il libro, fin dalla sua prima uscita a Parigi nel 1968, non ebbe una vita facile. Edito da Gallimard, su consiglio di Simone de Beauvoir, immediatamente dopo la pubblicazione, fu tolto dalla distribuzione: l'evidente messa sotto accusa dell'odioso regime militare faceva temere ritorsioni sui familiari della scrittrice ancora residenti nell'isola. Ne restarono poche copie clandestine passate di mano in mano tra gli intellettuali haitiani e gli oppositori del regime; altre copie circolarono nelle università americane e canadesi diventando oggetto di studio presso gli Women Studies.
Il romanzo è un trittico, costituito da tre parti indipendenti per trama, personaggi e ambientazione. Il filo conduttore e unificante, è la rappresentazione, prima in una fase di percezione e di premonizione dell'addensarsi di tragici eventi, poi in un'altra più concretamente fattiva, dell'instaurarsi di un clima di intolleranza, di violenza sociale, di sopraffazione, preludio di un potere crudele e malignamente pervasivo in grado di penetrare nelle vite e nelle menti delle persone cambiandone la sostanza e il destino.
Nelle tre parti che parlano di amore, rabbia, follia, quello che viene costantemente narrato è il conflitto - tra proprietari terrieri ex-schiavisti e contadini, tra bianchi, mulatti e neri, tra seguaci degli antichi riti animisti e cattolici conquistatori, tra i miseri senza speranze e futuro e i ricchi privilegiati e corrotti, tra una natura ricca e generosa e il suo saccheggio e impoverimento per ingordigia di denaro - cioè, i conflitti di genere, di razza, religione, di classe e le devastazioni ambientali, che trovano i semi e il terreno fertile all'interno di storie familiari, sede di sentimenti primari e di passioni estreme.
In Rabbia una donna giovane bella e innocente, Rose, viene offerta dalla famiglia al potente capitano delle guardie, uomo viscido, repellente e corrotto in cambio del mantenimento dei possedimenti terrieri e dei propri privilegi.
In Follia quattro amici poeti si rinchiudono in una stanza dandosi all'alcol e alla droga mentre quello che loro chiamano 'il diavolo' fuori s'impossessa della città, delle loro case e del loro paese.
In Amore - il racconto più bello - la passione di tre sorelle per lo stesso uomo, marito di una delle tre, è il motore che fa esplodere la personalità della protagonista, Claire, voce narrante, capace di affrontare con lucidità e freddezza l'analisi dei propri sentimenti comprese le passioni più oscure e indicibili.
Claire è la maggiore, trentanovenne, zitella per autodefinizione, vergine, inaridita dalla solitudine, è assetata d'amore; da quando ne ha avuto coscienza soffre per il colore della sua pelle, 'una sfumatura acagiù' che la fa notare in una società dove le gradazioni del colore della pelle sono caratteri di pregio anche nelle famiglie ricche e borghesi; ha studiato sa scrivere e pensare, dirige la casa dove vivono le sorelle; verso di loro nutre sentimenti di invidia, gelosia e odio mascherandoli sotto le forme del servilismo, della perfetta disponibilità e dell'affetto devoto. Non ha mai conosciuto l'amore e lo vive attraverso quello di Felicia, moglie devota e innamorata di Jean Luze e quello clandestino di Annette, per qualche tempo amante di Jean Luze. Il suo corpo e la sua mente sono tormentati da intensi e repressi desideri: 'Combatto nel letto in preda a voglie che niente riesce a soddisfare.'
E' una personalità che rimanda forti negatività, ma è una natura potente, vigorosa, vitale: non si nasconde nulla, non mente a se stessa, non è ipocrita; vede quello che gli altri, i suoi familiari, i suoi vicini non vogliono vedere; sente e si accorge di quello che attorno a lei sta accadendo, mentre gli altri fingono per superficialità e quieto vivere.
Una società chiusa nei propri riti, ipocrita nel rispetto delle regole e delle apparenze formali, incapace di capire e contrastare, per dispregio e snobismo, lo strapotere dei militari e della polizia che, sempre più invasivo, controlla le loro vite, le loro idee, ispeziona le loro case e imprigiona chi non si sottomette; il capo della polizia è un negro feroce che ha introdotto il terrore come metodo di indagine e strumento di controllo; la corruzione è dilagante insieme al dominio delle società straniere, qui rappresentate dall'americano signor Long, che rapinano le ricchezze del paese, mettendolo alla mercé e alle dipendenze di stati più potenti.
La narrazione è costruita su un linguaggio forte, intenso, e in alcune parti altamente drammatico; l'autrice non usa mezze misure, non gira attorno alle parole quando si tratta di descrivere il tormento delle passioni, alimentate tra le pareti domestiche nell'oscurità e nel chiuso delle stanze, la loro capacità di togliere vitalità ed energia, di estenuare anche esistenze che avrebbero potuto seguire altre vie, avere altre possibilità forse più serene e tranquille.



12 ottobre 2007

O