GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 

 

OGAWA YOKO

L'ANULARE


ADELPHI 2007 - EURO 9

di Silvana Ferrari

 

Un piccolo libro prezioso con la caratura di un gioiello. Si tratta del romanzo breve o racconto lungo L'anulare della scrittrice giapponese Ogawa Yoko, vincitrice di numerosi e prestigiosi premi e di cui in Italia sono state pubblicate le due opere precedenti: Hotel Iris e La casa della luce.


Una scrittura semplice e descrittiva, capace di avvolgere chi legge in un' aria ingannevole di tranquilla e ragionevole normalità per poi condurlo, con maestria e sempre senza clamore, in un ovattato mondo di inquietanti simboli e ossessioni.
La giovane protagonista, dopo essere stata vittima di un incidente nella fabbrica di bibite dove lavorava, decide di licenziarsi e di lasciare il suo villaggio per avventurarsi in città. L'incidente, di lieve entità, avendole comportato la perdita di un 'pezzetto di carne a forma di conchiglia' dell'anulare sinistro, però è vissuto simbolicamente importante come perdita di una parte del corpo.
In città trova lavoro presso un laboratorio, unico nel suo genere, di conservazione di esemplari, di cui è proprietario e tecnico il signor Deshimaru. Nel laboratorio vengono portati oggetti per essere conservati; con la trasfomazione in esemplari le persone si liberano di cose che vogliono comunque conservare e 'rinchiuderle equivale a separarsene, così si compie il loro destino ultimo'.
La giovane si deve occupare della registrazione e dell'etichettatura degli esemplari che sono i più svariati: funghi nati sul luogo di un incendio che ha distrutto un'intera famiglia, uno spartito musicale a cui una ragazza è particolarmente legata, un unguento profumato, le ossa di un uccello che ha tenuto compagnia per dieci anni ad un anziano, ornamenti per capelli, bulbi di fiori e altri vari oggetti di ogni genere.
Il grande edificio, dove si trova il laboratorio, è un ex pensionato femminile, una costruzione dall'aria fatiscente, con un grande numero di stanze quasi tutte occupate dagli oggetti tranne due ancora abitate da due anziane inquiline, la 309 occupata da una signora dal passato di musicista e la 223 occupata da una donna un tempo centralinista e ora dedita ai lavori a maglia.
In questa atmosfera surreale la giovane protagonista e il misterioso signor Deshimaru durante le pause dal lavoro, sovente ripetitivo, hanno modo di parlare e di conversare nel luogo segreto dell'uomo: la sala da bagno comune, luogo asettico con gli spogliatoi, gli armadietti, le docce, la bilancia e una grande vasca da bagno 'e sull'insieme un profumo di desolazione'. La grande vasca da bagno con il fondo 'talmente asciutto da sembrare ricoperto da una coltre di polvere bianca' diventa il duro alcova che raccoglie i loro approcci fisici e d'amore; incontri da lei non rifiutati, supinamente accettati, un modo per sentirsi desiderata; però l'abbraccio dell'uomo non è dolce, è ' piuttosto una morsa soffocante - come se avesse voluto farmi aderire del tutto a sé'.
Il regalo di un paio di scarpe di morbida pelle e di ottima fattura che le calzano tanto perfettamente da farle provare una punta di dolore quando la sera deve togliersele, perché aderiscono talmente al piede da impossessarsene, quasi un volersi inglobare ad esso, aggiunge un'altra bizzarria simbolica al racconto che sentiamo scivolare verso il favolistico, verso quelle storie note del tipo la bella e barbablu, la bella e il mostro.
E mentre avvertiamo l'atmosfera diventare sempre più densa di misteri, il silenzio e la tranquillità del laboratorio più inquietanti, vediamo la giovane farsi sempre più affascinare e coinvolgere dal luogo e dal suo proprietario; non che le siano mancati gli avvertimenti della signora della 223 che l'ha messa in guardia sulle stranezze del signor Deshimaru e sulle sparizioni delle precedenti lavoranti o gli inviti del vecchio calzolaio a liberarsi al più presto delle bellissime e pericolose scarpe che cercano di risucchiarle i piedi; lei sembra testardamente perseguire il suo obiettivo: varcare la soglia del luogo vietato, il laboratorio dove avvengono le preparazioni e le trasformazioni in esemplari. Non sappiamo se entrerà. Le ultime righe del racconto la descrivono pronta a bussare alla pesante porta con in mano una provetta etichettata e numerata per trasformare il suo anulare - o tutta se stessa ? - in un reperto: una situazione di sospensione e di attesa. La stessa lasciata a chi legge che interdetto può forse immaginare e decidere le possibili scelte.

10 dicembre 2007

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