GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 

 

JOYCE CAROL OATES

STORIE AMERICANE

MARCO TROPEA EDITORE - 2005 -EURO 18

di Silvana Ferrari

Storie americane è una raccolta di racconti giovanili - il più vecchio è del 1962 - scelti, per la prima volta, personalmente dall'autrice. Ciò fa supporre che la Oates stia finalmente riordinando la sua vastissima opera - solo i racconti sono oltre quattrocento - dandone delle edizioni ragionate. Questi, come da lei affermato nella postfazione, fanno parte della sua prima produzione, anche se mancano le date delle loro pubblicazioni.

Joyce Carol Oates è una delle più grandi scrittrici contemporanee di lingua inglese,

pluripremiata e candidata al Nobel; di lei conosciamo la sua infaticabile capacità di narratrice e l'instancabile volontà di testimonianza del suo tempo, del suo paese, gli Stati Uniti, di cui coglie, grazie alla sua scrittura veloce, a volte rude e priva di sdolcinatezze, ritratti, immagini, momenti della vita di persone, sentimenti e passioni e tanta violenza e dolore.
Lo stato di tensione e di sotterraneo, ma incombente, pericolo è percebile, durante la lettura, snodandosi come un filo, in tutti i racconti; la violenza si avverte, si sente, anche se non sempre si manifesta, nei fatti, nei gesti, nelle parole, come pilastro, struttura portante di tutte le relazioni.
Il paesaggio, i luoghi, le ambientazioni sono parte integrante di questa descrizione e in particolare ricorre la Contea di Eden, luogo dal nome non casualmente simbolico.
Il titolo originale della raccolta è: 'Where are you going, where have you been?' ed è tratto da uno dei ventisette racconti, forse il più famoso e, secondo me, il più bello.
I temi di cui ho parlato lì sono tutti presenti: l'adolescenza, l'inconsapevolezza di quello che si sta facendo, la voglia e il desiderio ugualmente di provare e di vivere quell'esperienza e la tragedia che trasforma una splendida giornata di sole e di vacanza; la narrazione scorre asciutta, incisiva, trasmettendo una sensazione di pericolo imminente fin dalle prime battute per arrivare con scarne immagini al suo drammatico epilogo.
Proprio l'adolescenza e la prima giovinezza sono raccontate in vicende in cui l'accadere di un fatto o il suo non accadere, una particolare scelta, un errore, un gesto istintivo, segnano la vita anche inesorabilmente fino alle più drammatiche conseguenze. Anche le rivalse e le vendette come in 'Piccole frane' e 'Nel magazzino' sono altrettanto atroci e crudeli.
'Desideri esauditi', 'Come ho osservato il mondo dalla casa correzionale di Detroit……' 'Riguardo al caso di Bobby T.' e 'Silkie' raccontano il mondo dell'adolescenza, con il suo stato d'incertezza e di debolezza, da un lato e il desiderio di uscirne, di diventare adulti al più presto, dall'altro; con le sue continue sfide al mondo degli adulti, in un furioso bisogno di affermazione, ma anche con il suo uso dell'adulazione e della studiata seduzione nei confronti dei grandi di cui non si può fare a meno, da cui non ci si può separare.
In questo quadro di violenza, dominato dalla legge dei maschi, degli uomini, prevalgono le figure femminili, in uno stato di perenne solitudine: le vittime inconsapevoli e quelle per scelta, le donne nevrotiche e pazze, quelle rabbiose, le timide e le insicure, le gelose, le traditrici, tutte però descritte in immagini forti, tutte nate da un sentimento d'amore della scrittrice per le sue creature: donne con grande dignità perché la loro esistenza, anche se disperata, è compresa e raccontata. Dice la Oates, a questo proposito, nella postfazione: 'Che cosa significa amare un'arte, o un mestiere, come la scrittura? E amare le materie prime (persone, paesaggi, fatti) evocati dalla fatica di scrivere?….Le ragioni hanno quasi sempre a che fare con la commemorazione di persone, di paesaggi, di fatti o di esperienze profonde…..C'è anche la speranza di 'essere testimoni' per quanti non possono parlare in prima persona; la speranza di documentare i misteri i cui contorni a stento io stessa riesco a definire….Perché quel che ci lega sono esperienze, emozioni e forze elementari che devono essere immaginate sotto forma di arte se davvero le vogliamo contemplare.'

L'unico racconto che sembrerebbe sfuggire alla rappresentazione drammatica della realtà della Oates è 'Le vedove', dove viene messo in scena un tentativo di relazione fra due donne in cui la solidarietà, l'amicizia sono poste attivamente in campo, in un momento di particolare bisogno: entrambe hanno, quasi contemporaneamente, subito la perdita dei loro mariti e lo scambio di confidenze, il reciproco sostegno, le chiacchiere sulla quotidianità, scambiate davanti a una tazza di caffè, costituiscono il mezzo per riuscire a sopravvivere, per trovare la forza per andare avanti. L'intimità, i sentimenti che circolano sono tali da far preludere alla nascita di un rapporto più stretto, di grande affetto, invece tutto finisce senza alcuna spiegazione.

Nei racconti dove i protagonisti sono uomini prevalgono i temi del conflitto generazionale, dell'affermazione di sé sull'altro, dello scontro razziale, dell'incapacità di vivere le relazioni familiari in un modo reale, cioè essere mariti, padri o figli. Nelle relazioni con le donne tutto è vissuto in un mondo fantastico, senza possibilità di vero, reale, concreto contatto e scambio.
Le storie d'amore sono quasi sempre vissute più nella testa dei personaggi che nella realtà, e animano fantasie, fantasmi, desideri, paure che alla fine si risolvono, in una separazione, in un allontanamento, con sollievo di entrambi i protagonisti: sono mondi separati, che non si comprendono e che continuano a restare tali anche dopo un rapporto d'amore e sessuale.

Dopo queste considerazioni risulta comunque laborioso dare una descrizione dettagliata di tutti i racconti e anche difficile trovare un denominatore comune, oltre i temi già citati e comunque ricorrenti nel complesso dell'opera dell'autrice . Inoltre va detto che non tutti i racconti raggiungono lo stesso livello qualitativo, o mantengono il medesimo grado di tensione, di analisi precisa e puntuale dei personagggi, dei loro sentimenti e delle motivazioni del loro agire: ognuna delle figure ha un suo mondo, sue rappresentazioni fantasmatiche e sue ossessioni e paure. Alla Oates va innegabilmente il merito di aver osservato acutamente e sensibilmente, di aver scritto e documentato di questa umanità sofferente.

1 gennaio 2006