GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 

 

OGAWA YOKO

LA FORMULA DEL PROFESSORE

Il SAGGIATORE 2008 - EURO 15.00

di Silvana Ferrari

 


Con La formula del professore Yoko Ogawa, considerata la più importante scrittrice giapponese contemporanea, aggiunge un altro tassello al suo mosaico di personaggi che si muovono in un mondo di sentimenti labirintico e complesso in cui la mente umana diventa un meraviglioso ma anche frequentemente indecifrabile enigma, comunque da indagare e da descrivere.
Dall'atmosfera rarefatta e onirica, oltre che inquietante, de L'anulare dove la memoria delle cose materiali trovava una collocazione in un misterioso laboratorio in cui giovani assistenti svanivano in una specie di simbiosi con gli oggetti, si passa a quella più familiare e apparentemente più decifrabile di un ambiente domestico in cui si muovono tre personaggi: un anziano professore che un incidente automobilistico ha privato della memoria, la sua governante e il figlio di lei, Ruto, - l'unico che nel romanzo ha un nome.
Il professore, un tempo docente universitario di Teoria dei numeri presso il Centro di ricerche di Matematica dell'Università, ha visto la sua carriera distrutta in seguito all'incidente che gli ha ridotto la sua capacità mnemonica a ottanta minuti giornalieri; è un genio e passa il suo tempo a dimostrare teoremi e ad inviarli a vari concorsi matematici; è incapace di badare a se stesso e, a prendersi cura dei suoi bisogni, vengono assunte delle governanti che durano brevi periodi, non riuscendo a sostenere le stranezze di quel tipo di lavoro.
La nuova governante è una giovane donna, madre single, che per problemi economici si adatta molto più di altre a lavori difficili e disagevoli; il professore le si presenta, la prima volta, sciatto e trascurato nell'abbigliamento e con appuntati, in varie parti della giacca e dei pantaloni, una serie di foglietti su ognuno dei quali è scritto qualcosa: sapendo di avere una memoria breve è questo l'accorgimento da lui trovato per non dimenticare le cose importanti; ma non è la sua sola stranezza; le prime domande che le rivolge riguardano il suo numero di scarpe, la sua data di nascita, il suo numero di telefono, meravigliandola con una serie di osservazioni su quei numeri e sulle loro proprietà: è il suo modo di entrare in relazione con gli altri e di superare la timidezza e l'imbarazzo.
Ma le doti del professore non si limitano alla sua grande abilità con i numeri, ne ha altre: una bizzarra è quella di volgere le parole nel loro contrario con la stessa velocità con cui l'interlocutore le pronuncia; un'altra è quella di individuare, prima di chiunque altro, la prima stella che si annuncia in cielo; la cosa che maggiormente colpisce la governante è scoprire la purezza dei sentimenti che il professore nutre per i bambini che per lui 'erano il nucleo vitale ed essenziale della vita degli adulti. Era convinto di essere lì, in quel momento, grazie all'esistenza dei bambini.' E un particolare affetto nascerà tra il professore e il figlio decenne di lei, Ruto, così soprannominato dallo stesso professore per via della testa dalla forma simile ad una radice quadrata - 'un simbolo molto generoso, che accoglie sotto di sé qualsiasi numero senza lamentarsi'. E' un sentimento di forte protezione, convinto com'è che i 'bambini si tormetassero con problemi molto più difficili di quelli degli adulti', percepito istantaneamente da Ruto che grazie ad esso acquisirà uno stabile senso del suo valore, della sua importanza e anche della sua forza.
I due, professore e bambino, scoprono di avere una passione in comune, il baseball, e per il matematico è di nuovo un'occasione per utilizzare le sue vastissime conoscenze e applicarle in previsioni, probabilità e statistiche sulle sorti del campionato della loro squadra preferita, riuscendo a trasmettere al ragazzo, anche in quell'occasione, una parte del suo amore per i numeri. Sarà però la donna, la governante, colei che più resterà affascinata dalla mente del professore e dalla sua capacità didattica di creare curiosità, di comunicare le meraviglie del mondo dei numeri. E' una donna timida e riservata, intelligente e sensibile, ma non di grande cultura, che riesce a entrare in sintonia con l'uomo, a percepirne le passioni, la gentilezza dell'animo, la sua profonda bontà nonché la sua umiltà e sincerità. Lo ascolterà come un'allieva desiderosa di apprendere quando lui con dolcezza e tatto risponderà alle sue domande e alle sue curiosità riuscendo a intuire nella bellezza delle dimostrazioni una parte della struttura misteriosa dell'universo, avvertendo in quell'ordine perfetto 'un senso di purezza nel trovare le soluzioni…come un frammento di cristallo estratto da una grotta nel deserto…'.
Yoko Ogawa con la sua scrittura pulita ed elegante ci coinvolge nell'incontro di tre personaggi dalle esistenze problematiche; nel racconto della nascita e della crescita della loro amicizia, particolarmente intensa, ci svela, con tenerezza e quasi con candore, la meraviglia e la profondità dei sentimenti che fra loro maturano, come le loro vite ne saranno reciprocamente influenzate, sia in quei momenti vissuti insieme che in quelli futuri, in cui di questo particolare legame rimarranno sempre le tracce, i segni e i ricordi importanti come memorie indelebili.
Il romanzo ha ricevuto nel 2004 il premio della Società dei Matematici per aver contribuito a far conoscere la bellezza di questa disciplina.

 


15 luglio 2008

O