grandi lettrici crescono

 

 

Marta Morazzoni

La nota segreta

Longanesi 2010 - Euro16.60

recensione di Silvana Ferrari


Un romanzo storico, d'amore e d'avventura, dove i personaggi non sono frutto della fantasia dell'autrice ma, come chiarito dalla stessa in una nota a fine libro, sono realmente esistiti e citati nelle pagine di Cent'anni di Giuseppe Rovani e documentati nella ricerca Per Vim et Metum e Il caso di Paola Teresa Pietra della studiosa Paola Vismara, docente di Storia della Chiesa presso l'Università Statale di Milano. Poi nello sviluppo della trama e nell'evolversi delle vicende della protagonista, Marta Morazzoni si prende 'tutte le libertà dell'invenzione e delle suggestioni che il personaggio mi ha offerto'.
La storia di Paola Pietra, contessina milanese che tredicenne viene chiusa nel convento di clausura di S. Radegonda in Milano, in cui trova, come unica consolazione alla solitudine e alla non volontaria reclusione, la scoperta del canto grazie alla sua maestra, la monaca Rosalba Guenzani, e da cui riesce a fuggire, non ancora diciottenne, spinta da un indefinito desiderio di amore, dall'insoddisfazione e insopportabilità verso uno stato non sorretto dalla vocazione, e da una volontà tenace e testarda di ritornare nel mondo, è una storia di libertà. Di libertà in senso ampio del termine perché la giovane donna non si accontenterà della fuga per abbandonare il suo stato, ma perseguirà con determinazione la strada per ottenere dalla Chiesa di Roma lo scioglimento ufficiale dal vincolo monacale a cui era stata costretta contro la sua volontà.
Siamo all'incirca nella prima metà del Millesettecento quando la storia ha inizio.
Suor Rosalba Guenzani, monaca benedettina del convento di clausura di S. Radegonda, è famosa in Milano, e oltre, per le sue doti canore di soprano e per la sua grande maestria nel dirigere il coro e insegnare il canto alle consorelle. Le messe cantate del convento sono un'attrazione anche per chi non è credente. E' lei a scoprire la particolare potenzialità della voce di Paola Pietra, di quell'adolescente sommamente triste, immusonita e sperduta; è lei a trarla fuori dall'indifferenziata ottusità della propria esistenza e condizione dandole uno stimolo, riempiendola del desiderio di fare e di migliorare e introducendola alla bellezza della musica e della propria voce. 'Suor Rosalba le aveva dato una ragione di vita quale mai si sarebbe potuta aspettare nella casa scura di suo padre, nel mondo degli aristocratici che aveva appena fatto in tempo a conoscere, e meno che mai accanto a un potenziale marito.'
Quella voce di contralto farà fantasticare e innamorare Sir John Durant Breval, un diplomatico inglese in missione presso l'arciduca d'Austria, che avrà modo di ascoltarla al di là della grata e che riuscirà a distinguerne il timbro e a seguirne con immenso piacere il suo espandersi nel canto e con altrettanto doloroso piacere desidererà poter vedere le fattezze del volto e delle labbra da cui quella voce sublime proviene.
Poi ci sarà la fuga dal convento, il loro primo incontro in un cascinale alle porte di Milano, il viaggio verso la Serenissima, per porre una certa distanza con gli inseguitori, e poi da Venezia la pianificazione del percorso per giungere alla loro meta, Londra, attraverso la Francia, con un primo approdo a Marsiglia. Per attuare tutto ciò è necessario che si separino: Paola viaggerà da sola, trovando un passaggio su una nave mercantile che da Venezia, passando per alcuni porti del Mediterraneo, farà scalo a Marsiglia.
Qui il romanzo apre le sue pagine alla fantasia dell'autrice che farà vivere alla protagonista una serie di avventure e di pericolose peripezie mettendo alla prova la sua ingenuità e la sua scarsa conoscenza del mondo, ma che la rafforzeranno nella sua determinazione a raggiungere l'amato e a vivere pienamente la sua vita fuori dall'ordine monastico.
Un romanzo che oltre il tema centrale della libertà offre altri e interessanti aspetti: la relazione fatta anche di complicità fra Paola e Suor Rosalba, il potere della chiesa e quello temporale, il fascino, la seduzione della musica, l'amore e l'erotismo.
La scrittura è musicale, le parole fluiscono sapienti per dare a chi legge l'illusione e l'idea di vedere la storia formarsi e sgranarsi sotto i propri occhi, partecipando agli stati d'animo, alle ansie e alle passioni dei due protagonisti. E anche ai dubbi e alle riflessioni dell'autrice i cui interventi, a volte esplicativi, a volte interlocutori, altre volte ancora per sostenere le ragioni di una svolta nel percorso narrativo, ho trovato godibili e efficaci. Ma sono anche i momenti in cui la scrittrice mostra di avere in mano il timone della storia sapendo chiaramente dove indirizzarla.

 


                                                                                              11 giugno 2010